EURO 2020 a rischio cancellazione per il coronavirus: gli scenari

In programma da giugno a luglio in 12 città d'Europa, il torneo UEFA per nazionali rischia di saltare a causa dell'epidemia che ha colpito tutto il mondo: l'alternativa è rimandare oppure giocare a porte chiuse.

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Mentre la Serie A e tutti i principali campionati europei vanno avanti a fatica (proprio domani si discuterà in un consiglio straordinario FIGC della possibilità di sospendere tutto fino al 3 aprile) sembra sempre più concreta la possibilità che l'emergenza legata al propagarsi del coronavirus possa non soltanto influenzare il calendario delle varie competizioni nazionali, ma anche mettere in dubbio lo svolgimento effettivo di EURO 2020.

La più importante manifestazione calcistica a livello continentale per nazionali, arrivata alla sua 16esima edizione, dovrebbe andare in scena dal prossimo 12 giugno e svolgersi in 12 città europee, ma è chiaro che al momento attuale su queste date e sull'effettivo svolgimento non può che essere messo un gigantesco punto interrogativo. La risposta? Dipenderà dallo sviluppo dell'emergenza, ovviamente, dall'efficacia delle misure preventive adottate per il contenimento.

A oggi, dunque, nessuna certezza sul futuro di EURO 2020, anche se il presidente UEFA Ceferin nell'assemblea andata in scena a inizio marzo aveva voluto mostrarsi ottimista, sottolineando il fatto che il calcio stia seguendo le indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e che nessuno può prevedere gli sviluppi futuri. Delle ipotesi però vanno pur prese in considerazione, e al momento esistono tre scenari possibili: la cancellazione, il rinvio al 2021 oppure lo svolgimento a porte chiuse.

Il presidente UEFA Aleksander Ceferin
Sullo svolgimento di EURO 2020 il presidente UEFA Ceferin è stato ottimista: "Cerchiamo di essere ottimisti, non pensiamo a scenari oscuri, per quello ci sarà tempo."

EURO 2020, tre ipotesi: rinvio, porte chiuse o cancellazione

La cancellazione di EURO 2020 sarebbe un duro colpo: per il movimento, per una macchina organizzativa che ha investito non poco denaro e per i tifosi che già hanno acquistato i biglietti e programmato i viaggi. Si tratterebbe inoltre del segnale evidente di una situazione gravissima, dato che si verificherebbe solo nel caso che i governi di tutta Europa non riescano a contenere al meglio il Covid-19.

La speranza di tutti è che questo catastrofico scenario venga scongiurato, e che l'alternativa possa essere quella di rinviare la manifestazione di un anno o di giocarla a porte chiuse: nel primo caso questo lascerebbe spazio di manovra ai campionati, che verrebbero così conclusi potendo recuperare in estate i turni persi - EURO 2020 inizia il 12 giugno, ma i giocatori devono essere con le rispettive nazionali dal 1° del mese - mentre in entrambi verrebbero salvaguardati almeno gli interessi economici di UEFA e televisioni.

Certo il calcio senza tifosi non è la stessa cosa, e migliaia di potenziali spettatori andrebbero in qualche modo risarciti, ma il regolare svolgimento della competizione sarebbe un segnale positivo di non poco e renderebbe felici tanti appassionati. Per sapere cosa succederà con esattezza non rimane che aspettare: la speranza è che con gli accorgimenti che ognuno di noi può mettere in atto quotidianamente e con le misure studiate da governi e OMS l'avanzata del coronavirus possa arrestarsi, permettendo a tutti di tornare alla normalità il prima possibile.

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