Moratti: "La mia Inter lottò con una Juventus che sembrava un muro"

L'ex presidente nerazzurro: "La Juve si comportava come si comportava, ma superato quell'ostacolo trovammo soddisfazioni che sembravano impossibili".

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La stagione in corso sembra essere quella del definitivo rilancio dell'Inter ad alti livelli, che dopo la stagione trionfale del 2009/2010 in cui vinse il Triplete (più la Supercoppa italiana e il Mondiale per club) ha raccolto solamente una Coppa Italia nel 2011.

Con Suning decisa a riportare in alto il club e l'arrivo di Antonio Conte in panchina, è chiaro che la strada per la società meneghina sia diretta verso il ritorno ai trofei, magari anche in questa stagione dove si è ancora in corsa su tre fronti dopo l'eliminazione dalla Champions League.

Lo sa bene Massimo Moratti, ultimo presidente "vincente" della storia dell'Inter, che ha parlato sia del momento attuale della squadra di cui sarà sempre tifoso che dei tempi in cui era il primo dirigente senza risparmiare anche qualche frecciata ai rivali di sempre della Juventus.

Massimo Moratti
Moratti parla dell'Inter durante la sua presidenza

Moratti: "La mia Inter lottò con una Juventus che si comportava come si comportava..."

Moratti è stato intervistato ai microfoni di "Apericalcio", trasmissione di Telelombardia, dove ha ripercorso tutta la sua strada da presidente dell'Inter poi culminata con l'annata che portò i nerazzurri sul tetto del mondo.

Dei miei esordi da presidente ricordo la gentilezza di Pellegrini che mi presentò i giocatori prima della partita contro il Brescia, vincemmo e fu un bel debutto. Cosa è servito per arrivare al Triplete? Tutto, anche l'aver lottato per molto tempo contro una Juventus che si comportava come si comportava e sembrava un muro incrollabile. Dopo averlo sfondato ci togliemmo le soddisfazioni che sembravano impossibili ma che sapevo potessimo toglierci. I giocatori che mi sono rimasti nel cuore? Recoba fu il più amato, Ronaldo è il più forte di tutti ma anche Baggio è stato grandissimo. Il rimpianto è Pirlo perché nessuno degli allenatori gli trovò un ruolo preciso.

Non poteva mancare un commento alla stagione in corso, con l'Inter che ha subito un brusco stop nell'ultima giornata di campionato con il successo della Lazio sui nerazzurri scivolati momentaneamente al terzo posto.

La sconfitta può servirci da lezione, sia la squadra che l'allenatore ci sono. Eriksen? È un calciatore che ti fa vincere le partite quindi devi creare un gioco che glielo permetta. Certo, farlo a metà annata è difficile.

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