Cagliari, calciatori a colloquio sotto la curva: cosa rischia il club

Dal 2015, il regolamento federale vieta un contatto così diretto tra le tifoserie e i calciatori. L'episodio dopo il ko contro la Roma può costare caro.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

Il 4-3 incassato dalla Roma alla Sardegna Arena ha alimentato la crisi del Cagliari. Vittoria assente da 3 mesi e classifica che comincia a sentirne l'effetto. È ormai lontana la prima parte della Serie A 2019/2020, in cui i sardi navigavano in piena zona europea dopo un ruolino di risultati utili consecutivi. Se ne sono accorti anche gli ultras rossoblù, che dopo la sconfitta con la squadra di Fonseca hanno chiamato i propri calciatori sotto la curva.

Una situazione sempre più rara nella massima serie. Il motivo? Il regolamento federale che vieta un contatto particolarmente ravvicinato tra i tesserati in campo e i settori più caldi dello stadio. Il Cagliari non ha ottemperato alla norma in vigore da quasi 5 anni e adesso rischia una sanzione da parte delle autorità competenti, che in queste ore stanno analizzando l'accaduto per poi esprimersi nei prossimi giorni.

La multa che dovrà pagare la squadra di Maran si aggira intorno ai 20mila euro, come disposto dal regolamento FIGC. Inoltre, i calciatori identificati potrebbero incorrere in una squalifica, che verrà poi quantificata dal Giudice Sportivo e scontata a partire dalla prossima giornata di campionato. Misure rigide per combattere questo tipo di abitudini da parte dei supporters.

Il Cagliari a colloquio sotto la curva: una norma federale lo vieta, il club rischia sanzioni e squalifiche
Il Cagliari a colloquio sotto la curva: una norma federale lo vieta, il club rischia sanzioni e squalifiche

Cagliari, colloquio sotto la curva: rischio sanzione e squalifica

Dal 26 maggio 2015, il consiglio della Federcalcio ha disposto il divieto di andare a colloquio con i tifosi sotto la curva. Nel codice di giustizia sportiva, l'articolo 7, comma 8 indica quanto segue:

Divieto assoluto di avere interlocuzioni con i sostenitori nel corso dell'attività sportiva durante le partite, gli allenamenti e i ritiri e/o sottostare manifestazioni e comportamenti degli stessi che, in situazioni collegate allo svolgimento della loro attività, costituiscano forme di intimidazione, determinino offesa, denigrazione, insulto per la persona o comunque violino la dignità umana.

Il comma 9 specifica ulteriormente il comportamento da tenere in determinate situazioni, in modo da preservare l'ordine pubblico, l'incolumità dei tesserati e le responsabilità del club:

Ai tesserati è fatto divieto di avere rapporti con rappresentanti di associazioni di sostenitori che non facciano parte di associazioni convenzionate con le società. Gli stessi rapporti devono essere autorizzati dal delegato della società ai rapporti con la tifoseria. In caso di violazione delle richiamate prescrizioni, si applicano le medesime sanzioni di cui al comma 8.

Nel caso di Cagliari-Roma, dirigendosi sotto la curva dei sardi senza preavviso e senza alcuna autorizzazione da parte del club, i calciatori di casa hanno violato sia il primo sia il secondo comma. Esporsi all'aggravante dell'intimidazione da parte degli ultras può mettere ancor più a rischio la posizione dei giocatori del Cagliari, che quindi attendono di conoscere il verdetto del Giudice Sportivo dopo quello che è accaduto domenica alla Sardegna Arena.

Cagliari Calcio
Violati due commi dell'art.7, i calciatori del Cagliari rischiano fino a 20mila euro di multa più lo stop del Giudice Sportivo

Gli episodi precedenti

Le misure federali sono state prese dopo un decennio che ha conosciuto diversi episodi simili. Quello più eclatante è sicuramente quello del 22 aprile 2012: durante Genoa-Siena, match poi terminato 1-4, i tifosi liguri hanno minacciato l'invasione di campo dalle gradinate, imposto la consegna delle maglie da parte dei calciatori e interrotto il match per circa 45 minuti.

Meno caotico, ma comunque di forte impatto il confronto del 19 marzo 2015 tra i calciatori della Roma e la Curva Sud. La Fiorentina ha appena vinto 3-0 il ritorno degli ottavi di Europa League, eliminando i giallorossi dalla competizione. Totti e compagni, al fischio finale, si sono diretti a testa bassa verso il settore degli ultras romanisti, chiedendo scusa per il ko e l'eliminazione.

Ma non solo Serie A: nelle ultime settimane è toccato al Taranto, squadra che milita nel girone H di Serie D, consegnare le maglie da gioco dopo il ko sul campo dell'Altamura. Successivamente, due calciatori del club pugliese sono stati avvicinati e minacciati in un locale da alcuni supporters tarantini, mentre il direttore sportivo si è addirittura visto recapitare una testa di agnello mozzata.

Sono solo alcune delle situazioni spiacevoli, ma spesso anche drammatiche, che hanno caratterizzato il rapporto tra calciatori e tifosi in momenti negativi. Un rapporto da tutelare e delle regole da rispettare, cosa che non hanno fatto i calciatori del Cagliari nel match di domenica. Il club sardo, a questo punto, attende l'esito degli organi incaricati e spera in una sanzione non troppo gravosa.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.