Coronavirus, chi può entrare allo stadio secondo la Lega in Serie A

La Lega Serie A ha disposto una serie di disposizioni generali a cui attenersi in applicazione del decreto governativo per il Covid-19: addio conferenze e strette di mano.

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Chi può entrare allo stadio durante le partite di Serie A? La domanda, in tempi di provvedimenti legati al decreto governativo per combattere la criticità Coronavirus, viene spontanea. A marzo e fino al 3 aprile il campionato si giocherà a porte chiuse, così la Lega A ha inviato alle 20 società partecipanti al massimo campionato italiano una circolare contenente una serie di disposizioni generali a cui attenersi.

La voce che catalizza il maggior numero di attenzioni è quella legata al numero di persone che potranno essere presenti negli impianti in occasione di ogni partita di Serie A di qui al 3 aprile: oltre a giocatori, direttori di gara, staff tecnico dirigenziale e uffici comunicazione di entrambe le squadre, negli stadi potranno essere presenti gli incaricati della Procura Federale, i delegati Lega, i medici antidoping e i rappresentanti della Commissione Federale Antidoping e gli addetti alla sicurezza. Un elenco al quale sommare raccattapalle, addetti agli accessi e operatori di pulizia (entro le 100 unità) mentre potranno essere presenti al massimo 50 tra giornalisti e fotografi, numero che non include operatori televisivi e i giornalisti delle emittenti titolari dei diritti di trasmissione live a carattere nazionale. Tutti ammessi, a patto di mantenere una distanza di due metri l'uno dall'altro in tribuna stampa.

La circolare contiene anche alcune precisazioni: ad esempio, per gli operatori dell'informazione dovrà essere previsto un ingresso dedicato che non consenta alcuna commistione con i tesserati. Inoltre nel corso delle interviste postpartita con i media nazionali il calciatore o l'allenatore di turno dovranno essere dotati di un auricolare monouso, mentre l'audio dell'intervistato dovrà essere registrato attraverso un microfono direzionale, montato su un'asta e che capti la voce a distanza. Saranno vietate invece le dichiarazioni dei tesserati in zona mista e saranno abolite le conferenze stampa postpartita.

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Serie A, cambia anche il cerimoniale prepartita: niente strette di mano

L'estensione dei divieti mediatici coinvolge anche le riprese negli spogliatoi prima e dopo il riscaldamento, vietate fino al 3 aprile. I provvedimenti riguardano ogni passo di un evento sportivo, dall'arrivo allo stadio fino al momento in cui si lascia la struttura. In fase di accoglienza le società di casa dovranno essere dotate di una modulistica che permetta di autocertificare che i soggetti ammessi all'interno dell'impianto abbiano attivato ogni forma di controllo e prevenzione finalizzata a ridurre la diffusione del Covid-19 e salvaguardare gli interessi di ogni individuo. Al primo punto della circolare indirizzata ai club di Serie A, c'è la richiesta di garantire un servizio medico fornito di termoscanner per rilevare la temperatura di ogni persona autorizzata che accede nell'impianto.

A essere toccato dalle modifiche è anche il cerimoniale di gara: sarà attuato in forma ridotta, senza bambini che accompagnino i giocatori e gli arbitri all'ingresso in campo. Una volta allineati nel cuore del cerchio di centrocampo, i calciatori non effettueranno il consueto saluto prepartita con gli avversari: niente stretta di mano. Una procedura necessaria, in attesa del ritorno alla normalità. E alle porte aperte.

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