Premier League, Manchester si tinge di rosso: lo United vince il derby

Lo United vince il derby con i gol di Martial e McTominay e rimane in scia del Chelsea. Il City ora è a -25 dal Liverpool (con una partita in meno), ma rimane a +7 dal Leicester.

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Il derby per non perdere terreno dal Chelsea e rimanere attaccati alla zona Champions, il derby per consolidare il secondo posto e prepararsi al meglio alla decisiva sfida contro il Real Madrid che vale l'accesso ai quarti della massima competizione europea. A Old Trafford si sfidano City e United in una sfida sempre spettacolare. Primo tempo bello, prettamente britannico, giocato su ritmi elevati. Nei primi venti minuti meglio il City, ma United attento e che col passare dei minuti prende campo e fiducia. Il vantaggio arriva alla mezzora con Martial che viene imbeccato da Bruno Fernandes sullo sviluppo di una punizione e trova l'erroraccio di Ederson a spianare la strada al gol numero undici in questa Premier League dell'attaccante francese. L'ultimo quarto d'ora è tutto dei Red Devils, più reattivi e intensi, mentre il City fatica molto a trovare le misure e sbocchi offensivi anche grazie al piano tattico disegnato da Solskjaer.

Nel finale di tempo protagonista anche l'arbitro che ammonisce Fred che cade in area avversaria dopo un contatto con Otamendi: per Dean è simulazione, ma il replay mostra come il contatto ci sia e sia piuttosto netto. Difficile spiegare il non intervento del VAR. La ripresa, dopo un buon avvio dei Red Devils, è però soprattutto di marca blu. Il City prende campo soprattutto dopo l'ingresso di Mahrez e Gabriel Jesus e De Gea deve superarsi sulla conclusione ravvicinata del brasiliano. 

L'intensità messa in campo dallo United per un'ora inevitabilmente cala e la squadra di Guardiola alza sensibilmente il baricentro. La squadra di Solskjaer però mette in campo ogni energia e organizzazione e resiste agli assalti dei cugini e nel finale raddoppia con McTominay che sfrutta un'altra follia di Ederson. Lo United vince il derby, il terzo su quattro in stagione, e rimane a -3 dal Chelsea che nel pomeriggio aveva strapazzato l'Everton. La zona Champions è lì e la vittoria nella partita più importante può essere iniezione di fiducia non indifferente in vista del prosieguo della stagione. Il City, invece, si ferma ancora, nonostante un secondo tempo all'attacco. Per i Citizens è la settima sconfitta in Premier, non il miglior modo per avvicinarsi alla sfida contro il Real. 

Premier League, Bruno Fernandes in azione
Premier League, la cronaca di Manchester United-Manchester City

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Guardiola, senza Laporte, punta ancora su Fernandinho accanto a Otamendi al centro e lancia Cancelo offrendo un turno di riposo a Walker. In avanti Aguero con Sterling e Foden. Solskjaer, ancora privo di Rashford e Pogba, si mette a tre e retrocede Shaw sulla linea di difesa con Williams a tutta fascia e James e Bruno Fernandes a supporto di Martial. Meglio il City in avvio e De Gea deve dire al destro a giro di Sterling che era stato imbeccato da Aguero e soprattutto da un errore pesante di Shaw in disimpegno. Nel sistema di Guardiola il primo regista si chiama Ederson e da un lancio millimetrico del portiere brasiliano nasce una potenziale chance per Aguero che, però, viene anticipato all'ultimo da Matic. 

I Citizens nei primi venti minuti fanno la partita, sono loro a gestire il possesso, ma occhio a una linea difensiva che non sempre riesce a tenere un posizionamento adeguato e che rischia di farsi sorprendere dal lancio di Matic per Martial. Il francese, però, viene rimontato da Rodri che col petto stoppa la conclusione diretta verso la porta di Ederson. Partita bella, i Red Devils riescono a saltare con discreta facilità il pressing del City in mediana e a imbeccare i propri giocatori offensivi.

Così succede al 27', Martial dopo aver saltato Cancelo potrebbe servire Bruno Fernandes tutto solo, in posizione di sparo dai sedici metri, ma l'ex Monaco preferisce mettersi in proprio e per Ederson è ordinaria amministrazione. L'inerzia però ora è dalla parte dello United e alla mezzora è proprio Martial a farsi perdonare: Bruno Fernandes batte con lo scavino una punizione dalla trequarti di destra, trova Martial che calcia al volo, Ederson sbaglia ed è 1-0. Old Trafford spinge, l'entusiasmo del pubblico dello United è alle stelle e la squadra di Solskjaer preme alla ricerca del raddoppio, soprattutto arrivando da destra con James e Wan-Bissaka e Otamendi deve andare in spaccata per anticipare il centravanti avversario. Episodio thrilling al 41' con Fred che cade in area dopo un contatto con Otamendi, per Dean è simulazione, ma il replay evidenzia come un contatto ci sia stato. Il VAR, però, rimane silente. 

La ripresa

Si riparte subito col botto, il City fa circolare palla e libera Aguero che segna: tutto fermo, però, perché il Kun è in millimetrico fuorigioco. Trenta secondi e si è dall'altra parte, Ederson rischia tantissimo nel controllare un pallone e per poco non regala a Martial la palla del raddoppio. Ritmi sempre folli, si va sulle montagne russe, il pressing dello United è portato coi tempi giusti e per la squadra di Guardiola è complicato trovare le solite trame. Dean attira su di sé la disapprovazione di Old Trafford per la seconda volta quando ferma un tre contro due a favore dei Red Devils per un presunto fallo di Martial su Fernandinho. Molti dubbi sul fischio dell'arbitro. 

Guardiola allora prova a cambiare le carte in tavola: fuori Aguero e Bernardo Silva, dentro Gabriel Jesus e Mahrez. Il City si fa pericoloso da corner con Otamendi che non trova lo specchio con la sua girata aerea, poi è Foden a tentare di scardinare il fortino dei Red Devils. Palla fuori di molto. I Citizens però crescono, anche perché le linee dello United si abbassano un po', complice una comprensibile stanchezza dopo 65' giocati a ritmi forsennati. 

Questo, però, comporta che lo United possa trovare più campo quando riesce a ripartire e con giocatori come James i contropiede sono arma a cui il City si espone. Il gallese è travolgente, salta due avversari e poi calcia forte verso Ederson che, però, respinge in angolo. Ma la grande parata la compie dall'altra parte De Gea che va a terra in una frazione di secondo e dice no al destro di Gabriel Jesus. Solskjaer allora prova a inserire forze fresche con McTominay e Bailly che prendono il posto di Martial e Williams. E proprio lo scozzese firma il gol del raddoppio al 95' sfruttando un'altra follia di Ederson e regalando allo United il terzo derby stagionale. 

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