Rangnick e la situazione rinnovi: comincia la rivoluzione del Milan

Con Boban e Maldini vicini all'addio, Gazidis pianifica le strategie per la rinascita. Il santone tedesco è al centro del progetto, ma pesano alcune situazioni contrattuali.

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Ralf Rangnick in, Boban e Maldini out, un calciomercato ancora tutto da definire secondo le nuove linee guida e conferme che, almeno per il momento, tardano ad arrivare. Potrebbe riassumersi così il momento attuale del Milan, che ai tempi del Coronavirus si ritrova a pensare sia al presente - leggasi semifinale di ritorno di Coppa Italia da giocare contro la Juventus - che al futuro, perché la prossima stagione va pianificata il prima possibile. Per farlo, occorre partire dagli uomini: il rapporto tra Ivan Gazidis e le due vecchie bandiere rossonere si è definitivamente spezzato: Boban, un paio di giorni fa, aveva parlato ai giornalisti facendo intuire che, da parte del manager sudafricano, ci fosse poca trasparenza sulle strategie da seguire.

Così i due si sarebbero incontrati e adesso, il croato, sarebbe davvero prossimo all'addio. La stessa sorte toccherà a breve anche a Paolo Maldini, che così lascerà il club nel quale è cresciuto e si è affermato da calciatore, dopo circa un biennio abbastanza tribolato. D'altronde, la famiglia Singer sembra aver le idee chiare: pieni poteri a Gazidis, questo è il sunto. Il fondo Elliott vuole riprendere in mano quel progetto giovani tanto decantato la scorsa estate, quando in entrata si è cercato di intervenire acquistando giocatori di prospettiva ma già pronti per essere mandati in campo. Profili che potevano esplodere definitivamente, gente alla Theo Hernandez e Ismael Bennacer.

Rangnick, nell'immaginario collettivo societario, viene visto come il professionista giusto per assemblare una squadra futuribile, capace - nel tempo - di portare successi sportivi contestualmente a risultati economici legati alle plusvalenze, fondamentali per risistemare un bilancio devastato dalla gestione cinese. Boban e Maldini, invece, avevano altre idee, e ora pagheranno con il loro posto di lavoro. Secondo La Gazzetta dello Sport, il tedesco avrebbe già un accordo per tre anni con opzione per il quarto, più penali relative al mancato deposito entro il primo luglio. Arrivasse adesso, comunque, avrebbe solo un ruolo da dirigente, con Pioli confermato in panchina fino al termine della stagione.

Rivoluzione Milan Rangnick e rinnovi
Zlatan Ibrahimovic, attaccante e stella del Milan: entro breve si deciderà il suo futuro, con i rossoneri che hanno la possibilità di prolungargli il contratto per un'altra stagione

Milan, le strategie per il futuro: Ibra può restare, via Donnarumma e Rebic?

Scelta ponderata o rischio? A dircelo, come al solito, sarà il tempo, che nel calcio è galantuomo e, anche se con molta calma, restituisce sempre ciò che si è seminato. Nel frattempo però andranno definite alcune situazioni riguardo a calciatori già presenti in rosa, tra quelli che in questo periodo stanno provando a decifrare il loro futuro. Il primo è Gianluigi Donnarumma: l'estremo difensore classe 1999 ha un contratto in scadenza nel 2021 e, a oggi, le trattative per il rinnovo sono ancora in alto mare. Il che, diciamolo, non è difficile da credere, visto che Raiola ha sempre parlato di centralità del progetto - ergo, giocare stabilmente la Champions League - come paletto non negoziabile per apporre la firma sul nuovo accordo.

Inoltre, Gigio percepisce attualmente 6 milioni di euro netti all'anno, cifra assolutamente fuori dal tetto ingaggi di un Milan che, in previsione della stagione futura, vuole abbattere ulteriormente i costi relativi agli stipendi di almeno un paio di milioni. La soluzione, a questo punto, è una sola: Donnarumma finirà sul mercato e andrà al miglior offerente. Per portarselo a casa ci vorranno almeno 50 milioni di euro, cifra che poi verrebbe reinvestita per riscattare Ante Rebic dall'Eintracht. L'attaccante croato, che in questa seconda parte di stagione sta facendo mirabilie, a giugno tornerà in Germania, ma i rossoneri sperano di convincerlo a ridursi l'ingaggio per riportarlo in tempo zero a Milanello.

Ibrahimovic sì o no: Gazidis pensa di fare l'uomo simbolo della squadra

Uno dei temi centrali in vista della prossima estate riguarda il rinnovo di Zlatan Ibrahimovic. Il contratto del campione svedese scade a giugno, ma clausole e condizioni per il rinnovo sembrano scritte di proposito per procedere al prolungamento qualora l'ex Manchester United decidesse di andare avanti per un’ulteriore stagione. Gazidis ha speso buone parole, ma l'impressione è che si voglia "far fuori" anche lui per tagliare definitivamente i ponti con il vecchio Milan, tirando una linea netta sul passato e ricominciando così da zero. Utopia? Di certo c'è che il giocatore va per i 39 anni e non si sa quanto potrà ancora reggere certi ritmi.

Va da sé che l'importanza di Ibrahimovic non si limita al mero aspetto tecnico, ma anche e soprattutto simbolico. Una chioccia del suo livello potrebbe fare comodo, soprattutto in virtù della rivoluzione pensata dagli stessi Gazidis e Rangnick. Di certo se ne dovrà parlare a breve e, com'è giusto che sia, il parere del calciatore sarà decisivo. Ma, come per Donnarumma, la società deciderà con calma il da farsi. Raiola per ora assiste a distanza, consapevole che a breve dovrà sedersi al tavolo con Gazidis per tirare le somme definitive. Ma per ora, il futuro del Milan, rimane più incerto che mai.

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