Milan, guarda un po' chi si rivede: Luiz Adriano show in Libertadores

L'ex centravanti del Milan è rinato da quando è tornato in Brasile. E adesso guida la classifica cannonieri della coppa più prestigiosa del Sudamerica.

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La Copa Libertadores 2020 comincia finalmente a entrare nel vivo. Tra le tante partite giocate la scorsa notte spicca il 3-1 rifilato dal Palmeiras alla matricola paraguayana Guarani, in un match che la squadra allenata da Vanderlei Luxemburgo ha dominato in lungo e in largo. Il Verdao ci ha messo un po' a sbarazzarsi di Bobadilla e compagni visto che, quando il cronometro segnava il minuto 52, il risultato della partita era ancora bloccato sullo 0-0. Da lì in poi, però, è cominciato il monologo di Luiz Adriano: il centravanti del Palmeiras ha messo a segno un tripletta di pregevolissima fattura, regalando tre punti fondamentali alla compagine brasiliana, che adesso guida il suo raggruppamento a punteggio pieno.

Dei cinque gol realizzati in due partite, ben quattro portano la firma di Luiz Adriano, già a segno all'esordio nella trasferta di Buenos Aires contro il Tigre. Il numero 10 del Palmeiras ha dapprima colpito con un assolo personale, per poi sfruttare le ottime imbeccate di Rony e Dudu, i suoi due partner offensivi con i quali si associa a meraviglia. Il ritorno in Brasile ha rappresentato una sorta di rinascita per l'ex attaccante del Milan, cresciuto nell'Internacional di Porto Alegre e poi sbocciato grazie al sapiente lavoro di Mircea Lucescu in Ucraina.

Oggi, il classe 1987 di origine gaucha, rappresenta il prototipo perfetto di terminale offensivo per un Palmeiras che, già dalla metà della scorsa stagione, grazie al suo arrivo ha ritrovato pericolosità e imprevedibilità là davanti. D'altronde, per la sua tipologia di gioco, Luiz Adriano è in realtà una punta molto pericolosa, capace di fare movimenti difficili da leggere per i difensori avversari. Inoltre, ha dalla sua un repertorio tecnico molto vasto, che scarseggia solo ed esclusivamente nel gioco aereo. Se in Europa il suo apporto stava andando a scemare, facendogli perdere un po' di quell'impatto straripante evidenziato ai tempi dello Shakhtar, in Sudamerica può ancora essere considerato un vero e proprio valore aggiunto.

Luiz Adriano Palmeiras Milan
Il centravanti del Palmeiras, Luiz Adriano: per lui sono 4 i gol segnati nell'attuale edizione di Copa Libertadores

Tripletta in Copa Libertadores: il Palmeiras riscopre Luiz Adriano

Dopo aver esordito a 19 anni con il Colorado, Luiz Adriano ha lasciato il Brasile a 20, grazie alla vista molto lunga di Lucescu, che lo segnalò ai dirigenti dello Shakhtar, bravi a strapparlo al club portoalegrense per circa 3 milioni di euro complessivi. L'Ucraina ha rappresentato il primo vero test della sua carriera, tra stagioni iperpositive e contributi decisivi per le vittorie di un club che, proprio sotto la gestione tecnica dell'allenatore rumeno, è riuscito a mettersi in bacheca una Coppa UEFA. Nella finale datata 2009, lo stesso Luiz Adriano segnò un gol molto importante, condannando alla sconfitta i tedeschi del Werder Brema.

La punta brasiliana di reti pesanti se ne intende abbastanza: già con l'Internacional aveva dato l'apporto decisivo nella conquista del Mondiale per Club - l'edizione che, per intenderci, consacrò un giovanissimo Alexandre Pato -, andando a segno nella semifinale vinta contro gli egiziani dell'Al Ahli. Gli otto anni passati a Donetsk, durante i quali ha dovuto affrontare anche momenti difficili legati alla guerra civile scoppiata nel Donbass, non gli hanno però precluso di mantenere numeri importanti. Alla fine della sua esperienza allo Shakhtar, Luiz Adriano lascia con 128 gol segnati in 266 presenze, entrando nella top five storica del club.

Il passaggio al Milan però si rivelerà la scelta sbagliata: in Italia, infatti, il talento di Porto Alegre si ferma soltanto un anno e mezzo, costellato principalmente da delusioni e 6 gol a corredo. La situazione che la società sta vivendo di certo non aiuta, l'aria è di improvvisazione misto a smobilitazione, e il rapporto con i tre allenatori che si susseguono in panchina non decolla mai. A parte i primi tempi con Mihajlovic, infatti, per lui si prospetta solo grande panchina, sia con Brocchi che, soprattutto con Montella. Nel gennaio del 2017 il Milan lo lascia partire verso la Russia, destinazione Spartak Mosca, per 1,5 milioni di euro, mezzo milione in più di quello pagato dal Palmeiras per portarlo a San Paolo.

Dal suo ritorno in patria, però, la musica è cambiata: a volerlo a tutti i costi è stato Luis Felipe Scolari, suo grande estimatore da tempo. L'esperto tecnico verdeoro lo ha utilizzato da numero nove in un 4-2-1-3 a trazione anteriore, dove tutta la squadra giocava principalmente per lui. Dopo un periodo di ambientamento, a ottobre è arrivata la strepitosa tripletta al Fluminense, prima del mese di stop forzato per quel solito problema alla coscia che si porta dietro da diversi anni. Al rientro, Scolari era già sulla graticola, ma grazie a una sua rete segnata al Vasco il Palmeiras è riuscito a mettere al sicuro la qualificazione alla Copa Libertadores, manifestazione nella quale quest'anno Luiz Adriano è partito fortissimo.

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