Dal Pino risponde a Marotta: "L'Inter s'è rifiutata di giocare lunedì"

Il presidente della Lega Serie A ha poi aggiunto: "Non parli di campionato falsato".

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Il rinvio di Juventus-Inter, e delle altre quattro partite della 26ª giornata di Serie A inizialmente previste a porte chiuse, ha scatenato la rabbia di tifosi e dirigenti. Tra chi ha parlato di "campionato falsato" e di "decisione irrazionale" c'è anche - e soprattutto - l'ad dei nerazzurri, Giuseppe Marotta. Le accuse della società interista sono state indirizzate principalmente a Paolo Dal Pino, presidente della Lega Serie A, che dal canto suo non ha smorzato i toni. Anzi. Il numero uno del campionato italiano ha replicato duramente a Marotta ai microfoni dell'Ansa:

Venerdì l'amministratore delegato De Siervo e io abbiamo proposto all'Inter di spostare la gara contro la Juventus al lunedì sera per disputarla a porte aperte. L'Inter si è rifiutata categoricamente di scendere in campo, si assuma le sue responsabilità e non parli di sportività e campionato falsato.

Poi ha aggiunto:

 Marotta rappresenta le esigenze dell'Inter, io tutelo gli interessi generali di tutta la Serie A, che purtroppo sconta quotidiani conflitti di interessi legati a ciascuna squadra. Io devo promuovere il campionato italiano e la sua immagine nel mondo, trasmettere gare a stadi vuoti sarebbe stato un pessimo biglietto da visita per il Paese. 

Marotta lo ha accusato di aver preso la decisione "da solo", senza convocare un consiglio staordinario in Lega. Dal Pino ha risposto così:

La decisione è mia per statuto, ma i club coinvolti sono stati sentiti telefonicamente, per cui sappiamo bene le posizioni di ognuno, difficilmente conciliabili. Noi agiamo con senso di responsabilità per tutelare i tifosi e il diritto di tutti ad assistere alle partite, compresa l'esigenza dei broadcaster di trasmettere immagini di stadi pieni e festosi. L'invito che faccio a tutti è di ragionare come Serie A, non individualmente.

Resta però strana la scelta di optare per i rinvii solo al sabato. Il presidente della Lega Serie A spiega così il ritardo:

Perché un rinvio all'ultimo? Perché dopo una settimana intensa di consultazioni e non chiarezza sullo scenario sanitario, solo venerdì sera abbiamo saputo che in tre regioni si sarebbero riaperte le porte degli stadi già dalla mezzanotte di oggi, rendendo il quadro completamente diverso dal precedente.

Non per forza bisogna recuperare le partite il 13 maggio, aggiunge:

Si potrà anticipare? Certo, questa era la sola data formale libera per tutte e dieci le squadre coinvolte dovute agli impegni nelle competizioni nazionali e internazionali. A partire da domani l'ad De Siervo si confronterà con le squadre coinvolte per accelerare insieme i tempi di recupero.

"Che non si parli di campionato falsato", conclude:

Abbiamo dovuto prendere decisioni guidate dal bene della nazione. Cercheremo di trovare il modo per contenere altri stravolgimenti che ci venissero richiesti per esigenze di emergenza dal Governo. Ma ricordo che all'estero, in particolare in Premier League, capita spesso che le squadre debbano recuperare più partite a distanza di settimane a causa delle numerose coppe. Non facciamo drammi dove non ce ne sono.

Anche il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ha commentato così la vicenda al Corriere della Sera:

Il governo ha dato due possibilità: rinviare o giocare a porte chiuse. La Lega ha deciso di rinviare, anche per evitare lo spettacolo degli stadi vuoti. Ora però pretendo l’assoluta regolarità. Anche se in un momento con più di mille contagiati e quasi trenta morti non è il mio primo pensiero. Capisco le rimostranze dei tifosi, ma non può essere questa l’ottica da cui giudicare decisioni difficili. Ora spetta alla Lega fare di tutto, per equilibrare il calendario nelle prossime settimane. Pretendo che non resti nemmeno l’ombra del sospetto sulla regolarità del campionato. Spero che serva da lezione per le prossime stagioni. Chiederò che si faccia il massimo per garantire parità di trattamento a tutti i club.

 

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