Milan, il rigore di Firenze non convince: pronta una protesta formale

I vertici del club rossonero continuano a maldigerire la concessione del penalty fatta da Calvarese senza consultare il Var e stanno preparando una memoria per Nicchi.

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Mancava quasi mezz'ora al termine di Fiorentina-Milan quando l'arbitro Calvarese aveva decretato l'espulsione del viola Dalbert. I rossoneri erano avanti 0-1 e i tifosi del Diavolo - e magari pure lo staff e gli stessi giocatori - avevano cominciato a pensare che a quel punto era davvero quasi fatta. La settima vittoria in trasferta di un campionato travagliato era lì, a portata di mano.

La spallata con sgambetto del brasiliano su Ibrahimovic lanciato a rete aveva messo gli uomini di Pioli nelle migliori condizioni. Rimontati nel derby, che ai fini della statistica si era svolto in terra nerazzurra, aveva lasciato scorie e fantasmi che stavano per essere cancellati con un colpo di spugna e la rincorsa alla Champions League sarebbe rimasta difficile, certo, ma non impossibile.

Tutto grazie al Var che, dopo che il direttore di gara aveva sanzionato il difensore brasiliano con un cartellino giallo, ne aveva richiamato l'attenzione: l'attaccante svedese andava evidentemente considerato ultimo uomo - nonostante il pallone sembrasse prendere una direzione leggermente periferica - e a Dalbert veniva anzitempo indicata irrevocabilmente la via degli spogliatoi.

Ibrahimovic Milan
Contro la Fiorentina il Milan ha giocato mezz'ora in superiorità numerica dopo l'espulsione di Dalbert per fallo su Ibrahimovic

Milan: pronta una protesta formale all'AIA

Galvanizzati dalla superiorità numerica, i rossoneri si erano subito buttati in avanti, ma i volenterosi tentativi in pochi minuti di Rebic, Kessie e Castillejo non avevano esito, un po' per la bravura di Dragowski e di tutta la retroguardia viola, un po' perché lo spagnolo del Milan, bravo a battere il portiere avversario, veniva pescato in posizione di fuorigioco. Al 72', però, il primo campanello d'allarme per Pioli, con Vlahovic che, servito in piena area di rigore, calciava a lato di poco.

Pulgar e Cutrone
Pulgar e Cutrone festeggiano il pareggio dei viola su rigore

Iachini si sgolava e i suoi lo seguivano buttando il cuore oltre l'ostacolo: gioco alto e rossoneri spesso schiacciati nei loro territori. L'uomo in più, a volte capita, non giovava, tanto che a una manciata di minuti dal termine del match avveniva il patatrac. Cutrone, che giocava con la foga dell'ex, cadeva nell'area del Milan in un contrasto con Romagnoli, intento a cercare di accompagnarlo all'uscita. Calvarese non mostrava dubbi e indicava il dischetto senza bisogno di chiedere l'assistenza della tecnologia. Pulgar angolava al massimo, Begovic, in campo a partita in corso al posto di Donnarumma, indovinava la traiettoria, smanacciava la sfera ma non abbastanza da salvare la propria porta.

La frittata era fatta e solo la prontezza dello stesso portiere bosniaco nei minuti di recupero evitava la beffa più atroce, con una provvidenziale deviazione su una conclusione ravvicinata di Vlahovic: 9 punti dall'Atalanta, che ha pure una partita in meno, rimangono una montagna da scalare per una squadra che vive di troppi alti e bassi. E il non aver saputo gestire un match tutto in discesa costituisce un'aggravante di peso. Il club e il tecnico non si nascondono, ma quel rigore che al Milan ritengono a dir poco veniale rimane un vulnus soprattutto per le modalità di concessione: la società, infatti, ritiene che almeno un'occhiata al Var Calvarese avrebbe dovuto darla.

L'hanno fatto sapere allo stesso arbitro a fine partita e ora, secondo goal.com, sarebbero pronti a inviare una protesta formale all'AIA e al suo presidente Marcello Nicchi. Difficile, anzi decisamente impossibile, che qualcosa possa cambiare concretamente, anche perché, stando al Corriere della Sera, la decisione del direttore di gara sarebbe stata ritenuta fondamentalmente corretta dai vertici della categoria. Ma il club rossonero vuole evitare che in futuro possano ripetersi dubbi episodi del genere.

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