Non solo Serie A: il coronavirus chiude gli stadi in tutta Europa

Restano davvero pochi i campionati che non hanno adottato misure per evitare il contagio.

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A Dortmund vedremo il “muro grigio”, altro che Muro Giallo. E come leggeremo bene “Mes que un club” a Barcellona. È il riflesso, vuoto e silenzioso, del coronavirus sul calcio. Non solo Serie A: questa è la battaglia di tutti. L'Europa ci sta arrivando un decreto alla volta, un divieto dopo l'altro. Qui lo sappiamo bene: niente sport, e quindi niente campionato (almeno) fino al 3 aprile. Poi c'è chi non molla - leggasi Premier League -, ma quasi tutte le federazioni calcistiche del vecchio continente hanno già adottato delle misure per contrastare la diffusione del Covid-19.

Porte chiuse e stop alle partite: chi si è già mosso

La prima a fermarsi è stata la Svizzera: l'ultima giornata della Super League elvetica è andata in scena il 23 febbraio. Poi lo stop, senza neanche prendere in considerazione la possibilità di giocare a porte chiuse. Di proroga in proroga, dovrebbe saltare tutto il mese di marzo. Tra l'altro è stata rinviata anche Basilea-Eintracht di Europa League, per ora primo e unico caso in ambito Uefa. A meno di ulteriori - e probabili - novità, comunque, il campionato ricomincerà il 4 aprile. Stessa data valida momentaneamente anche per la Serie A, mentre in Austria per ora sono state rinviate solo le partite del prossimo fine settimana. 

Due turni a porte chiuse per Liga e Segunda División in Spagna, dove l'arrivo delle squadre italiane blinderà gli stadi anche per Champions (Valencia-Atalanta, già giocata, e Barcellona-Napoli) ed Europa League (Getafe-Inter e Siviglia-Roma). Dal 3 aprile la situazione dovrebbe tornare alla normalità, a meno di ulteriori proroghe. Il presidente della Liga, Javier Tebas, si è affidato al buon senso del governo:

Sospenderemo la Liga solo se ce lo imporrà il governo spagnolo. Per ora ha deciso che bastano le porte chiuse.

Più “drastica” la Ligue 1 francese: porte chiuse fino al 15 aprile. Intanto nello scorso turno è stata rimandata Strasburgo-PSG. Chiude i tornelli a metà, invece, la Bundesliga. In Germania sconsigliano di presenziare a manifestazioni con più di 1000 persone, specialmente nel Nordrhein-Westfalen. Per questo si giocheranno a porte chiuse 6 partite su 10 del prossimo weekend: Fortuna Düsseldorf-Paderborn; Borussia Dortmund-Schalke 04; Hoffenheim-Hertha Berlino; Colonia-Mainz; Werder Brema-Bayer Leverkusen; Friburgo-Werder Brema (a queste va aggiunto il recupero del 21° turno, Borussia Mönchengladbach-Colonia). Ma la Lega Calcio tedesca ha fatto sapere che il campionato dovrà terminare obbligatoriamente prima dell'estate “per pianificare con certezza la prossima stagione”. Ergo, difficilmente si vedranno rinvii. Infine, tutta la prossima giornata di Liga Nos portoghese si giocherà a porte chiuse. Come per gli altri paesi, la situazione resta in divenire.

Accortezze e stadi aperti: chi resiste

Il Regno Unito è diventato simbolo della “resistenza”. A partire dalla Premier League inglese, ovviamente, dove giocatori e arbitri non saranno autorizzati a stringersi la mano mentre sugli spalti ci si potrà abbracciare e baciare liberamente. Gli stadi, infatti, resteranno aperti. Come conferma il Ministro della Cultura britannico, Oliver Dowden

In questa fase non pensiamo alla cancellazione o al rinvio degli eventi. Non c’è motivo per cui la gente non dovrebbe andarci. 

Oltre alla Gran Bretagna, sono vietate solo le interviste in mixed zone e le strette di mano anche in Belgio e nei Paesi Bassi: si gioca con il pubblico. Desta scalpore specialmente la decisione dell'Eredivisie, visto che proprio l'Ajax ha messo tre membri dello staff tecnico (tra cui il vice-allenatore Poulsen) in quarantena preventiva. Nessun provvedimento particolare anche in Repubblica Ceca, Svezia, Turchia e Ucraina. In ogni caso, questi campionati restano gli ultimi baluardi della resistenza al coronavirus. Molte leghe minori (Polonia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Romania, Danimarca...) hanno seguito la strada battuta della prevenzione, senza fermare il calcio ma vietando ai tifosi di recarsi allo stadio. Resta da capire come evolverà la situazione in Russia: per ora sono a rischio porte chiuse fino al 10 aprile solo le partite in programma a Mosca.

 

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