Calciomercato, Mané ma non solo: otto talenti scoperti da Rangnick

Il probabile futuro allenatore del Milan porta in dote competenza e lungimiranza, come dimostrano alcuni suoi affari conclusi in passato.

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Il futuro del Milan si chiama Ralf Rangnick. L'esperto allenatore tedesco, secondo quanto riportato dalle indiscrezioni di questi giorni, sarebbe ad un passo dall'accettare l'offerta rossonera per il prossimo anno. L'accordo prevede un triennale con opzione per il quarto anno, con relative penali qualora il tutto non dovesse essere ratificato entro l'apertura del mercato prevista a luglio. Rangnick potrebbe sbarcare a Milano prossimamente e ricoprire il ruolo provvisorio di dirigente, magari prendendo il posto di Zvonimir Boban, sempre più lontano dal Milan, o addirittura di Paolo Maldini, con il quale Ivan Gazidis ha definitivamente rotto.

Stefano Pioli rimarrebbe in panchina fino al termine della stagione, poi lascerebbe spazio al tedesco, che a quel punto assumerebbe il compito di manager all'inglese, con voce in capitolo soprattutto sui movimenti in entrata e in uscita. Rangnick, d'altronde, arriva da anni di lavoro svolto nelle retrovie: Dietmar Mateschitz, patron di Red Bull, lo ha precettato per gettare le basi di Salisburgo e Lipsia, le due squadre ammiraglie del grande agglomerato sportivo fondato dalla multinazionale che commercia in bevande energetiche, con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Il 61enne di Backnang non ha un passato da professionista, ma mastica calcio da decenni. Nella sua carriera da allenatore ha diretto Stoccarda e Schalke 04, portando quest'ultimo alla vittoria della coppa nazionale e, grazie a scelte legate al mercato, permesso al club di crescere e di assestarsi nei piani alti del calcio tedesco. Da qualche anno è un manager di Red Bull, a capo dell'area sportiva dell'azienda, ma di recente è tornato a sedersi in panchina come allenatore a interim del Lipsia, nel bel mezzo del passaggio da Hasenhuttl a Nagelsmann. Quest'ultimo ha beneficiato delle scelte di Rangnick in tema di giovani e il Milan, consapevole di ciò, ha puntato le proprie fiches su di lui per una rinascita definitiva.

Calciomercato Milan otto talenti scoperti da Rangnick
Timo Werner, centravanti del Lipsia: Rangnick lo aveva acquistato per soli 10 milioni di euro dallo Stoccarda, ora il giocatore ne vale più di 70. Su di lui c'è il Liverpool, che in squadra ha già Mané e Firmino, altre scoperte del prossimo dirigente del Milan

Milan, ecco Rangnick: gli otto colpi di mercato low cost del dirigente tedesco

Ralf Rangnick è un uomo di campo, ma soprattutto ha la capacità di scovare il talento prima di tutti gli altri. Lo ha fatto, per esempio, nel 2012, quando per soli 4 milioni di euro ha acquistato Sadio Mané, regalando al Salisburgo un giocatore di dimensioni mondiali. Ai tempi, il senegalese non era altro che una giovane promessa, sbocciata nel vivaio del Metz e fresca di esordio nel professionismo. In Austria Mané si è affermato, è esploso definitivamente e, al momento del suo passaggio al Southampton, gli austriaci hanno incassato 23 milioni di euro, ovvero quasi sei volte la cifra spesa solo due anni prima.

Sempre in tema Salisburgo, come dimenticare i grandi affari legati a Naby Keita e Takumi Minamino. Il guineano è stato addirittura scoperto nella seconda divisione francese, ai tempi i cui militava nell'Istres. Pagato 1,5 milioni di euro nel 2014, è stato ceduto al Liverpool per 60 milioni di euro, dopo essere passato ai "cugini maggiori" del Lipsia per circa la metà della cifra investita due anni fa dai Reds. Rangnick, insomma, ci vede lungo, come quando si è presentato dal Cerezo Osaka per acquistare Minamino, sborsando meno di 1 milione di euro. Inutile dire che, poche settimane fa, gli 8,5 investiti dal solito Liverpool rappresentano una delle plusvalenze maggiori della storia del Salisburgo.

Prima di lavorare per Red Bull, Rangnick aveva già regalato alcune intuizioni geniali all'Hoffenheim, allenato per un lustro tra il 2006 e il 2011. A Sinsheim, il prossimo allenatore del Milan aveva stretto un sodalizio di successo con il magnate Dietmar Hopp, omaggiando il club con un paio di colpi di mercato geniali. Il primo, nel 2008, vide sbarcare in Germania un giovane brasiliano con i baffi, tale Luiz Gustavo, che nel cuore della mediana dell'Hoffenheim si affermerà come uno dei centrocampisti più forti d'Europa, tanto da conquistarsi anche la chiamata del Brasile. Costo? Circa 1 milioni di euro, con il Corinthians che ancora oggi si morde le mani per aver perso un calciatore di valore assoluto in cambio di due spiccioli.

Poi, tre anni dopo, dalla matricola Tombense è arrivato Roberto Firmino. "Bobby" a Hoffenheim ha lasciato un grande ricordo: in quattro stagioni ha segnato 49 gol e fornito 36 assist, prima di essere acquistato dal Liverpool per 41 milioni di euro, esattamente dieci volte più del prezzo pagato dai tedeschi 48 mesi prima al piccolo club brasiliano. Firmino, con i Reds, è diventato un centravanti a tutto tondo, e ben presto potrebbe ritrovarsi a giocare con un altro grande affare di Rangnick, quel Timo Werner che il Lipsia ha strappato allo Stoccarda per soli 10 milioni di euro. Oggi Werner è il centravanti della nazionale tedesca, a 23 anni vale già oltre 70 milioni di euro e, a fine stagione, potrebbe addirittura superare quota 100 gol in Bundesliga.

Sempre a Lipsia, il dirigente tedesco ha saputo creare da zero una squadra quasi da titolo. Di questo gruppo ha fatto parte anche Diego Demme, capitano di lungo corso che con i Tori ha percorso tutta la trafila cominciata dalle serie inferiori, per poi passare al Napoli durante l'ultima sessione di mercato invernale. Rangnick lo ha pagato meno di 400mila euro, cucendogli addosso i galloni di leader della squadra. Infine, 3,7 sono i milioni di euro spesi per Emil Forsberg, altra stella dell'attuale Lipsia, destinato a partire in estate. Difficile dire quanto i tedeschi potranno ricavarci, ma di certo si parlerà di una cifra compresa tra i 20 e i 30 milioni di euro, da ricercare tra le offerte recapitate già l'estate scorsa con mittenti vari club inglesi.

Ecco, questo è Ralf Rangnick, un uomo di campo ossessionato dalla programmazione, un dirigente capace di riconoscere il talento lontano un miglio, che sulla carta potrebbe rappresentare un valore aggiunto per un Milan atteso dall'ennesima rifondazione. Il suo percorso parla di decine di giocatori scoperti e poi valorizzati tra Lipsia, Salisburgo, Hoffenheim, Schalke 04 e Stoccarda, che gli sono valse quella sorta di credibilità della quale Gazidis pare essersi invaghito. A questo punto non resta che attendere le prossime mosse della società rossonera, anche se le prossime mosse paiono ormai pianificate.

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