Crisi Coronavirus: Premier League a porte chiuse in attesa del decreto

La Football Association vuole andare avanti, i club no. Il Governo britannico è al lavoro per mettere insieme un piano strategico col quale arginare l'epidemia.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

L'emergenza legata alla pandemia di CoVid-19 si espande a macchia d'olio in tutta Europa. Anche l'Inghilterra, a breve, potrebbe cominciare a fare i conti con numeri decisamente importanti. Occorre reagire e prendere le adeguate misure di sicurezza per fare in modo che la situazione non peggiori e, proprio per questo, dal prossimo turno di campionato la Premier League si giocherà esclusivamente a porte chiuse. La decisione deve essere ancora ratificata ufficialmente, ma l'impressione è che per l'annuncio definitivo sia davvero solo più questione di ore. Nella serata di mercoledì ad Anfield Road, dove era in programma l'ottavo di finale tra Liverpool e Atletico Madrid, erano presenti tifosi di entrambe le tifoserie, ma difficilmente lo scenario è destinato a ripetersi.

La Gran Bretagna si adegua al resto dell'Europa e, com'è ormai ovvio, non poteva essere diversamente. Le autorità hanno già pronta l'organizzazione di un tavolo collettivo al quale si siederanno il Governo, la federazione e i rappresentanti del club professionistici, chiamati a una decisione che ormai non è più possibile procrastinare ulteriormente. La Football Association vorrebbe andare avanti a porte chiuse e valutare la situazione con il passare delle settimane, le società però non sarebbero molto d'accordo, preferendo la soluzione drastica dello stop a data da destinarsi per non mettere a repentaglio la salute dei propri calciatori e, ovviamente, non privare i tifosi del match visto dal vivo.

Al momento, però, la prima partita è già stata rinviata: nella serata di mercoledì, in contemporanea con la Champions League, si sarebbe dovuto giocare Arsenal - Manchester City, un recupero fondamentale per l'assegnazione del titolo. Se il City avesse perso, infatti, lunedì prossimo il Liverpool si sarebbe laureato campione andando a vincere il derby sul campo dell'Everton. I Reds, adesso, dovranno per forza rinviare i festeggiamenti almeno fino a dopo la partita contro il Crystal Palace, ma va anche detto che in questo momento rimettere in bacheca una Premier League - sebbene da quelle parti manchi da 30 anni - è davvero il problema minore.

Premier League a porte chiuse
Anche la Premier League va verso le porte chiuse: l'emergenza Coronavirus paralizza anche la massima divisione inglese, che nelle prossime giornate valuterà come procedere in base anche al decreto di Governo che verrà emanato nella giornata di giovedì

Premier League, pub vuoti e streaming gratis: giovedì il decreto del Governo

Secondo un rapporto pubblicato sulle pagine del Sun, in tutto il Regno Unito il numero dei contagiati da Coronavirus sarebbe salito a 460, 99 dei quali circoscritti in Scozia, Irlanda del Nord e Galles. La situazione, come precisato dalle autorità inglesi, è destinata a peggiorare, soprattutto se non dovessero essere prese misure di sicurezza più restrittive rispetto a quelle che attualmente sono state messe in vigore. Dunque, le porte chiuse per il calcio, almeno al momento, sembrerebbero solo lo scenario più positivo rispetto a tutto il resto. Come purtroppo capitato in Italia, anche in Inghilterra i tesserati sono a rischio contagio.

Ne sa qualcosa Evangelos Marinakis, presidente di Olympiakos e Nottingham Forrest: il plenipotenziario uomo d'affari greco ha rapporti stretti con i vertici dell'Arsenal (le due squadre si sono anche incontrate in Europa League), e proprio per questo la partita dell'Emirates è stata rinviata a data da destinarsi. Ma, a sua volta, i Gunners potrebbero essere entrati in contatto con giocatori e tesserati di altre squadre (tipo Brighton, Wolverhampton e West Ham), perciò il problema potrebbe espandersi a macchia d'olio in relativamente pochissimo tempo. Mai come questa volta, la celebre massima "the show must go on" sembra suonare male.

Tra gli altri provvedimenti che verranno presi dalla Gran Bretagna, oltre alle porte chiuse tassative per tutti, ci sarà l'obbligo di non trasmettere le partite nei pub e più in generale nei locali pubblici, dove può crearsi un buon assembramento di persone. Le persone che hanno sottoscritto un abbonamento a una squadra, o in alternativa chi ha comprato il biglietto per una delle prossime partite, potrà seguire i propri beniamini gratuitamente in streaming. Di certo, al massimo entro giovedì diramato un piano di governo definitivo, che svelerà pubblicamente il decreto finale nella speranza di uscire in fretta da una situazione che rischia di mettere in ginocchio tutto il calcio mondiale.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.