Milan a un bivio: con Rangnick in arrivo Ibra potrebbe salutare

Gazidis pronto ad affidarsi al manager tedesco, che non contempla solisti ed è pronto a fare a meno dello svedese. Che a questo punto riflette comunque su una permanenza dopo l'eventuale addio di Boban e Maldini.

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Il Milan del futuro ripartirà da Ralf Rangnick? Quella che qualcuno inizialmente aveva definito soltanto come una voce è diventata un'opzione sempre più concreta negli ultimi giorni, soprattutto dopo lo scontro frontale che si è consumato all'interno della dirigenza rossonera tra Zvonimir Boban e l'ad Ivan Gazidis. Oggetto del contendere, appunto, i contatti che l'uomo di fiducia del fondo Elliott avrebbe avuto con il manager tedesco, artefice dei miracoli Hoffenheim e Lipsia, in vista della prossima stagione. 

Una scelta che il croato ha contestato per modalità e tempistiche e che è evidentemente stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in un rapporto che non è mai decollato e che aveva già avuto momenti di crisi: Gazidis vuole Rangnick per un Milan giovane e proiettato nel futuro, un Milan che potrebbe definitivamente cambiare pelle e che per farlo con ogni probabilità rinuncerà ad alcuni totem che al momento sembrano intoccabili: forse a Gianluigi Donnarumma, più che altro per questioni economiche, quasi sicuramente a Zlatan Ibrahimovic, il campione 38enne che dal suo arrivo nel calciomercato di gennaio ha cambiato il volto del Diavolo e il cui contratto scade a giugno.

A raccontare i retroscena di quella che sembra una scelta ormai quasi annunciata è la Gazzetta dello Sport in edicola oggi, che spiega come la convivenza tra il Diavolo e Ibra diventerebbe impossibile per diversi motivi: ai dubbi dello svedese, che con il probabile addio di Boban e Maldini potrebbe non sentirsi più a casa, si aggiunge infatti lo scetticismo di Rangnick, che vuole una squadra giovane e senza solisti e che per questo motivo rinuncerebbe volentieri a una presenza ingombrante, in tutti i sensi, come quella di Zlatan.

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic, 38 anni, è tornato al Milan lo scorso 2 gennaio: per lui fino a oggi 9 presenze, 3 gol e un carisma che ha risollevato la squadra rossonera.

Milan, nel progetto di Rangnick non c'è spazio per Ibrahimovic

Il quotidiano sottolinea comunque che i dubbi di Rangnick potrebbero anche non avere un peso eccessivo sul futuro di Ibrahimovic: vero è che il tedesco nutre dubbi sulla capacità dello svedese di adattarsi al suo tipo di calcio, soprattutto da un punto di vista tattico e atletico, ma l'impatto che il centravanti ha avuto sul rendimento del Diavolo da quando è arrivato non è passato inosservato a Gazidis, che potrebbe tentare di mediare la situazione e lasciare lo svedese come punto di riferimento per i giovani che arriveranno.

Semmai è lo stesso Ibrahimovic a nutrire dubbi sulla sua permanenza: dopo aver firmato un contratto semestrale aveva aspettato di capire quale sarebbe stato il futuro suo e del club e per questo motivo aveva rimandato il trasloco a Milano della famiglia, e le ultime evoluzioni societarie - Boban lascerà a breve, Maldini lo seguirà con ogni probabilità a giugno - non avrebbero fatto altro che aumentare le sue perplessità sul successo a breve termine di un Diavolo che in questo momento sembra orientato a ragionare, ancor più che sul medio, sul lungo periodo.

In definitiva, se anche il Milan riuscisse a convincere Rangnick sulla necessità di non rinunciare a Ibrahimovic potrebbe essere lo stesso diretto interessato a optare per un addio, avendo perso i punti di riferimento che aveva quando ha gettato le basi per il suo grande ritorno in rossonero. L'obiettivo per il momento è chiudere al meglio una stagione iniziata male e che però può ancora regalare soddisfazioni, a giugno poi sarà il momento delle riflessioni ed eventualmente dei saluti.

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