Fiorentina, Iachini: "Milan più forte con Pioli. Ribery torna tra un mese"

Le parole del tecnico della Viola alla vigilia della sfida contro il Milan.

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Alla vigilia di Fiorentina-Milan, match della 25esima giornata di Serie A, ha parlato così in conferenza stampa il tecnico della Viola Beppe Iachini:

Il Milan è una squadra forte, oggi ancora più forte grazie al lavoro di Stefano Pioli (i due sono stati compagni di squadra al Verona e alla Fiorentina, ndr). Hanno inserito due giocatori importantissimi. Ibrahimovic è un fenomeno, ha occhi anche dietro la testa, manda in gol i compagni e segna. E Rebic, da quando ha trovato spazio, trasforma in oro tutto ciò che tocca, dovremo stare molto attenti. Sarà una partita importante per entrambe le squadre, noi pensiamo a mettere in campo ciò che stiamo preparando in tutte le fasi della gara

Su Pioli: 

Ho un grande ricordo, insieme abbiamo vissuto tante esperienze. Tra di noi ci sono stima, amicizia e affetto, rivederlo è sempre un piacere, ci legano tante esperienze dentro e fuori dal campo. Faccio sempre il tifo perché le sue squadre possano fare bene e credo sia una cosa reciproca

Sulle condizioni di Ribery, fermo dallo scorso 30 novembre: 

Ci vorrà ancora un po' di tempo, Ribery è per noi quello che Ibrahimovic rappresenta per il Milan: è importante sia dentro che fuori dal campo. Non ce l'avremo per altri 30-40 giorni. Non dobbiamo mettergli fretta, ha bisogno delle terapie per rimettersi a posto. Lo aspettiamo, i compagni sanno bene che devono scendere in campo anche per lui, in modo da regalargli serenità e fiducia. Diamogli il tempo per recuperare, l'infortunio è stato grave

Sulle scelte in attacco:

Dire che Chiesa sia solo un esterno è limitativo, quando un ragazzo ha velocità, dribbling e tiro spostarlo in avanti non è negativo e con me ha già segnato 4 volte in poco tempo. Vlahovic? Dobbiamo volare bassi, molto bassi, e lui lo sa. Sono tranquillo perché lui è molto umile e ha voglia di lavorare. Sa di dover crescere sotto ogni punto di vista

Su Cutrone:

Ha vissuto sette mesi in naftalina, va appoggiato e lo sto vedendo sempre meglio. Non è solo una punta d'area di rigore, attacca la profondità ed è un centravanti moderno. Riesce a non dare riferimenti e aiuta i compagni con i propri movimenti

Sul suo futuro: 

Io penso solo a lavorare come ho sempre fatto, giorno dopo giorno, solo questo sarà valutato. Il lavoro. Non voglio auto promuovermi, non l'ho mai fatto e mai lo farò, quando uno nasce tondo non può morir quadrato. Dico solo che quando ho avuto la macchina buona ho fatto record, avuto capocannonieri, vinto quattro campionati, dipende sempre da che target di squadra alleni. Sarà la società a giudicare il mio operato

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