Premier League, Leicester da sballo: l'ex sorpresa è diventata grande

Le Foxes hanno superato un tragico lutto e si sono rimessi in carreggiata, grazie a una società competente e a un manager di livello assoluto.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

Quarantanove giorni. Tanto è durato il digiuno del Leicester in Premier League: le Foxes, autrici di una stagione da urlo, non vincevano in campionato da quasi due mesi, ponendo fine a un periodo d'oro che, per lunghi tratti, aveva permesso alla squadra di Brendan Rodgers di occupare la seconda posizione in classifica, subito dietro al Liverpool. Con il 4-0 rifilato all'Aston Villa, il Leicester riavvicina il secondo posto e morde le spalle del Manchester City, al quale sono stati recuperati tre punti molto importanti dato che, in chiave lotta quarto posto, Vardy e compagni per il momento mantengono un buon margine sulla quinta in classifica.

L'imperativo, però, è vietato distrarsi. Lo sa Rodgers, che al termine del posticipo di lunedì sera ha chiaramente fatto intendere che il grosso del lavoro non è ancora stato fatto, ma lo sa anche la squadra, consapevole di come le grandi dietro non abbiano intenzione di smettere la loro corsa, insidiando le Foxes fino alla fine. Contro i Villains, è stato Harvey Barnes ad aprire le marcature, ma a chiudere il match ci ha pensato Jamie Vardy: la punta originaria di Sheffield, simbolo del titolo vinto con Ranieri, ha messo a segno una doppietta molto importante, che tra le altre cose lo proietta a quota 19 gol nell'attuale Premier League.

Vardy ha già messo a referto una rete in più rispetto alla stagione scorsa, e sempre un gol gli manca per eguagliare i 20 di due anni fa, traguardo ampiamente alla sua portata se consideriamo le nove partite ancora da disputare. La cosa più importante, però, è che il Leicester gioca bene, diverte il pubblico tramite la sua proposta e, soprattutto, a livello ambientale la città - che solo quattro anni fa festeggiava uno storico titolo - paradossalmente si è stretta ancora di più attorno alla squadra in seguito al brutto incidente capitato all'ex proprietario del club Vichai Srivaddhanaprabha, scomparso in un terribile incidente di elicottero nel 2018.

Premier League sorpresa Leicester
Brendan Rodgers, manager del Leicester: prima di approdare dalle parti del King Power Stadium ha allenato Liverpool e Celtic, portando entrambi i club a ottimi livelli

Premier League, alla scoperta del Leicester di Brendan Rodgers

Da allora, a prendere il comando del club ci ha pensato il figlio Aiyawatt, che nello scorso mese di febbraio - a poche settimane dall'esonero del francese Claude Puel - ha deciso di investire oltre 10 milioni di euro per liberare dal Celtic Brendan Rodgers. L'ex manager del Liverpool, che alla guida dei Reds sfiorò un titolo clamoroso durante l'ultima stagione ad Anfield di Luis Suarez, ha preso in mano le Foxes in situazione semidisperata e le ha condotte a una salvezza tranquilla. Poi, in estate, ha cominciato ad assemblare una creatura a propria immagine e somiglianza. La stagione è partita subito forte e, sin dalle prime settimane, si capiva come intorno alla squadra l'aria fosse finalmente cambiata.

Era infatti dai tempi di Claudio Ranieri che dalle parti del King Power Stadium non si percepiva tutto questo ottimismo. Rodgers, in tutto ciò, ha avuto dei grandi meriti. D'altronde, come si era evinto anche dalla sua parentesi al Celtic, il gallese è un manager a tutto tondo, capace non solo di dare una forte identità alle squadre che allena, ma anche di fare scelte oculate a livello di mercato. Nonostante il Leicester abbia a disposizione un patrimonio economico importante, il tecnico ha deciso di valorizzare i prodotti migliori di un Academy che, anno dopo anno, va via via crescendo sempre di più.

In tal senso, è stato fondamentale il lavoro di Jon Rudkin e Trevor Peake, da anni responsabili di un settore giovanile che, oggi, vanta in prima squadra ben tre giocatori che ormai sono diventati titolarissimi. Si tratta del terzino sinistro Ben Chilwell, del mediano Hamza Choudoury e ovviamente di Harvey Barnes, che a The Guardian ha spiegato qual è la filosofia della società in merito agli obiettivi da perseguire:

Giochiamo un calcio spregiudicato e ci divertiamo molto. Il nostro allenatore non assicura il posto a nessuno, siamo noi che dobbiamo conquistarcelo col duro lavoro.

E i risultati si vedono: la scalata in classifica è figlia di un cammino importante soprattutto in casa, dove le Foxes hanno vinto 9 delle 16 partite complessive dalle quali sono arrivati i tre punti, ma anche lontano da Leicester la truppa di Rodgers ha saputo farsi apprezzare. Tra i successi esterni spicca soprattutto il 9-0 datato ottobre sul campo del Southampton, al termine del quale Vardy e compagni lanciarono un segnale molto importante a tutta la Premier League.

Via Maguire e rinforzi mirati: così è nata la rivoluzione estiva

Soldi, ma anche idee. A Leicester, durante la scorsa estate, si è vissuta una sliding door importantissima, rappresentata dalla cessione di Harry Maguire al Manchester United. Il centrale inglese, nel frattempo diventato molto importante per i Red Devils, ha permesso al club di mettere in cassa circa 87 milioni di euro, una cifra impressionante che va ad aggiungersi ai 133 milioni di euro complessivi incassati negli anni dalle vendite di pezzi da novanta come N'Golo Kanté, Riyadh Mahrez e Danny Drinkwater. Al loro posto sono arrivati profili tutti da scoprire, ma allo stesso tempo innesti mirati in ruoli molto delicati.

Il ruolo di Maguire è stato preso dal giovane turco Caglar Soyuncu, mentre in mezzo al campo si sono rivelati decisivi gli inserimenti di James Maddison - ex talento di casa Norwich - e soprattutto Wilfried Ndidi. Sulla destra è esploso Ricardo Pereira, arrivato a peso d'oro dal Porto, mentre nell'ultima sessione di mercato il Leicester non si è fatto problemi a mettere sul piatto 78 milioni di euro per riscattare Youri Tielemans dal Monaco e strappare Dennis Praet alla Sampdoria. Insomma, come si diceva, la competenza accostata alle buone idee è destinata a diventare un mix vincente.

Della squadra che nel 2016 vinse clamorosamente la Premier League, invece, sono rimasti in pochi. Segno di come il club abbia saputo rinnovarsi, certo, ma anche del fatto che puntare su troppa gente con la pancia piena rischia di rivelarsi una strategia poco efficace. Oltre a Vardy e al portiere Schmeichel, in rosa fa bella figura anche Wes Morgan, 38 anni e 8 presenze a oggi, ma soprattutto un giocatore importante più dal punto di vista della leadership che altro. Per il resto, il Leicester è la squadra più fresca e interessante tra le nuove proposte del calcio inglese. E, ormai pare quasi scontato, il prossimo anno avrà modo di mettersi in evidenza anche in Europa, dove anche Rodgers non vede l'ora di ritornare.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.