Fiorentina, no al bando Mercafir: il progetto nuovo stadio in sospeso

Il presidente Rocco Commisso scrive ai tifosi sul sito ufficiale del club spiegando i motivi del rifiuto: "Dopo un'attenta valutazione di rischi e condizioni abbiamo preso la decisione di non partecipare all'asta."

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Con un comunicato sul proprio sito ufficiale, una lettera rivolta a quella tifoseria che chiama affettuosamente "famiglia viola", il presidente della Fiorentina Rocco Commisso ha formalizzato una decisione che in realtà era nell'aria già da tempo e che in effetti non ha sorpreso nessuno: il club gigliato annuncia ufficialmente che non parteciperà al bando indetto dal Comune di Firenze riguardante la vendita dell'area Mercafir dove sarebbe dovuto sorgere il nuovo stadio, progetto che per adesso rimane in fase di stallo.

Dopo un'attenta valutazione, infatti, la Fiorentina ritiene che non esistano i presupposti per andare avanti, dato che i terreni Mercafir non soddisfano i requisiti che lo stesso Commisso aveva ritenuto inderogabili. Fin dal giorno del suo insediamento il numero uno viola ha sottolineato quanto fosse importante la costruzione di un impianto di proprietà, la base su cui costruire i futuri successi del club in campo nazionale e internazionale. Da fare certamente, ma solo a determinate condizioni.

Eppure, prima di rivolgere la sua attenzione a Mercafir, Commisso aveva proposto un completo restyling dell'Artemio Franchi, presentando un progetto che nel giro di 30 mesi avrebbe dovuto trasformare quello che dal lontano 1931 è lo stadio della Fiorentina in un impianto moderno e al passo con i tempi: ampi sky box, un centro commerciale integrato, curve più vicine al terreno di gioco e tribune interamente coperte, un piano che era stato bocciato però dalla Soprintendenza.

Lo stadio Artemio Franchi della Fiorentina

Fiorentina, niente nuovo stadio nell'area Mercafir: "Condizioni non soddisfatte"

È stato a quel punto che il Comune, di propria iniziativa, ha proposto alla Fiorentina di partecipare all'asta relativa ai terreni dell'area Mercafir, 14,8 ettari che avrebbero potuto vedere la nascita di un nuovo stadio di proprietà. L'entusiasmo iniziale è però ben presto scemato quando la Fiorentina ha constatato che il bando non avrebbe soddisfatto i tre punti fondamentali richiesti da Commisso.

  1. Tempistiche rapide per le approvazioni regolamentari riguardanti lo stadio e fine dei lavori prevista entro settembre 2023.
  2. Costi ragionevoli per l’acquisto e lo sviluppo del sito, da mantenere tali anche dopo il completamento dello Stadio.
  3. Controllo totale da parte della Fiorentina del progetto di costruzione e della gestione dello Stadio dopo il suo completamento.

Presupposti fondamentali che evidentemente non venivano soddisfatti, al punto da arrivare all'inevitabile conclusione.

Sfortunatamente, dopo un’attenta valutazione delle particolari condizioni finanziarie e contrattuali della gara pubblica d’appalto per la Mercafir nonché dei rischi inerenti, la Fiorentina ritiene che nessuna delle tre condizioni sia stata soddisfatta. Conseguentemente annunciamo oggi a malincuore che la Fiorentina non parteciperà alla gara pubblica per la Mercafir con scadenza prevista per il 7 aprile 2020.

La lettera si conclude con un appello alle istituzioni da parte del presidente viola, che auspica una soluzione in futuro che possa permettere alla Fiorentina di gettare le basi per diventare finalmente competitiva ai massimi livelli.

Per poter affermarsi e competere ai massimi livelli, la Fiorentina necessita di un complesso con un nuovo stadio che possa garantire l’aumento delle fonti di ricavo, di cui il nostro club ha disperatamente bisogno per poter crescere sia in Italia sia in Europa. Necessitiamo che le Istituzioni si dimostrino più collaborative e flessibili, che ci forniscano ulteriori opzioni circa le aree di costruzione dell’impianto, e che siano in grado di prendere decisioni molto più rapidamente di quanto non sia stato fatto sino ad oggi.

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