Nagelsmann il predestinato: il più giovane tecnico ai quarti di Champions

Nessuno come lui: il tecnico tedesco, a soli 32 anni, ha portato il Lipsia fra le migliori 8 squadre d'Europa battendo il Tottenham con un complessivo 4-0 nel doppio confronto.

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Nessuno come lui. Di che pasta fosse fatto, Julian Nagelsmann lo aveva già dimostrato nei suoi tre anni e mezzo all'Hoffenheim, ma ora, alla guida del Lipsia si sta togliendo una soddisfazione via l'altra. A lungo in testa alla classifica di Bundesliga, continua comunque a tenere sotto pressione Bayern Monaco e Borussia Dortmund e in Champions League ha toccato il cielo con un dito.

Il suo Lipsia non poteva certo dirsi favorito dal sorteggio di Nyon: un ottavo di finale contro il Tottenham, finalista dell'ultima edizione solo pochi mesi fa, non se lo sarebbe augurato nessuno, al netto di assenze e cambiamenti. Vero che gli Spurs di oggi, senza, per motivi diversi, Harry Kane, Eriksen, Son, Sissoko e il nuovo arrivato Bergwijn, non sono più la gioiosa macchina da guerra di Pochettino, ma potevano bastare e avanzare per una quasi debuttante come la squadra tedesca.

Julian, però, non è tipo da farsela sotto, conosce la sofferenza, l'ha frequentata e l'ha assecondata per capire come arrivare a sconfiggerla. Era un ragazzo quando ha dovuto rassegnarsi a capire che non avrebbe più potuto giocare a calcio. Difensore centrale alto, roccioso e dai modi scorbutici, era arrivato sulla soglia della ribalta nell'Augsburg di Tuchel, ma i cronici guai alle cartilagini di un ginocchio non gli permisero di proseguire: aveva 20 anni quando prese il toro per le corna e decise di smettere.

Julian Nagelsmann
Julian Nagelsmann ha esordito come tecnico della prima squadra dell'Hoffenheim a soli 28 anni

Nagelsmann: il più giovane tecnico ai quarti di Champions

Era il gennaio del 2008. Nagelsmann però non rimase con le mani in mano e si iscrisse a Economia. Ma il calcio era la sua passione e cominciò a studiarlo: quattro anni dopo era già in Bundesliga, vice allenatore dell'Hoffenheim, dove il portiere Tim Wiese - oggi wrestler - sei anni più di lui, gli affibbiò il soprannome di Baby-Mourinho, roba che nel 2012, col portoghese al Real Madrid e reduce dal triplete nerazzurro, era un complimentone grande così. Qualche stagione di apprendistato poi, nel febbraio 2016, la grande occasione: il tecnico della prima squadra Huub Stevens deve fermarsi per motivi di salute e il club chiama proprio lui al timone: Julian ha solo 28 anni.

Nagelsmann
Agli esordi Julian era soprannominato il Baby-Mourinho. Ieri ha eliminato il Tottenham guidato dal portoghese

Real Madrid? No, grazie

La salvezza a fine stagione è la sua prima medaglia, ma il bello deve ancora venire: nel 2017 stupisce tutti guidando l'Hoffenheim al quarto posto in Bundesliga - perde lo spareggio Champions, ma contro il Liverpool - e l'anno seguente riesce persino a migliorarsi, con una terza piazza che porta la squadra direttamente ai gironi di Champions League. I grandi club si accorgono di quel ragazzo dall'espressione sfrontata che non ha paura di nulla. Lo contatta il Real Madrid ma lui ha altre idee per il momento e ha già scelto. Andrà al Lipsia:

Vero: ho detto no, ma è bene chiarire che non ho avuto un'offerta di contratto. Volevano incontrarmi. Penso che a 50 anni non dici di no al Real, ma ora posso scegliere la cosa più giusta. Al Lipsia posso sbagliare, imparare e diventare così un allenatore migliore. Nei grandi club, invece, se non vinci non ti spiegano nemmeno perché: ti esonerano e basta.

Più giovane di Cristiano Ronaldo

E i fatti, va detto, gli stanno dando ragione: terzo e in piena corsa per la Bundesliga, il suo Lipsia ieri sera ha sotterrato 3-0 il Tottenham di Mourinho - guarda un po' - e si è qualificato per i quarti di finale di Champions League, regalando proprio a lui - che ha due anni e mezzo meno di Cristiano Ronaldo - il primato di più giovane allenatore ad aver centrato l'ambito traguardo. Un traguardo che rende sbiadite e manda definitivamente in archivio le obiezioni con cui alcuni media tedeschi accolsero la sua promozione in prima squadra giusto quattro anni fa - ci fu chi bollò la scelta come una trovata pubblicitaria e chi la definì persino un’idea squinternata - così come le parole stizzite di Roger Schmidt l'ex tecnico del Bayer Leverkusen che in un match contro l'Hoffenheim fu espulso per aver urlato a Nagelsmann:

Chiudi quella bocca e vatti a sedere! Pensi di averlo inventato tu il calcio?

Nagelsmann urla
Nagelsmann urla e telecomanda la squadra... anche nel sonno

La tattica urlata nel sonno

In effetti Julian non è esattamente il classico tecnico compassato di scuola tedesca. Flessibile nel modulo - le sue squadre sono capaci di cambiarli innumerevoli volte nel corso dello stesso match - è un "martello" dalla panchina e guida e telecomanda i suoi da bordo campo per tutti i 90 minuti. Anzi, come ha rivelato lui stesso in una conferenza stampa di qualche mese fa, pensa alle mosse tattiche anche mentre dorme:

Spesso, nel sonno, urlo indicazioni tattiche a qualche giocatore, così finisce che sveglio e spavento mia moglie in piena notte. Non me ne rendo conto e lei me lo racconta il giorno dopo, comprensibilmente un po’ infastidita. Il problema è che capita piuttosto spesso.

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