NBA e Coronavirus: provvedimenti drastici, stagione in pericolo?

La lega sta decidendo i provvedimenti da prendere contro il coronavirus e tra questi ci sono rinvio e partite a porte chiuse.

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Lo stiamo vedendo sulla nostre pelle d’italiani: lo sport si ferma e lo fa nel modo più totale possibile. È difficile spiegare come si possa giocare a Milano una partita di Eurolega tra Olimpia e Olympiacos e sembrava lontano per noi quando era in Cina e anche per gli States sembrava che il virus non potesse toccarli, ma ora l’NBA sta avvicinandosi sempre di più a delle decisioni riguardo calendari e partite.

Come riportato da Adrian Wojnarowski tramite il suo profilo Twitter, la lega sta discutendo in maniera molto seria e concentrata la situazione di prevenzione e limitazione del coronavirus. L’espansione negli Stati Uniti è potenzialmente devastante visto il sistema sanitario americano e per questo motivo si ragiona nell’ottica di giocare a porte chiuse o addirittura rilocare alcune partite e franchigie.

Infatti sembra che alcune squadre di zone molto colpite dal contagio potrebbero essere spostate in zone dove non c’è ancora emergenza in un’evidente strategia suicida che porterebbe così un alto tasso di viralità all’interno di zone ancora tutto sommato tranquille. Noi che conosciamo da vicino questo virus capiamo che sarebbe un autogol, così come esposto anche da alcuni giornalisti e l’NBA dovrebbe propendere per altre vie.

NBA: partite a porte chiuse o addirittura rinviate

Limitare l’accesso alle locker room, ridurre la possibilità di contatto tra media e giocatori assieme ad altre misure marginali, non sarà certo la soluzione per limitare il coronavirus negli Stati Uniti con palazzetti pieni e giocatori in campo che fanno il loro lavoro. Anche noi pensavamo che con qualche piccolo accorgimento sarebbe bastato, invece non è così e di certo l’idea di spostare le franchigie di zone più virali in zone meno colpite dal contagio è la follia pura. E allora quale potrebbe essere la soluzione?

Difficile dare una valutazione definitiva, ma si fa sempre più largo l’ipotesi che delle partite verranno giocate a porte chiuse o addirittura rinviate in alcuni casi. Il calendario NBA è molto fitto e inserire recuperi è molto difficile, ma di certo lo spazio per prolungare la stagione agonistica ci potrebbe anche essere vista la lunga pausa che intercorre tra una stagione e l’altra. Ci sono poi tantissimi se e ma che non possiamo sapere, però ora anche l’NBA sta considerando seriamente di chiudere le porte al pubblico o completamente i battenti. Sembrava impossibile, ma ora non è più così lontana come ipotesi.

La (le) posizioni di LeBron James

Le cose in questo periodo cambiano molto velocemente e solamente venerdì LeBron James era stato interrogato su cosa pensasse riguardo all’ipotesi di giocare a porte chiuse:

Non se ne parla -disse- giocare in un palazzetto senza tifosi non ha senso. Noi scendiamo in campo per loro e per vivere l’atmosfera, senza quella non ha senso giocare.

Il tono della risposta era un misto tra scherzoso e serio, ma indubbiamente il re non aveva ancora la percezione della serietà di una situazione in continuo divenire e peggioramento. Da qui infatti è arrivata una contro-dichiarazione spontanea nella giornata di ieri che ha aggiustato il tiro:

Riguardo a ciò che vi ho detto venerdì…non sapevo l’evoluzione continua della situazione riguardante il virus e ovviamente ora sono più che disposto a giocare a porte chiuse se sarà necessario. Mi rimetterò alle decisioni di chi deve scegliere tra lo spettacolo e la salvaguardia contro questo virus, quindi ci sarà la massima disponibilità da parte mia. Sarà brutto giocare a porte chiuse, ma lo farò.

Chiaramente James è una delle persone più intelligenti e che ha molto a cuore il contesto sociale e soprattutto le situazioni umane della comunità, quindi era certo che sarebbe arrivata una sua dichiarazione chiarificatrice che dimostra quanto l’NBA si pensasse ineluttabile ma che ora deve fare i conti con la realtà e questa ha le sembianze delle porte chiuse o di partite che nemmeno si giocheranno. Staremo a vedere come si comporterà la lega in questa situazione delicata.

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