Liga, il Siviglia esce indenne dal Wanda: 2-2 con l'Atletico Madrid

Il Siviglia mostra carattere e organizzazione e blocca l'Atletico in casa. Un buon avvicinamento all'ottavo di finale di Europa League contro la Roma.

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Il Siviglia strappa un punto al Wanda Metropolitano, finisce 2-2 contro l'Atletico Madrid nella sfida ai piani alti della Liga e l'avvicinamento alla sfida di Europa League, contro la Roma, è da valutare come positivo. Primo tempo splendido, giocato su ritmi infernali e con tanti episodi a capovolgere la partita prima in un senso e poi nell'altro fino all'equilibrio con cui si va negli spogliatoi. Lopetegui pensa e prepara la gara in un certo modo: aspettare l'Atletico, lasciargli l'onere della manovra e poi ripartire veloce per far male e pungere con la qualità dei giocatori offensivi a disposizione. Ci riesce con De Jong che sfrutta una bella azione di Jesus Navas e Jordan e poi con Ocampos che si prende e trasforma il rigore del pari. Nella ripresa reggere l'onda d'urto dell'Atleti è più difficile, i Colchoneros vanno vicino al gol in modo nitido in almeno due occasioni, ma il Siviglia tiene e porta a casa un punto fondamentale nella corsa Champions. 

Resta terza la squadra di Lopetegui in attesa del match tra Getafe e Celta Vigo, a +2 sull'Atletico. Quali sono gli spunti che può trarre la Roma dalla trasferta degli andalusi al Wanda Metropolitano? Il Siviglia si conferma una squadra forte, ha in Ocampos l'uomo in più in questo momento, giocatore ispirato e che ha festeggiato la sua quarta partita consecutiva in gol in campionato. Non succedeva da due anni in casa sivigliana, l'ultimo era stato Sarabia.

Il Siviglia ha qualità, sa ripartire con pericolosità quando trova soprattutto sbocco sull'esterno e può sfruttare anche le sovrapposizioni di Navas da una parte e Reguillon dall'altra. I due terzini offrono parecchio in fase di spinta, ma peccano un po' quando c'è da correre all'indietro. La difesa quindi è il punto debole degli andalusi? Sì e no. Il Siviglia finora ha incassato 29 gol in campionato, ha la quinta retroguardia del torneo, ma Diego Carlos e Kounde stanno comunque offrendo un rendimento positivo. La squadra è comunque votata al gioco, alla proporre, non specula e qualcosa concede sempre. Resta un avversario scomodo, uno dei più complicati potesse pararsi sulla strada di Fonseca. 

Liga, il rigore di Morata
Liga, la cronaca di Atletico Madrid-Siviglia

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Manca Thomas e non è un'assenza banale per l'Atletico. Simeone s'affida allora a Llorente in mezzo al campo accanto a Saul e Koke spostato sulla corsia esterna. In avanti fiducia a Morata, che non segna da otto partite, insieme a Joao Felix. Lopetegui deve fare a meno dello squalificato Oliver Torres e con Fernando out, c'è Jordan in mezzo al campo con Gudelj e Banega. Attacco con Ocampos, Suso e De Jong. Partono meglio i padroni di casa, Morata s'invola e tenta la conclusione. Murata. Siviglia sornione, ma che si fa vedere con Ocampos che calcia largo al termine di un'azione ben elaborata. Il primo a sporcare i guanti di Oblak è Suso: mancino dai 25 metri, parata non esteticamente perfetta del portiere sloveno. 

Il piano tattico di Lopetegui è abbastanza chiaro: lasciare l'iniziativa all'Atletico e poi pungere in ripartenza e allora al 20' ecco che il progetto trova realizzazione con la discesa di Jesus Navas, la collaborazione di Jordan e la giocata di De Jong che sfrutta pure l'uscita maldestra di Savic e fredda Oblak. I Colchoneros il colpo non l'accusano e si riversano in avanti alla caccia del pari che arriva dieci minuti più tardi e dopo silent check e on filed review che pizzicano il fallo di mano di Diego Carlos in area di rigore. Hernandez Hernandez decide per il penalty e Morata batte Vaclik e segna l'ottavo gol in Liga.

Soffre il Siviglia per vie centrali, quando l'Atletico alza il pressing sono dolori: Koke recupera palla su un errore in uscita dei sivigliani, palla in profondità per Joao Felix che trova la deviazione di Kounde e fa 2-1. La reazione della squadra andalusa è rabbiosa e Oblak deve superarsi per dire no al colpo di testa di Reguillon. L'azione prosegue e Ocampos cade in area dopo un contatto con Trippier: altro check eterno tra VAR e arbitro che porta a nuova OFR e ad altro rigore. Stavolta per il Siviglia. Dal dischetto va proprio l'argentino ex Genoa e Milan che è glaciale e fa centro, trovando il gol per la quarta giornata consecutiva in campionato e soprattutto riporta in linea di galleggiamento i suoi. Recupero lungo, sei minuti, ed è normale vista la durata delle revisioni, in cui l'Atletico per due volte non va lontano dal gol del 3-2 prima con Morata e poi con Felipe. 

La ripresa 

Simeone si gioca la carta Carrasco dopo sette minuti, al posto di Hermoso e con Saul che scala nel ruolo di terzino, segnale che Simeone chiede ai suoi il massimo sforzo. Il primo squillo di Joao Felix nella ripresa, però, va largo di almeno due metri rispetto al palo sinistro di Vaclik. Lopetegui risponde con El Nesyri  al posto di Suso: partita sufficiente per l'ex Milan. La partita la fa soprattutto l'Atletico e i Colchoneros vanno a un passo dal gol con Carrasco che calcia dai venti metri, trova la deviazione di Diego Carlos, ma Vaclik è super e riesce a smanacciare una conclusione molto insidiosa. 

Simeone manda in campo anche Diego Costa (fuori Morata) e il Wanda Metropolitano rugisce per uno che qui è sempre e comunque un idolo. Una mossa che s'appoggia anche alla storia visto che il Siviglia è la vittima preferita di Diego Costa che, dopo trenta secondi dal suo ingresso, ha una palla invitante per fare subito dodici contro gli andalusi, ma il suo diagonale va sul fondo. 

Il Siviglia è in apnea e dopo un'azione confusa in area, Carrasco ha un'occasione clamorosa per il 3-2 che, però, il belga sciupa malamente mandando alto da posizione favorevole. La squadra di Lopetegui prova a reagire, a tirare fuori la testa dopo venti minuti di difficoltà e da una punizione da sinistra e sulla sponda di Kounde è bravo Savic ad anticipare El Nesyri che avrebbe battuto a rete tutto solo e a due metri dalla linea di porta. Superato il momento critico, il Siviglia riesce ad abbassare i ritmi, a gestire meglio il possesso e non corre rischi particolari negli ultimi dieci minuti di match. Finisce così 2-2 e per gli andalusi è un punto d'oro.

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