Morte Emiliano Sala, il pilota dell'aereo non avrebbe potuto volare

Il rapporto finale sull'incidente aereo che è costato la vita al calciatore argentino evidenzia molte irregolarità: il pilota, David Ibbotson, aveva il permesso scaduto mentre l'aereo non disponeva della licenza necessaria.

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L'Air Accident Investigation Branch (AAIB), l'agenzia britannica che si occupa di indagare sugli incidenti aerei e sulle cause e responsabilità degli stessi, ha pubblicato in questi giorni il rapporto finale su quello che è costato la vita, poco più di un anno fa, al calciatore argentino Emiliano Sala. Inabissatosi nel canale della Manica, mentre tentava di raggiungere l'Inghilterra per indossare la maglia del Cardiff, il centravanti 28enne è scomparso procurando grande commozione e decine di interrogativi.

Ecco dunque che a distanza di un anno arrivano le risposte su quella che è stata una tragedia che, dati alla mano, era possibile evitare: quel volo attraverso la Manica, infatti, non avrebbe mai dovuto avere luogo. E il motivo è semplice: né il Piper Malibu su cui il calciatore viaggiava né il pilota, David Ibbotson, disponevano dei permessi e delle licenze necessarie per compiere il tragitto previsto. E non era certo un caso che Emiliano Sala avesse contattato diversi amici su Whatsapp nei minuti precedenti la tragedia, raccontando di come non si sentisse sicuro e di come avesse la sensazione che il velivolo sembrasse sul punto di spezzarsi.

Daltonico, per guidare di notte Ibbotson avrebbe dovuto completare un corso che invece ha abbandonato, mentre la licenza di cui era in possesso non gli permetteva di effettuare voli a pagamento. Precauzioni che il pilota, il cui corpo non è mai stato trovato, non ha voluto prendere, sottovalutando una situazione che si è invece rivelata fatale sia per lui che per Sala.

Memoriale per Emiliano Sala

Perché è morto Emiliano Sala? Il rapporto finale fa luce sulla questione

Nato a Santa Fe e cresciuto a Progreso, centravanti alto e longilineo, Emiliano Sala era esploso decisamente tardi ma a 28 anni stava per misurarsi con il campionato più ricco e seguito al mondo, la Premier League: acquistato nel calciomercato di gennaio dal Cardiff City, che aveva bisogno dei suoi gol per togliersi dalle sabbie mobili della zona retrocessione, l'argentino era stato pagato dal club gallese la bellezza di 17 milioni di euro dopo un inizio di stagione devastante in Ligue 1, dove con la maglia del Nantes aveva messo a segno 12 gol in 19 partite nel giro di 6 mesi.

Partito da Nantes per raggiungere Cardiff, Sala non è mai arrivato a destinazione: il piccolo aereo turistico su cui viaggiava, un Piper Malibu di 25 anni, si è inabissato nella notte del 21 gennaio 2019, schiantandosi sull'acqua nel Canale della Manica dopo una brusca manovra effettuata dal pilota, che probabilmente tentava di allontanarsi da una zona dove la visibilità era scarsa anche a causa della pioggia incessante. Il calciatore aveva confessato a diversi amici di temere per la propria vita durante il volo, un presagio che poi ha tristemente trovato conferma. Il corpo di Sala è stato trovato soltanto dopo molti giorni di ricerca, quello di Ibbotson invece giace ancora in fondo all'oceano.

Esami effettuati nelle settimane successive sul corpo del giovane e sfortunato calciatore avevano evidenziato un'altissima presenza di monossido di carbonio: secondo il rapporto finale questo sarebbe fuoriuscito da una perdita nel sistema di riscaldamento, intossicando sia Sala che Ibbotson e contribuendo ad aggravare la situazione del pilota, poco lucido e già in difficoltà a causa della notte, del daltonismo e delle condizioni meteo proibitive. La perdita del gas, normalmente espulso insieme agli scarichi, non sarebbe stata avvertita a causa della mancanza di un allarme apposito. Il rapporto finale della AAIB rende chiaro quello che in molti già sospettavano: la morte di Sala non è stata una tragedia da attribuire al destino, ma poteva essere evitata e ha responsabilità ben precise.

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