Juventus, Sarri: "Vogliamo la finale. Ronaldo out? Deciderà lui"

Alla viglia della semifinale di ritorno di Coppa Italia, l'allenatore dei bianconeri presenta il match.

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In attesa di sapere ufficialmente quando sarà recuperata Juventus-Inter, i bianconeri sono pronti (salvo nuovi colpi di scena) per scendere in campo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia contro il Milan (1-1 a San Siro). Una partita che l'allenatore Maurizio Sarri vuole vincere, per cercare di mettere a tacere le continue voci e rumors riguardanti il suo futuro. Alla vigilia della gara il tecnico della Juventus si è presentato in conferenza stampa per presentare il match: 

Vogliamo andare in finale, faremo scelte in questo senso. Non ci sono grandi problemi di infortuni, solo acciacchi. Chiellini ha un afffaticamento all'adduttore, oggi ha svolto un allenamento personalizzato. Buffon ha un problema alla schiena ma oggi ha svolto tutto l'allenamento. Vedremo domani. Infortuni certi non ce ne sono, solo piccoli problemi

Su Cristiano Ronaldo volato in Portogallo per il malore accusato dalla madre: 

Il problema è di carattere personale, quando tornerà vedremo se sarà disponibile. Dipende tutto dalla risoluzione o meno del suo problema personale. È palese che la sua assenza possa cambiare i piani tattici, non abbiamo un sostituto di Ronaldo e non ce ne sono al mondo. Dovremo per forza fare qualcosa di diverso in caso di una sua assenza. Il trequartista? Per noi è sempre un'opzione, anche se ci costa tantissimo perché i metri da coprire per i centrocampista aumentano esponenzialmente. Dybala e Cristiano possono giocare col trequartista dietro, non è un problema

Su Khedira e Douglas Costa: 

Khedira sta meglio, sta migliorando giorno dopo giorno. Viene da un infortunio non semplice. Se lo vedremo sarà per uno spezzone di partita. Douglas Costa anche sta meglio, la sensazione è che stia crescendo. Non ha i 90 minuti nelle gambe ma potrebbe giocare uno spezzone di gara

Sul Milan e le sue assenze: 

Se parliamo di giocatori assenti noi siamo campioni del mondo in questa stagione. Non ci interessa chi mancherà a loro, sono una squadra competitiva che ci ha messo in difficoltà e stanno bene. Dobbiamo entrare in campo con la convinzione che la finale vada ancora guadagnata. Le loro difficoltà societarie un vantaggio per noi? No, giochiamo contro la squadra... A livello di squadra si sono compattati e sono disposti all'aiuto reciproto. Non è una squadra facile da affrontare

Sul momento della sua Juve e sull'emergenza Coronavirus: 

Noi dobbiamo prendere quello che ci succede attorno come un fatto. Inutile fare troppi ragionamenti e sprecare energie inutilmente. Dobbiamo adeguarci. Non dico come si è allenata la squadra perché sembra che questa cosa porti sfiga (ride, ndr). Sto mandano via di cervello lo staff, quello sì, perché chiedo in continuazione cose diverse visti i continui cambi di programma. Noi dobbiamo accettare tutto, non dobbiamo perdere concentrazione. Domani c'è il Milan e pensiamo al Milan, non sprechiamo energie per cose che non possiamo controllare

Sulla sconfitta di Lione: 

Le partite vengono valutate solo in base al risultato. Io l'ho rivista e dico che il primo tempo è stato di scarsissimo livello, il secondo nettamente migliore ma non abbiamo trasformato l'enorme mole di gioco in occasioni da gol. Abbiamo lavorato ancora per cercare di muovere la palla velocemente, a vole viene e altre no. Ci sono aspetti sui quali dobbiamo insistere in maniera seria e convinta. I giocatori sono i primi disponibili a lavorare su questo aspetto. Juve in crisi? Da noi si aspettano tutti risultati e continuità, abbiamo la possibilità di fare meglio e dobbiamo farlo. Ripeto, la valutazione della prestazione da parte vostra è sempre influenzata dal risultato, spesso anche da parte nostra. Contro il Lione baricentro si è spostato di 31 metri tra primo e secondo tempo, un dato straordinario. Qualcosa di buono quindi abbiamo fatto. Ci si deve chiedere perché qiesta mole di gioco non si è trasformata in gol. E non abbiamo concesso nemmeno contropiedi. Nel secondo tempo è cambiato atteggiamento, è diventata un'altra partita

Su Pjanic: 

Che sia meno brillante rispetto a qualche mese fa è normale, è fisiologico ci siano alti e bassi. La condizione fidica la considero anche poco, spesso è un alibi anche per noi allenatori

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