Coronavirus, l'esperto non ha dubbi: "Piccoli club a rischio crack"

Le porte chiuse o lo stop ai campionati può essere una mazzata per i club minori. Lo dice Kieran Maguire: "Si rischia la bancarotta per società che già soffrono".

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L'emergenza coronavirus è sempre più grave, i contagi aumentano in tutta Europa e l'Italia ha superato la Corea del Sud ed è oggi il secondo Paese con più malati al mondo dopo la Cina. I numeri sono gravi, gli ospedali del nord quasi al collasso e il premier Conte ha parlato apertamente di "ora più buia" per la nazione. Il calcio, intanto, ragiona su cosa fare. Il ministro Spadafora è pronto a intervenire personalmente e bloccare i campionati, se nel consiglio federale straordinario non dovesse essere deliberato lo stop ai tornei. 

Si va verso questa soluzione, con Serie A in primis, ma anche B, C e Dilettanti verso lo stop fino al 5 aprile. Sperando che nel frattempo la situazione possa migliorare. Una previsione ottimistica. Secondo gli esperti. 

Ma cosa succederà in Italia e nel mondo senza calcio? I danni economici derivanti dallo stop possono essere irreversibili. Soprattutto per i club minori. Se per le grandi squadre la sospensione del campionato avrà un impatto importante, ma non drammatico, per le società che occupano una posizione meno rilevante nella piramide gerarchica del pallone ecco che l'emorragia di capitali potrebbe essere fatale. 

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A rilevarlo è l'esperto finanziario inglese, Kieran Maguire, che parlando a Sky Sport ha evidenziato come i club che militano in League One, League Two e nelle serie minori possano subire danni gravissimi dal giocare a porte chiuse. Un'ipotesi che nel Regno Unito sta diventando concreta, anche se ancora non sono state prese decisioni in merito e per ora si va avanti a porte aperte con 319 casi accertati di contagio da COVID-19 nel paese. 

I club della Premier League hanno appena il 4% che arriva dalla vendita dei biglietti di una determinata giornata, ma in League One e in League Two sono circa un terzo. Per pagare le loro spese settimanali si affidano ai tifosi non solo in termini di biglietti venduti, ma anche per i guadagni derivanti da catering, dagli incassi delle aree hospitality e dalle vendite dei programmi fuori dallo stadio. 

Secondo Maguire, quindi, il danno maggiore lo andrebbero a subire qui club che già oggi vivono sull'orlo della crisi finanziaria

Se questa fonte di reddito si esaurisse, avrei paura per un certo numero di club che già adesso vivono alla giornata. Se il governo fissasse un limite di 5.000 o 10.000 persone a incontro, la maggior parte di quei club sarebbe in grado di andare avanti. 

Se in Italia, però, le decisioni sembrano ormai prese e si va verso lo stop fino al 5 aprile, in Inghilterra la partita è ancora tutta da giocare. 

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