NBA: gli ultimi colpi di mercato di Clippers e Rockets per il titolo

Clippers e Rockets puntellano il roster con veterani per la corsa al titolo. Ecco chi sono i nuovi arrivati in Texas e California.

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Al termine della trade deadline NBA subentra un pizzico di rilassamento giornalistico e dei tifosi che si preparano, negli ultimi giorni di pausa post All Star Game, alla seconda parte di stagione che porterà tutto d’un fiato alle finali di giugno e al decretare il nuovo campione. Stiamo vivendo l’onda lunga di uno degli All Star Game più belli degli ultimi anni, forse per l’influsso di Kobe, ma che ha regalato una gara delle schiacciate e una partita delle stelle da consegnare ai posteri. Bello pensare che tutto questo sia opera del Mamba, in attesa della sua cerimonia ufficiale allo Staples Center il 24 febbraio prossimo.

Chi non riposa (e probabilmente non lo fa mai) è il front office NBA che dopo la deadline, soprattutto per le squadre aspiranti al titolo o ai playoff, deve attivarsi per provare a puntellare con il mercato dei waivers. Alcuni giocatori, magari scontenti della loro situazione in squadra, vengono contattati dalla contender dimostrando interesse e a quel punto raggiungono l’accordo con la prima società per il taglio, certi della firma immediata nella nuova squadra.

Il primo movimento importante, però, riguarda la panchina dei Cleveland Cavaliers che con Jim Beilien aveva trovato il contratto e la stabilità per gettare le basi del rebuilding. Quattro anni di contratto con opzione per il team nell’ultima stagione e quattro milioni di salario. Koby Altman e il coach, prima della pausa, si sono ritrovati di fronte per valutare la situazione. La mancanza di chimica con lo spogliatoio NBA sono costati al coach la panchina. Dopo 40 anni al college, non sempre il salto nella Lega è semplice e in questo caso, al netto della pochezza di materiale a disposizione, è stato nel vuoto. Bickerstaff prenderà il suo posto sino al termine della stagione.

NBA: continua la small ball dei Rockets

Ormai è risaputo e quasi inflazionato l’argomento Houston Rockets, con la loro decisione estrema di cedere Capela e abbassare notevolmente il quintetto in nome di spaziature e un attacco più aperto. Nonostante questa scelta coraggiosa che solo la coppia D’Antoni-Morey avrebbe potuto fare, la coperta sembrava comunque corta nella rotazione e sarebbe servito almeno un innesto veterano per allungare gli uomini a disposizione nello spot di 3-4, a volte anche 5, in questo roster. Non sembrava esserci molto materiale a disposizione, ma ancora una volta sono arrivati un paio di colpi.

Il primo è la firma di DeMarre Carroll, rilasciato dagli Spurs in modo piuttosto inaspettato visto che ci avevano puntato abbastanza in estate. Le capacità difensive e il fisico del veterano ex Nets saranno molto utili nella rotazione della posizione 4 e 5 per dare un po' di respiro a Pj Tucker, indiziato numero uno per ricoprire sempre il ruolo di centro in difesa. Un altro tassello per questo spot arriva dal journeyman Jeff Green, autentico giramondo NBA che è stato firmato per provare a dare qualche minuto di lunghezza e presenza unito all’atipicità. Se ne facciamo un fatto di tweener i Rockets sono la patria perfetta, ma l’endemica domanda è sempre: basteranno per lottare per il titolo?

Jackson ai Clippers

Anche i Los Angeles Clippers non sono stati a guardare, sebbene fossero la squadra che meno di tutte avrebbe necessitato di ulteriore profondità. Già a inizio stagione quasi nessuno era in grado di comparare la profondità di roster con quella a disposizione di Doc Rivers, ora con l’arrivo di Marcus Morris prima della deadline dal punto di vista di rotazione siamo ai limiti della perfezione con un 3 and D player con i controfiocchi; eppure la società non sembrava ancora soddisfatta e ha piazzato un altro colpo dai waivers. O perlomeno è in procinto di farlo.

Infatti Reggie Jackson ha raggiunto l’accordo per il buyout con i Detroit Pistons, che dopo la dipartita di Andre Drummond stanno facendo piazza pulita di un gruppo che non ha raccolto neanche le briciole di quello che il front office si sarebbe aspettato. Il nativo di Pordenone rimarrà tra i waivers sino a quando non verrà richiamato dai Clippers per rendere ancora più lunga una delle panchine più prolifiche NBA. Forse polizza per il ginocchio di Beverley, forse un altro gregario per Leonard e George, anche se il fit tecnico con una squadra di questo tipo è tutto da trovare e a bocce ferme lascia più perplessi che persuasi.

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