Manchester United, Solskjaer conquistato da Ighalo: "Deve restare qui"

Arrivato in prestito e circondato dallo scetticismo generale, l'attaccante nigeriano ex Udinese e Cesena ha conquistato tutti con impegno, abnegazione e gol: il trasferimento a titolo definitivo oggi sembra una formalità.

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Mentre il mondo cerca di arginare la pandemia legata al coronavirus, che sta paralizzando la società e stravolgendo le nostre abitudini, arriva finalmente anche lo stop da parte della UEFA, che come tutti i maggiori campionati europei decide di fermarsi momentaneamente con la speranza di riprendere quando questa terribile minaccia sarà sconfitta. Il calcio si ferma, dunque, lasciando in sospeso una stagione che tra le varie storie aveva raccontato anche quella della rinascita ormai imminente del Manchester United.

Passato nelle mani di tecnici famosi e preparati come Moyes, Van Gaal e José Mourinho, incapaci di riportarlo ai fasti legati al leggendario Sir Alex Ferguson, lo United stava tornando finalmente grande sotto la guida di Ole Gunnar Solskjaer, allievo del grandissimo manager scozzese e capace di riuscire dove in tanti avevano fallito. Circondato da un comprensibile scetticismo, vista la sua giovane età e la scarsa esperienza, il norvegese è riuscito a riportare in alto una squadra priva della stella Pogba anche grazie a due ottime intuizioni avute nel corso del calciomercato di gennaio.

E se parlare del portoghese Bruno Fernandes è scontato - costato 80 milioni, l'ex Sporting Lisbona è diventato il perno della squadra segnando e fornendo assist a profusione - è invece doveroso spendere due parole anche per Odion Ighalo, centravanti nigeriano classe 1989 che a trent'anni compiuti si è trovato a vivere un sogno cullato per tutta la carriera e che mai avrebbe ormai immaginato di poter realizzare: giocare nel Manchester United, il club tifato da sempre, e farlo da protagonista.

Odion Ighalo

Manchester United, Ighalo non vuole smettere di sognare: "Avremo bisogno di lui anche in futuro"

Arrivato negli ultimi istanti del mercato di gennaio, prelevato in prestito fino a giugno dai cinesi dello Shanghai Shenhua con un'operazione che per molti era sembrata quasi da tappabuchi, Ighalo è riuscito a ritagliarsi uno spazio nelle gerarchie di Solskjaer grazie all'infortunio che ha tenuto fermo ai box Rashford e sfruttando ogni minuto avuto a disposizione come rincalzo della coppia titolare formata da Daniel James e Anthony Martial.

Non è in Premier League che il nigeriano è riuscito a lasciare il segno: con appena mezz'ora di gioco, collezionata nell'arco di 4 presenze, Ighalo sta ancora cercando la gioia della prima rete in campionato, mentre il discorso cambia completamente se parliamo delle coppe: in gol nel ritorno dei 16esimi di finale di Europa League contro il Bruges, l'attaccante - fermato anche dalla quarantena conseguenza del suo arrivo dalla Cina - si è infatti ripetuto contro il LASK Linz nell'andata degli ottavi, aprendo le marcature con una splendida rete e servendo poi a James l'assist del secondo dei cinque gol con cui i Red Devils hanno asfaltato gli austriaci in casa loro.

Con la doppietta che ha deciso il successo per 3-0 sul Derby County nel 5° turno di FA Cup il totale sale a 4 gol in 318 minuti, una marcatura ogni 64 minuti di gioco che sembra rendere sempre più probabile un suo riscatto da parte del club, che a giugno tratterà con lo Shanghai Shenhua per trasformare il prestito in un trasferimento definitivo. Le parole di Solskjaer, del resto, non lasciano spazio ad altra interpretazione.

Odion ha fatto bene e può ancora migliorare, ma non è una sorpresa, sta dimostrando di avere quelle qualità che abbiamo visto in lui nel momento in cui abbiamo deciso di portarlo qui. Sa quello che deve fare e come farlo, si mette a disposizione della squadra, segna, è bravo spalle alla porta. Ma la cosa più importante è che ha grande personalità, quello che serve. Si merita di essere qui, ha grandi qualità di cui avremo bisogno anche nella prossima stagione, per cui faremo quello che serve.

Solskjaer ha poi elogiato la pregevole qualità del gol che ha aperto le danze contro il LASK Linz, un missile di sinistro nell'incrocio dei pali dopo tre tocchi al volo che non ha lasciato scampo al portiere avversario Schlager.

Chiunque sarebbe stato orgoglioso di segnare un gol così e nessuno avrebbe potuto pararlo, i tocchi sono stati necessari per liberare lo spazio per il tiro, tocchi di alta qualità. È arrivato in prestito, ma se fai bene come calciatore e come persona, se aiuti il gruppo, perché non dovremmo valutare la possibilità di estendere l'accordo?

Cresciuto in patria nel Julius Berger, club che ha lanciato nel calcio molti grandi nomi come Taribo West, Sunday Oliseh e Rashid Yekini, Odion Ighalo è arrivato nel calcio che conta appena 19enne, acquistato per poco più di un milione di euro dall'Udinese che poi lo ha girato in prestito a Granada e Cesena. In Italia per lui appena 10 presenze e un gol, quello del 6-2 al Cagliari nell'ultima giornata della Serie A 2008/2009, quindi il giro di prestiti e la cessione a un altro club (dopo Udinese e Granada) della famiglia Pozzo, il Watford.

Tre anni tra Championship e Premier League, 40 gol in 100 presenze che non sono stati sufficienti per colpire le big del calcio europeo ma per attirare l'attenzione del movimento cinese: passato al Changchun Yatai per 24 milioni di euro, dopo due stagioni ricche di reti ecco il trasferimento allo Shanghai Shenhua e quindi la cessione a sorpresa al Manchester United, il club che sognava fin da bambino e per cui ormai credeva di aver perso il treno giusto. Il calcio però sa regalare anche favole inaspettate, ed ecco che superata la quarantena Ighalo si è trovato ad avere l'occasione attesa una vita sfruttandola al meglio. L'Old Trafford, oggi, ha un nuovo idolo, un bomber che non ha mai smesso di sognare e che certo non ha intenzione di smettere di farlo adesso.

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