Hoffenheim: chi è Dietmar Hopp il patron odiato dai tifosi tedeschi

Il magnate tedesco, grazie a una deroga della Bundesliga, detiene la maggioranza dell'Hoffenheim, contrariamente alle regole dell'azionariato popolare in vigore in Germania.

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Chissà come lo avranno spiegato a uno come Coutinho. Il brasiliano del Bayern Monaco appare abbastanza perplesso nelle immagini dei reportage fotografici che arrivano in questi giorni dalla Bundesliga e più precisamente dalla Wirsol Rhein-Neckar-Arena, lo stadio dell'Hoffenheim dove il match fra la squadra di casa e il Bayern Monaco era stato interrotto sabato a causa dei pesanti insulti rivolti - a parole e a... striscioni - dai tifosi bavaresi al proprietario del club del Baden-Württemberg.

Una protesta, quella contro Dietmar Hopp, che sta dilagando: nell'ultimo turno, quasi si fosse trattato di una sorta di passaparola, striscioni offensivi contro il magnate tedesco sono apparsi su molti campi, da Dortmund a Berlino, e in più di un'occasione si è resa necessaria la decisione di sospendere almeno momentaneamente alcune partite.

Ma perché Herr Hopp sta riuscendo nell'altrimenti difficile operazione di coalizzare contro di sé tifoserie che pure fra di loro non avrebbero alcun particolare motivo per ritrovarsi dalla stessa parte della barricata? Che cosa ha fatto scattare un atteggiamento di odio così catalizzato, indiscriminato e senza freni?

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L'odio contro Hopp ha coalizzato le tifoserie di tutta la Germania. Striscioni contro il proprietario dell'Hoffenheim sono apparsi in diversi stadi

Hoffenheim: chi è Dietmar Hopp, bersaglio delle tifoserie

La questione è, ça va sans dire, economica ma coinvolge anche un sentimento o meglio un valore su cui in Germania non si transige: il rispetto delle regole. Nella Bundesliga, infatti, vige una norma che vieta il 50+1 nella proprietà dei singoli club. Nessuno, insomma, può detenere la maggioranza assoluta delle quote di una società di calcio del massimo campionato: è l'azionariato popolare, bellezza, il principio su cui si fonda e che tiene in piedi una "baracca" da oltre 5 miliardi di euro.

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Sabato Hopp ha ricevuto la solidarietà di Rummenigge e di tutto il Batern Monaco

La "colpa" di Dietmar Hopp, dunque, è quella di essere l'unico proprietario, anzi un vero e proprio padre-padrone, di un club di Bundesliga - peraltro, occorre dirlo, dietro regolare deroga - quell'Hoffenheim, espressione di un paesino del Baden-Württemberg, che conta un migliaio di abitanti meno del quartiere veronese di Chievo. Quell'Hoffenheim che lui stesso rilevò nel 1989 in Kreisliga A, l'ottava divisione tedesca, e in meno di 20 anni ha portato nel massimo campionato di Germania e, qualche stagione dopo, persino al palcoscenico della Champions League.

Hopp Merkel
Hopp, alla destra della cancelliera Merkel, è uno degli uomini più ricchi di Germania

Herr Hopp è da anni sul podio degli uomini più ricchi di Germania: 96esimo al mondo nella graduatoria 2019 di Forbes, con un patrimonio che sfiora i 15 miliardi di dollari. Settantanove anni, ex informatico all'IBM, Hopp ha fondato nel 1972 insieme a tre colleghi la SAP (Systems, Applications, Products), in breve divenuta una software-house multinazionale celebre per il suo sistema ERP considerato tra i più efficienti al mondo. Un lustro, insomma, per tutto il sistema Germania, così come lo è la Dietmar Hopp Stiftung, una fondazione che promuove programmi sportivi, medici, educativi e sociali - 700 i milioni investiti - e pure un asteroide che gli è stato dedicato nel 2008 dall’astronomo Felix Hormuth. Niente, però, nella considerazione della maggior parte dei tifosi tedeschi che continuano a rimproverargli di non rispettare la regola dell'azionariato popolare e a considerarlo il simbolo di un calcio dei mercanti, dove sono solo i soldi a farla da padrone.

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