Lo strano caso di Alavés-Valencia: strette di mano no, abbracci sì

Nella prima partita della giornata di Liga, le disposizioni anti-coronavirus non sono state proprio rispettate.

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Per prevenire l'eccessiva diffusione del contagio da coronavirus, il rispetto delle regole è fondamentale. Anche nel calcio. In Italia, dove l'epidemia è più radicata, si è già passati a uno step successivo. Lo sappiamo bene. Stadi a porte chiuse, conferenze stampa annullate nelle zone più a rischio, distanza di sicurezza. Misure alle quali sono state aggiunte delle rigide linee guida da far seguire ai tesserati di tutte le società dei nostri campionati. In altri paesi, come dimostra Alavés-Valencia, è diverso.

In Spagna (e in Inghilterra) il problema c'è, ma è contenuto. Forse sottovalutato. Per il momento non sono state prese decisioni drastiche per impedire l'infezione. C'è giusto qualche accortezza, come quella di annullare la stretta di mano tra i calciatori delle due squadre (e tra calciatori e arbitri) durante il pre-partita. Peccato che molti la considerino solo una questione di facciata.

Alavés-Valencia ai tempi del coronavirus

Come riportato da diversi quotidiani spagnoli, ieri sera in Alavés-Valencia si è assistito a qualcosa di tragicomico. Secondo il nuovo regolamento, infatti, una volta entrate in campo le due squadre si sono attenute a tutte le disposizioni anti-coronavirus. Nessun contatto durante lo schieramento e, invece delle stretta di mano, il "classico" saluto battendosi il gomito che tanto bene il mondo sta imparando a conoscere in questi giorni. La stessa scena si è ripetuta anche al momento dello scambio dei gagliardetti tra i due capitani.

Ma, come mostrato dalle telecamere, nel tunnel il comportamento dei giocatori è stato ben diverso. Strette di mano, abbracci, saluti informali. Tutto quello che è stato espressamente vietato e che sia Alavés che Valencia hanno rispettato solo una volta scese in campo. Lo stesso allenatore del Valencia, Albert Celades, ha offerto la mano al proprio collega Asier Garitano. Che (almeno) prontamente ha rifiutato.

Comunque, i prossimi avversari dell'Atalanta in Champions League non sono andati oltre l'1-1. Una "depressione", scrive As, in vista del ritorno contro i bergamaschi di martedì prossimo. Si parte dal 4-1 per la Dea.

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