Copa del Rey, Real Sociedad in finale: decolla il progetto Alguacil

Dopo anni di alti e bassi, il tecnico basco ha dato stabilità alla squadra, valorizzando diversi giovani tramite una filosofia di calcio offensiva e propositiva.

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A 32 anni di distanza, la Real Sociedad torna a giocarsi una finale di Copa del Rey. Lo fa eliminando la sorpresa di questa edizione, il piccolo Mirandes, andando a vincere a domicilio grazie a un calcio di rigore segnato da Oyarzabal, ripetendosi così dopo un match di andata al termine della quale la squadra di Iraola era stata capace di mantenere aperta la contesa. Traguardo meritato, quello raggiunto poche ore da dal club txuri-urdin, che sta vivendo una stagione a dir poco magica: mentre in Liga la squadra è in perfetta tabella di marcia per centrare la qualificazione in Champions League, in coppa sono arrivate soddisfazioni che da troppi anni, dalle parti dell'Anoeta, non si vivevano da protagonisti.

Quella del 18 aprile, per la Real Sociedad, sarà la prima finale di Copa del Rey dalla stagione 1987/88, culminata con l'atto finale giocato - e perso - al Santiago Bernabeu contro il Barcelloa, vittorioso 1-0 grazie alla rete di Alexanko. L'anno prima, i baschi avevano sollevato la loro seconda, e fino a oggi ultima, coppa nazionale, battendo l'Atletico Madrid. Da allora è passata un'era geologica, sportivamente parlando: in questo trentennio il club ha vissuto di alti e bassi, non ha più messo trofei in bacheca e, tra il 2007 e il 2010, la società ha vissuto alcune annate complicate, tratteggiate da ingenti problemi economici uniti a tre stagioni consecutive in seconda divisione.

In questa edizione di Copa del Rey, il cammino della squadra allenata da Imanol Alguacil è stato praticamente perfetto: dopo aver esordito contro i dilettanti del Becerril Campos, la Real Sociedad ha eliminato il Ceuta, per poi fare fuori prima l'Espanyol e poi l'Osasuna, le prime due avversarie di livello incontrate sul proprio percorso. Ai quarti di finale è arrivato il capolavoro contro il Real Madrid, sconfitto a domicilio con un 4-3 che non riproduce fedelmente l'andamento del match, dominato per larghi tratti dai baschi, trascinati dalla grande vena realizzativa del giovane centravanti svedese Alexander Isak. Il resto è storia recente: con un aggregato di 3-1, i biancoazzurri si sono sbarazzati del miracolo Mirandes, guadagnandosi l'occasione di tornare a vincere qualcosa di importante.

Real Sociedad finale Copa del Rey dopo 32 anni
Ander Guevara, centrocampista della Real Sociedad, festeggia l'accesso alla finale della Copa del Rey: i txuri-urdin sono attesi da un affascinante derby basco contro l'Athletic o, in alternativa, dalla sfida col Granada

Real Sociedad, la creatura di Alguacil: l'obiettivo è la Copa del Rey

Dopo un'annata in chiaroscuro, quest'anno la dirigenza ha deciso di promuovere Imanol Alguacil come allenatore della prima squadra. La sua nomina, arrivata nel dicembre del 2018, inizialmente era da considerare a interim, ma il sostituto di Asier Garitano ha avuto un impatto insperato, guadagnandosi così una riconferma con tanto di rinnovo fino al 2021. Alguacil è un tecnico moderno, sia a livello di idee che nel modo in cui si approccia al calcio. Propone una filosofia offensiva, sempre improntata a valorizzare i giocatori con più tecnica presenti in rosa. La sua Real Sociedad è una squadra che gioca sempre con almeno quattro elementi in grado di fare male negli ultimi venti metri di campo.

Grazie ad Alguacil, che da calciatore ha giocato 9 stagioni complessive in Liga, la Real Sociedad ha ritrovato quell'identità persa da ormai troppi anni, costellati da cambi di allenatori continui e, soprattutto, da un via vai di giocatori che non hanno mai aiutato il club a ritrovare stabilità. Il manager basco ha saputo far sbocciare Martin Odegaard, arrivato da Madrid in prestito e con l'etichetta di eterna promessa appiccicata su, rendendolo centrale nel suo progetto. Il norvegese si è ritagliato uno spazio importante da mezzala di un 4-3-3, avanzando in fase di possesso palla per galleggiare e diventare decisivo tra le linee.

Questa attitudine sta pagando, tanto che i txuri-urdin hanno attualmente il terzo attacco della Liga, con soli cinque gol in meno rispetto al Real Madrid. All'interno di questa crescita corale c'è spazio non solo per Odegaard: grazie ad Alguacil, un esterno promettente come Oyarzabal è sbocciato definitivamente, e lo stesso destino è toccato a Mikel Merino - acquistato per due spiccioli dal Newcastle - e Isak, promettente centravanti di 20 anni, capace di soffiare addirittura il posto a Willian José. Insomma, la Real Sociedad è un mix esplosivo di qualità vincenti, che hanno permesso alla squadra di tornare finalmente a recitare un ruolo di protagonista all'interno del movimento spagnolo.

Per coronare questa grande stagione servirebbe solo più un trofeo. Dalle parti di San Sebastian probabilmente si staranno domandando se, in vista della finale di Copa del Rey, convenga sperare di pescare il Granada o, viceversa, provare a vincere la coppa in un derby contro i rivali storici dell'Athletic. Di certo c'è che, nel caso della seconda ipotesi, la Spagna dovrebbe prepararsi a un evento tanto storico quanto inedito, destinato a essere tramandato ai posteri. Per sapere come andrà, in ogni caso, basta aspettare qualche ora, con la consapevolezza che, paradossalmente, nella stagione dei grandi fallimenti delle big, la Coppa di Spagna potrebbe regalarci la finale più appassionante degli ultimi anni.

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