UFC Fight Night 168: Hooker supera Felder di misura in un grande match

Grande main event, quello di UFC Auckland, in Nuova Zelanda. Hooker supera di poco Felder in un match sulle cinque riprese con momenti spettacolari.

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Un match che avrà diviso gli appassionati, lo scontro fra pesi leggeri che ha preso lo spot del main event a UFC Auckland. Personalmente, avevo visto Paul Felder (17-5) avere la meglio, seppur di misura, su Dan Hooker (20-8). Una scelta non condivisa da due giudici su tre, che infatti hanno dato la vittoria al beniamino di casa Hooker, il quale, con un verdetto di decisione non unanime, riesce a portare a casa la vittoria al termine di un match davvero spettacolare e turbolento.

Dal mio punto di vista, Hooker aveva portato a casa prima e terza ripresa, facendo del proprio lungo jab un'arma d'apertura necessaria a mozzare il gioco di gambe di Felder, colpito più volte con leg kick davvero incisivi. "The Irish Dragon" però non ha perso tempo a recuperare: con una tattica d'avanzamento pressante ed asfissiante ha annullato spesso il vantaggio nella portata del suo avversario, che se lo è ritrovato spesso vicinissimo pronto a mettere a segno buoni ganci ed ottimi colpi al corpo. Un limite che forse è servito a condannarlo, è stato per Felder il mancato movimento di testa, che non gli ha permesso di schivare tanti colpi indirizzati al volto, ben assorbiti e mai davvero accusati, ma che hanno favorito sicuramente il suo avversario.

Al termine del primo round, osservando anche il volto di Felder, si poteva capire in maniera semplice che l'inerzia fosse dalla parte di "The Hangman", ma lo statunitense ha ritrovato da subito la bussola, aggiustando il gameplan e riuscendo ad avere ottimi momenti già dalla ripresa successiva. Meglio Felder nei championship round, riprese nelle quali Hooker è visibilmente calato, lasciando spazi invitanti all'americano che ne ha approfittato. I takedown di Hooker potrebbero aver fatto la differenza nelle battute finali, non tanto in termini di punteggio, quanto in termini di energie residue per concludere la contesa. Il neozelandese, affidatosi al suo ottimo grappling per limitare l'aggressività di Felder, è rimasto così in pieno controllo nelle ultime battute.

UFC Auckland, Hooker supera di misura Felder

Capolavoro tecnico nel co-main event da parte del ventitreenne scozzese Jim Crute (11-1) sul polacco Michal Oleksiejczuk (14-4, 1 NC). Crute ha preso il controllo del match sin dalle prime battute, imponendo un livello di grappling troppo alto per il fighter polacco. Oleksiejczuk ha provato a difendersi dagli agguati e dagli atterramenti di Crute, trovando però poca fortuna ed arrivando a cedere dopo tre minuti e mezzo ad una perfetta kimura. La qualità negli atterramenti e nelle transizioni di Crute hanno fatto davvero la differenza e la sensazione è che anche nei massimi-leggeri ci siano fighter capaci di imporsi in termini di grappling e sottomissioni e non solo grazie a striking ed esplosività.

Serata dura anche per Karolina Kowalkiewicz (12-5), che non riesce a terminare la sua striscia negativa in UFC. La fighter cinese Xiaonan Yan (11-1) è riuscita ad imporsi su di lei per decisione unanime al meglio delle tre riprese grazie alla maggiore consistenza, alle combinazioni prolungate, alla maggiore esplosività nei colpi, in un match al limite delle 115 libbre. Già dalle prime battute la fighter polacca deve fare i conti con un occhio malconcio a causa dei colpi e con una fighter che sembra già davvero esperta e padrona dell'ottagono. Anche la Kowalkiewicz ha i suoi momenti e nel secondo round connette un buon colpo al naso della sua avversaria, che comunque torna alla carica con colpi ancora più poderosi. Anche nelle proiezioni e negli atterramenti Yan si è dimostrata superiore a Karolina, che ha trovato poche ed insufficienti risposte all'ottimo timing della sua avversaria. Il terzo round, sulla falsariga dei primi due, è ancora in mano alla fighter cinese che, prese le misure, non ha difficoltà ad imporre ancora il proprio gioco e portare a casa la vittoria per decisione unanime.

Un minuto e mezzo di delirio invece nella divisione dei pesi massimi: Marcos Rogerio De Lima (16-6-1) riesce ad avere la meglio su Ben Sosoli (7-2, 2 NC) che scopre a sue spese il sapore del knockout. Sosoli ha attaccato da subito De Lima, che non si è tirato indietro ed ha risposto al fuoco dalla distanza, senza cercare fase di legata. ad un minuto e mezzo dall'inizio, il fighter brasiliano trova la combinazione da tre ganci ed affonda il neozelandese, silenziando l'arena.

Match estremamente equilibrato invece nella divisione dei pesi leggeri fra Brad Riddell (8-1) e Magomed Mustafaev (14-3), conclusosi per decisione non unanime in favore del primo. Altissimi momenti lottatori e di gestione da parte dei due fighter, in un match virtualmente in parità ma che, per la legge dei cartellini (ed ovviamente per l'espletamento del regolamento) deve avere un solo vincitore. Ottimo knockdown trovato in apertura da Riddell, grandissima risposta del russo che si rimette in moto poco dopo mostrando la sua abilità in grappling. Un colpo, quello di Riddell, ripetuto in apertura della seconda ripresa, ma anche Mustafaev poco dopo assesta un bel destro al volto del suo avversario. Poco dopo è ancora Mustafaev a cercare il takedown, ma Riddell rimane a terra per un battito di palpebra, prima di rimettersi subito in piedi. Il terzo round vede probabilmente il russo più in controllo del match: Mustafaev è più sciolto, almeno nella prima parte del round, piazza buoni colpi e controlla, ma nelle ultime battute è ancora Riddell a tornare alla carica e piazzare un buon middle kick, prima di concretizzare un atterramento che virtualmente pone fine al match.

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