Non solo Boca e River: tre realtà della Superliga da conoscere meglio

Idee e proposte di gioco innovative: Racing, Velez e Argentinos condividono il terzo posto in un campionato dominato dalle due big argentine.

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La Superliga argentina si è chiusa ufficialmente poche ore fa: il Boca Juniors, allo sprint finale, si è aggiudicato il titolo battendo in volata gli acerrimi rivali del River Plate, al termine di un testa a testa molto appassionante durato praticamente da inizio torneo. All'ultima giornata, i Millonarios di Marcelo Gallardo sono stati bloccati sul campo dell'Atletico Tucuman, mentre gli Xeneizes - in una Bombonera palpitante di passione - hanno regolato 1-0 il Gimnasia La Plata del grande ex, Diego Armando Maradona. In attesa che prenda il via la Copa de la Superliga - calcio di inizio in programma venerdì sera - a chiudere definitivamente questa stagione 2019/20 è stato Sebastian Beccacece, allenatore del Racing di Avellaneda.

Fisico e look da rockstar, idee calcistiche di chiaro stampo bielsista, Beccacece è passato all'onore delle cronache un anno fa, quando alla guida del Defensa y Justicia ha sfiorato un titolo che avrebbe avuto del clamoroso. Qualche mese dopo il Racing, che quel campionato lo vinse, ha deciso di dargli un'opportunità, convincendo ad accettare un progetto importante e ambizioso dopo aver passato gli ultimi sei mesi sulla panchina dell'Independiente. Già, a gennaio il biondissimo direttore tecnico cresciuto all'ombra di Jorge Sampaoli ha percorso i 500 metri che separano il Libertadores de America dal Cilindro andandosi a sedere sull'altra sponda, in un ambiente che lo ha accolto fin da subito come il grande salvatore della patria.

Il Sudamerica, soprattutto negli ultimi anni, è cresciuto tantissimo in tema di allenatori. Infatti, i più attenti fan della massima divisione argentina, avranno notato che l'evoluzione del gioco non passa solo da River Plate - da cinque anni in mano alla gestione del Muneco - o Boca Juniors, fresco di nomina del nuovo presidente, che ha affidato il compito della ricostruzione dell'identità xeneize a Miguel Angel Russo, una vecchia conoscenza del club nonché, e questo va ricordato, l'ultimo allenatore in grado di vincere la Copa Libertadores dalle parti della Republica de La Boca.

Superliga Argentina tre squadre da conoscere
Sebastian Beccacece, allenatore del Racing: con l'Academia disputato un'ultima parte di stagione molto positiva, portando la squadra al terzo posto della Superliga

Superliga, c'è dell'altro oltre alle due big: Beccacece ha conquistato il Racing

Dietro Gallardo e Russo, dicevamo, c'è una nuova scuola di allenatori da tenere in considerazione. Beccacece è quello più intrigante, a livello professionale ma anche personale. Il suo Racing non si è discostato molto dall'identità quadrata e proattiva che la squadra aveva assunto durante la gestione di Eduardo Coudet, che dopo qualche mese di prove tattiche continue aveva deciso di affidarsi uno schema molto particolare. Il 4-1-3-2 dell'Academia però ha fatto scuola, tanto che lo stesso Gallardo in qualche circostanza lo ha adottato per schierare il suo River Plate.

Beccacece ha lavorato a fondo sull'atteggiamento della squadra in campo. Il suo modo di vivere la partita in maniera passionale ha spinto i suoi ragazzi a qualche eccesso di troppo, ma dopo qualche inevitabile problema iniziale - leggasi il pareggio all'esordio assoluto, in casa contro l'Atletico Tucuman - il 39enne di Rosario ha trovato la quadra e, dal Clasico vinto contro l'Independiente, le prestazioni della sua squadra sono state un'escalation di bellezza mixata a efficacia. Alla fine, con il successo sul campo dell'Estudiantes, il Racing ha agganciato il terzo posto, condiviso con Velez e Argentinos Juniors.

A livello di singoli, Beccacece ha lavorato molto su quelli già presenti in rosa. Nonostante la perdita di un califfo difensivo come Alejandro Donatti, il Racing ha paradossalmente ridotto in percentuale il numero dei gol subiti, con il tecnico che a lavori in corso ha optato per un 4-3-3 molto fluido, nel quale hanno trovato spazio i piedi buoni di Leonel Miranda e Matias Rojas, entrambi califfi del Defensa versione 2019, oltre alle conferme dell'esperto Marcelo Diaz e dell'ex genoano, Walter Montoya. Davanti, invece, hanno ruotato in tanti, segno di come Beccacece.

Terzo posto e grandi plusvalenze: il Velez è rinato con Heinze

Se Sebastian Beccacece rappresenta perfettamente il prototipo di allenatore dogmatico, c'è un altro profilo di stampo bielsista che ha saputo farsi particolarmente apprezzare. Si tratta di Gabriel Heinze, ormai ex allenatore del Velez. Il Gringo, ex giocatore di PSG e Roma, ha annunciato l'addio al Fortin poco prima della trasferta di Mendoza, dove i suoi ragazzi lo hanno salutato con l'undicesima vittoria stagionale. Il lavoro di Heinze al Velez è stato di primissimo livello: dopo aver preso la squadra a soli 6 punti dalla retrocessione, ha migliorato a livello mentale un ambiente depresso, lanciato giovani di grande spessore e permesso al club di incamerare 35 milioni di dollari solo dalle cessioni.

Inoltre, ha portato la squadra a qualificarsi per la Copa Libertadores del 2021, lasciandola al quinto posto della classifica del Promedio e, soprattutto, durante il suo ciclo il José Amalfitani è tornato a riempirsi dopo anni costellati da delusioni. La traiettoria di Heinze da allenatore ha seguito quasi pedissequamente quella di Marcelo Bielsa, dagli inizi in provincia col Godoy Cruz al salto in un club glorioso, ma da rilanciare, come l'Argentinos Juniors. Proprio a La Paternal ha raccolto una situazione pesante, con la squadra in seconda divisione, e l'ha raddrizzata grazie alla promozione in blocco di un sacco di talenti provenienti dal vivaio più invidiato d'Argentina.

Da quelle parti sono sbocciati Diego Maradona, Fernando Redondo, Esteban Cambiasso e Juan Roman Riquelme, e da Heinze in poi i tifosi biancorossi si potuti godere le gesta dei tre fratelli Mac Allister, figli del Colorado Carlos, presidente del Bicho. A Liniers, invece, le mani del Gringo si sono posate sul futuro crack del calcio argentino, quel Thiago Almada che - a soli 18 anni - ha già un sacco di pretendenti europee. Il Velez, che nel mercato di gennaio ha perso Nicolas Dominguez (andato al Bologna), non potrà permettersi di sbagliare il sostituto del suo ex direttore tecnico, ma il club si ritrova in una situazione completamente differente, e nettamente migliore, rispetto al 2017, anno in cui Heinze scelse Liniers per consacrarsi.

Mix di esperienza e gioventù: l'Argentinos Juniors si gode la cura Dabove

Il posto vacante di Heinze all'Argentinos Juniors è stato preso da Diego Dabove, anche lui classificatosi terzo nella Superliga appena conclusasi. Il suo Bicho è una squadra in grado di giocare un calcio intenso e prolifico in entrambe le fasi, grazie al giusto mix di elementi esperti e giovani in rampa di lancio che il tecnico ha saputo intelligentemente amalgamare. Del primo gruppo, per esempio, fanno parte Santiago "El Tanque" Silva e i difensori Carlos Quintana e Miguel Torren, della seconda i Mac Allister rimasti - Alexis, il più talentuoso, è finito al Brighton - e soprattutto Fausto Vera, mediano difensivo classe 2000 e perno della Seleccion preolimpica che (forse) vedremo impegnata a Tokyo.

Tutto ciò, nonostante la società sia in crisi economica perenne: le casse dell'Argentinos piangono da tanto, troppo tempo, tanto è vero che non solo la prima squadra è praticamente obbligata a pescare dalle giovanili, ma di recente il presidente è sceso in guerra contro le big del paese che, sfruttando il momento delicato del Bicho, stanno provando a sottrargli diversi calciatori del vivaio. In Superliga, però, la squadra ha fatto bene e, complessivamente, il lavoro di Dabove è da rimarcare fermamente. Unico neo, l'eliminazione dalla Copa Sudamericana per mano del modesto Sport Huancayo. Ma per il futuro, nonostante le tante difficoltà, si può essere moderatamente ottimisti.

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