Copa del Rey, derby basco in finale: una storia lunga oltre un secolo

Athletic Bilbao e Real Sociedad si ritroveranno di fronte a Siviglia, dove si giocheranno - per la prima volta nella storia - la coppa nazionale.

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Un gol che zittisce Los Carmenes, firmato da Yuri Berchiche, e proietta in Paradiso oltre un milione di tifosi. Si è conclusa così la due giorni di Copa del Rey, che alla fine delle due semifinali ha promosso, in vista dell'ultimo atto in programma il 18 aprile a Siviglia, due compagini basche. Sì, avete capito bene: nel capoluogo andaluso, tra poco più di un mese, saranno Athletic e Real Sociedad a contendersi la coppa nazionale, in una finale peraltro inedita e senza precedenti. Il 2-1 di Granada, con la rete della qualificazione segnata nei minuti conclusivi, ha liberato l'urlo di un intero popolo, che non vedeva l'ora di tornare a rivivere certe emozioni.

Dall'altra parte, invece, i txuri-urdin hanno coronato una stagione già super di per sé - la Real Sociedad, in Liga, sta lottando per il quarto posto - andando a vincere sul campo della piccola "matagigantes" Mirandes, sconfitta di misura da un calcio di rigore trasformato dal talentuoso Oyarzabal. Quella tra Athletic e Real Sociedad sarà la prima finale di Copa del Rey tutta basca, ma anche una situazione paradossalmente molto strana visto che, tra gli anni 70 e gli anni 80, le due squadre a tratti dominavano il calcio spagnolo. In particolare, la coppa nazionale ha sempre rappresentato un'ottima possibilità di mettersi in bacheca un trofeo, soffiandolo alle tre cosiddette grandi.

In tal senso, il Bilbao ne conta addirittura 23, la seconda squadra più vincente di Spagna dopo il Barcellona, prima se consideriamo il lasso di tempo tra il 1903, l'edizione inaugurale della Copa del Rey, e il 1998, anno nel quale i blaugrana hanno messo definitivamente la freccia. Inoltre, i biancorossi sono arrivati per ben 14 volte secondi. La Real Sociedad, per contro, vanta 2 vittorie e 4 piazzamenti, l'ultimo dei quai arrivato nel lontano 1988, quando i biancoblu persero la finalissima di misura contro il Barcellona. Insomma, la voglia di tornare a essere protagonisti c'è da entrambe le parti, ma i due club possono già festeggiare il primo traguardo conquistato, visto che entrambi sono già qualificati per la Supercoppa di Spagna 2021.

Copa del Rey derby basco in finale
Tifosi dell'Athletic Bilbao e della Real Sociedad insieme sugli spalti: quello basco è un derby sentito, ma tra le due tifoserie c'è molto rispetto. Le due squadre si ritroveranno di fronte nella finale di Copa del Rey, in programma il 18 aprile a Siviglia

Copa del Rey, derby basco in finale: l'Athletic non vince dal 1984

L'Athletic giocherà la sua quinta finale dal 1984, anno dell'ultimo successo, e la quarta da quando - sotto la guida di Joaquin Caparros - la compagine basca era riuscita a riconquistarsi la possibilità di vincere il titolo, cedendo però sempre il passo a un Barcellona ingiocabile. Nel 2009, al Mestalla, i blaugrana di Guardiola si abbatterono come un ciclone sul malcapitato Athletic, sotterrato 4-1 dalle reti di Yaya Touré, Messi, Bojan e Xavi, mentre tre anni dopo Marcelo Bielsa cadde sotto i colpi di Pedro, autore di una doppietta, e ancora il solito Messi. Infine, nel 2015, una doppietta di Messi e la rete di Neymar scrissero il 3-1 del Camp Nou, dove per i baschi andò a segno Iñaki Williams.

La voglia di tornare a vincere è tanta, soprattutto per ciò che la Copa del Rey rappresentava in passato. Ai tempi della dittatura militare di Francisco Franco, l'Athletic Bilbao era la squadra che identificava, in maniera trasversale, l'opposizione al regime, quindi trionfare nella coppa nazionale era uno smacco che faceva vacillare il "Generalisimo", il quale pare fosse un tifoso sfegatato del Real Madrid. Più in generale, le due squadre hanno sempre avuto in comune una forte identità basca, uno spirito indipendentista insito nell'anima e, soprattutto, una rivalità forte ma mai violenta. Anzi, spesso in passato le due società hanno concordato di scendere in campo portando con loro la celebre Ikurriña, la bandiera con i colori dell'Euskadi.

Per ripercorrere la vittoria in Copa del Rey più importante dell'Athletic, però, bisogna tornare indietro di 52 anni, visto che nel 1958 l'allora squadra allenata da Baltasar Albeniz vinse 2-0 contro il Real Madrid di Alfredo Di Stefano, fresco trionfatore in Liga e Champions League. Quella notte, davanti agli otre 100mila spettatori del Bernabeu, i baschi diedero una lezione di gioco e di carattere ai patinati merengues, regolati dalle reti di Arieta e Mauri. Per arrivare a Siviglia, l'Athletic ha fatto un percorso quasi netto, battendo Intercity, Sestao River, Elche e Tenerife, quest'ultime entrambe ai calci di rigore. Ai quarti è invece arrivato il capolavoro contro il Barcellona, prima della semifinale vinta col Mirandes.

Real Sociedad, una decade al top: ora manca solo un successo

Se per l'Athletic vincere la Copa del Rey rappresenta una rivincita, la Real Sociedad vede la finale di Siviglia come il coronamento di dieci anni di rinascita. Era il 2010, infatti, quando i txuri-urdin tornarono in Liga dopo tre anni di seconda divisione. La retrocessione datata 2007 fu un duro colpo, soprattutto per un ambiente e un popolo che, a inizio secolo, si era tolto anche lo sfizio di giocare la fase a gruppi di Champions League. I disastri economici sono stati sistemati, e se a Bilbao - seppure in epoca di calcio business - hanno deciso di non aprire agli stranieri, a San Sebastian questo veto è stato spezzato ormai da tempo.

Dalle parti di Anoeta si sono visti giocatori di primissimo livello, uno su tutti Antoine Griezmann, ma è oggi che la squadra dà l'impressione di aver trovato una solidità senza precedenti. Il lavoro di Imanol Alguacil, promosso dopo un periodo a interim, sta cominciando a dare i suoi frutti: solo in questa stagione, il sostituto di Asier Garitano ha lanciato Martin Odegaard e Alexander Isak, rilanciato Mikel Merino e consacrato Mikel Oyarzabal. La Real Sociedad è un mix di gioventù ed esperienza, sfrontatezza e intelligenza, e ora - parallelamente alla Copa del Rey - il club vuole provare a vincere la concorrenza di Siviglia, Valencia e Getafe per tornare finalmente in Champions League.

Il rapporto con la coppa nazionale, però, è ben lontano dal poter essere paragonato al grande feeling che questo torneo ha sviluppato con l'Athletic. I biancoblu hanno vinto solo due edizioni, ma la prima è addirittura datata 1909. Il secondo successo risale invece al 1987, quando a La Romareda di Malaga i txuri-urdin batterono l'Atletico Madrid ai calci di rigore. Di quella squadra storica facevano parte alcune figure chiave del calcio basco, come il portiere Arconada - riconosciuto come il secondo estremo difensore più forte di sempre dopo Zamora -, il centrocampista Bakero e il centravanti Beguiristain. Questi ultimi passeranno anche dal Barcellona, ma rimarranno per sempre simboli dell'Euskadi. E, sulle tribune dell'Estadio La Cartuja di Siviglia, sicuramente ci sarà spazio anche per loro.

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