Lazio verso l'obiettivo Scudetto: quanto è costato l'undici titolare

Tare e Lotito hanno costruito una squadra da titolo spendendo meno della metà rispetto alle concorrenti: Correa l'acquisto più oneroso, Luis Alberto e Leiva le intuizioni.

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Lazio prima in classifica? Alzi la mano chi, a inizio stagione, ci avrebbe scommesso su. Di certo le storture di questi giorni, soprattutto quelle che hanno coinvolto il calendario, hanno favorito la squadra di Simone Inzaghi, scesa in campo con regolarità, al contrario di Juventus e Inter. In attesa dei recuperi, non si può certo dire che questa prima piazza non sia meritata. La Lazio, assieme all'Atalanta, gioca probabilmente il miglior calcio d'Italia e l'obiettivo stagionale principale, ovvero la prima qualificazione alla fase a gruppi di Champions League dell'era Lotito, pare ormai essere pura formalità.

La squadra arriva da un ruolino positivo impressionante, ha schiantato due volte la Juventus e si è messa in bacheca, in pochi mesi, l'ennesima Coppa Italia più la Supercoppa di dicembre. Davvero incredibile, se pensate che la scorsa stagione i biancocelesti arrivarono ottavi e, a fine anno, non era poi così scontato che Inzaghi potesse rimanere ancora a Roma. Allenatore e dirigenza però hanno deciso di guardarsi in faccia, discutere del futuro e, in seguito, di andare avanti assieme. La strategia ha funzionato: la Lazio, almeno per come abbiamo imparato a conoscerla in questi anni, è un perfetto mix di idee e competenza, al netto del fatto che una grossa fetta di tifosi non veda di buon occhio il presidente Claudio Lotito.

Il numero uno del club ha però il merito di aver salvato dal fallimento un club glorioso, averlo riportato ad alti livelli e poi, qualche anno fa, ha anche avuto la brillante idea di affidare la gestione sportiva a Ighli Tare. L'albanese è uno dei migliori direttori sportivi in circolazione: non si contano, infatti, gli affari low cost portati a termine dall'ex centravanti, passato dal campo alla panchina senza minimamente risentire del salto in alto. Per costruire l'attuale undici titolare della Lazio, secondo dati raccolti da Transfermarkt, Tare ha speso meno di 100 milioni di euro. Non solo: attualmente in rosa ci sono solo 4 giocatori i cui cartellini valgono più di 10 milioni, mentre nessuno supera i 20 di spesa.

Lazio quanto è costata la rosa
Ighli Tare, direttore sportivo della Lazio: il suo lavoro da dirigente è riconosciuto in maniera trasversale da tutta Italia. Con pochi soldi ha costruito un undici capace di tenere testa a Inter e Juventus: ora l'obiettivo è lo Scudetto

Lazio, un capolavoro gestionale firmato Lotito e Tare

Insomma, un vero e proprio capolavoro: il sito tedesco stima il valore della rosa biancoceleste in 325,65 milioni di euro, una cifra ben al di sotto del valore complessivo di Inter e Juventus, le due rivali per lo Scudetto. Eppure la differenza in campo non si vede. L'anno del definitivo decollo è stimabile nel 2015, quando Tare ha cominciato a pescare giocatori di livello straordinario, andandoli a scovare per pochi spiccioli in campionati di medio cabotaggio. Dell'undici titolare attuale, solo tre calciatori sono arrivati a Roma più di cinque anni fa: il primo è Thomas Strakosha, portiere preso a parametro zero dal Panionios, oggi uno dei migliori interpreti del campionato.

Poi ci sono Stefan Radu e Senad Lulic, due gregari ma contestualmente entrambi leader dello spogliatoio: il primo, acquistato addirittura nel 2008, è costato circa 4 milioni complessivi e, a oggi, ha collezionato oltre 370 presenze, mentre il bosniaco - sbarcato in Italia nel 2011 - è arrivato per 3 milioni di euro dallo Young Boys. Per il resto, come si diceva, è da circa un lustro che la società capitolina ha cominciato a fare veramente sul serio. Proprio nel 2015 Tare ha messo a segno il suo colpo di mercato più importante, strappando alla Fiorentina Sergej Milinkovic-Savic, un centrocampista che ai tempi era appena esploso nel Genk, in Belgio.

Pagato 15 milioni di euro, oggi ne vale almeno 70-80, anche se due estati fa Lotito aveva chiesto 100 milioni tondi per lasciarlo andare al Manchester United. Un altro grande capolavoro è rappresentato da Luis Alberto, pagato 4 milioni di euro nel 2016 quando lo spagnolo era praticamente fuori rosa al Liverpool. Il talento iberico è a oggi il miglior centrocampista della Serie A, grazie soprattutto al lavoro tattico che su di lui ha saputo pazientemente fare Simone Inzaghi. Da esterno-barra-trequartista fumoso e monodimensionale a "tuttocampista" puro, invidiato da mezza Europa e nel mirino delle grandi del continente già da un bel pezzo. Ma la Lazio, difficilmente, se ne libererà.

Acerbi, Immobile e Correa: gli altri colpi da novanta della Lazio

Joaquin Correa è l'acquisto più oneroso dell'era Lotito. Sulla sua valutazione, ovviamente, influiscono le tempistiche di un mercato in continua evoluzione, ma i 19,5 milioni di euro investiti dalla Lazio per acquistarlo dal Siviglia sottolineano come, sul giocatore, sia stata riposta da subito totale fiducia. Correa in Italia aveva già giocato - alla Sampdoria -, lasciando un ricordo abbastanza ondivago. Va detto però che era oggettivamente giovane: oggi, nonostante qualche dribbling inutile di troppo, è maturato e, prima dell'infortunio, aveva contribuito in maniera decisiva alla lunga serie di risultati positivi inanellati dalla Lazio.

Ciro Immobile invece ha conquistato tutti a suon di gol. Il centravanti, arrivato dopo sei mesi di "parcheggio" al Torino, in tre stagioni e mezza ha raccolto 167 presenze condendole con 116 gol e 32 assist, cifre clamorose che non solo gli sono valse la chiamata in Nazionale, ma anche la possibilità di competere con Messi e Lewandowski per il titolo di Scarpa d'Oro. Immobile, inoltre, si è calato benissimo nel ruolo di uomo immagine della Lazio: ama la città, vive a un paio di ore dalla sua Napoli, gioca in un contesto che lo esalta. Lo stesso discorso può valere per Francesco Acerbi, la cui carriera era ricominciata da Sassuolo dopo le disavventure di natura medica capitategli qualche anno fa.

Il suo passaggio alla Lazio ha restituito al calcio italiano un centrale difensivo tra i migliori in circolazione, probabilmente meritevole di più attenzione. Per lui Lotito ha speso poco meno di 11 milioni di euro, davvero poco se si considerano i prezzi che girano attualmente. Acerbi è un top del ruolo, e sotto la sua ala protettiva sta facendo crescere Luiz Felipe, pagato 800mila euro e proveniente dall'Ituano, piccolo club paulista che lo aveva lanciato in prima squadra. Ultimi, ma non per importanza, il parametro zero Lucas Leiva - ennesima grande intuizione di Tare - e, soprattutto, Manuel Lazzari, ultimo rinforzo in ordine cronologico - pagato 15 milioni di euro alla Spal - di una Lazio che, con idee e intuizioni, ha deciso di non porsi più limiti. E davanti a questo capolavoro, non ci si può non il cappello.

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