Milan: Elliott mette le mani su Twitter e vuole cambiare il CEO

Il fondo proprietario del club rossonero ha appena investito un miliardo di dollari nel social media e ora vorrebbe prenderne il controllo allontanando il CEO Jack Dorsey.

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Chissà che cosa pensano i tifosi del Milan della notizia della giornata finanziaria che vede il fondo Elliott mettere le mani su Twitter. Pioli sta lavorando in un mare procelloso: mica facile rimettere in carreggiata una squadra presa a stagione cominciata, nella quale gli acquisti più costosi della gestione del fondo di Paul Singer non stanno dando i risultati invocati e sperati e i vertici societari si sfidano a colpi di daga, più che di fioretto.

Zvone Boban vs Ivan Gazidis, infatti, non è un match di MMA, bensì, molto più tristemente l'indicatore di una divergenza di vedute che sta sempre più emergendo fra la gestione tecnica e quella economico-finanziaria del club rossonero. Paolo Maldini, al momento, abbozza, ma è evidente che la resa dei conti si avvicina e difficilmente le due bandiere del passato avranno la meglio sull'ex manager dei Gunners che ha la piena fiducia degli uomini di Elliott.

Intanto i tifosi, ma anche la squadra e il suo tecnico, assistono impotenti e non possono fare altro che adeguarsi allo status quo. Eppure il Milan è settimo in campionato, con una partita in meno del Napoli, sesto, ancora in piena corsa per un posto in Europa e mercoledì, se il calendario non subirà ulteriori stravolgimenti, disputerà la semifinale di ritorno della Coppa Italia contro la Juventus. Risultati, questi, che vista la situazione generale possono essere considerati già di per sé due mezzi miracoli.

MIlan Maldini Gazidis
Gazidis e Maldini: sembra finita l'era dei sorrisi fra le bandiere rossonere e l'ad scelto da Elliott

Milan: Elliott mette le mani su Twitter

Ma nella galassia Elliott - che in Italia possiede anche una consistente quota di Tim - il Milan non rappresenta che una piccola nebulosa, nonostante i 325 milioni spesi e messi a bilancio fino al giugno 2019. Attualmente, infatti, il fondo americano è impegnato a dare la scalata definitiva a Twitter. Dopo averci investito oltre un miliardo di dollari, infatti,, ora Paul Singer sembra deciso a fare la voce grossa e acquisire il controllo di uno dei più importanti e utilizzati social media del mondo. L'occasione è ghiotta: del tycoon sono note le simpatie repubblicane e, a otto mesi dalle elezioni negli Stati Uniti, i cinguettii social possono diventare un'arma formidabile per consentire al suo amico Donald Trump di essere rieletto.

Paul Singer
Paul Singer: il suo fondo Elliott punta a prendere il controllo di Twitter

Per questo, secondo quanto affermato dall'agenzia Bloomberg, l'hedge fund avrebbe già indicato quattro nuovi consiglieri per il nuovo board di Twitter: visto che i posti disponibili sono soltanto tre, è evidente l'intenzione di Elliott di sbancare il tavolo e fare il pieno. E non è tutto: Singer sembra deciso a ottenere anche la testa di Jack Dorsey, CEO e cofondatore del social media, "colpevole", a quanto pare di essere al vertice anche di Square, la società di pagamenti elettronici da lui stesso fondata nel 2009, oltre che di aver annunciato di voler passare alcuni dei prossimi mesi in Africa. Nulla di filantropico, si tratta di nuovi business da esplorare, ovviamente, ma il fondo intende farle passare come un segnale di disimpegno da parte di Dorsey. Una mossa, del resto, nemmeno troppo difficile, visto che dal luglio 2015, quando il cofounder ne è tornato alla guida, le azioni di Twitter hanno perso il 6,2%, mentre quelle di Facebook hanno subito un'impennata, salendo addirittura del 121%.

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