NBA All Star Game: Leonard MVP per Kobe, è stato un grande spettacolo

Chicago e la partita hanno creato uno dei migliori spettacoli da tanti anni a questa parte. È stato un All Star Game da ricordare.

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L'NBA era pronta nella notte tra domenica e lunedì italiana a vivere un All Star Game speciale, uno di quei momenti che ricorda si un avvenimento molto triste, ma che dall'altra parte unisce i cuori e le anime di chi ha vissuto e condiviso momenti. Questa edizione di Chicago era interamente dedicata a Kobe Bryant: le maglie con il 24, quelle con il 2 della figlia Gianna, il Kobe Bryant Award per l'MVP, ma anche chi gli ha reso onore schiacciando il sabato con il mantello e il numero 24. Insomma una serie di ricordi che rimarranno nel tempo.

La partita ha anche assunto una nuova forma, infatti non c'era più il cumulo dei punti classici, ma ogni quarto faceva storia a sè e l'ultimo vedeva il cronometro azzerato con il solo obiettivo di raggiungere il punteggio più alto raggiunto da una delle squadre nei primi tre quarti, aggiungendoci 35 punti. Il primo che arrivava a quella soglia avrebbe vinto. La modifica in onore di Kobe ha visto quel 35 diventare 24, senza cambiare la sostanza di una novità molto importante nella manifestazione.

Abbiamo sempre pensato che l'All Star Game 2001 con tre quarti di spettacolo e il quarto periodo da partita vera non sarebbe più tornato con quella veemenza e invece proprio qui, in onore di Kobe, questo è accaduto e nel finale è successo di tutto:

Kobe era qui con noi, si sentiva la sua presenza. Era tra di noi.

Queste le parole di LeBron James nel post partita, che riassumono quanto questa edizione si stata particolare.

NBA: prima spettacolo e schiacciate...

Negli ultimi anni la partita delle stelle è stata uno spettacolo da circo più che una partita NBA. Vero che ci dev'essere lo spettacolo e lo apprezziamo: schiacciate sopra il ferro, poca difesa e molta fantasia, ma che fosse diventato costantemente una staffetta senza difensori con solo schiacciate e scimmiottate, aveva tolto tutta la passione e piacere con cui si guardavano le precedenti edizioni. Questa volta l'inizio è stato molto simile: schiacciate, zingarate a tutto campo e perfino un Chris Paul che, alla sua veneranda età, sta dalla parte finale di un alley-oop e schiaccia tra lo stupore di tutti.

L'impressione che si finisse "come al solito" ha pervaso subito molti. Con fisici come Giannis, LeBron e tutti gli altri atleti, vedere escursioni sopra il ferro e tiri da tre punti siderali (Young la infila da metà campo ad esempio) era assolutamente nello spartito. Il team Giannis, contrariamente alle aspettative, chiude i primi tre quarti in vantaggio e quindi mette l'asticella a quota 157 per arrivare alla vittoria e nel fatidico ultimo quarto senza cronometro tutto cambia.

...poi la partita vera che vorremo sempre vedere

Sul 150 pari TNT ci regala una sovrimpressione che spiega più di tutto il quarto periodo: schiacciate nei primi tre quarti 49, nell'ultimo periodo 1. Testimonianza che è stata partita vera. Lowry prende uno sfondamento da Harden, LeBron ruba a Giannis che restituisce stoppandolo al tabellone in una chiamata controversa, giocatori di entrambe le squadre che protestano con gli arbitri, uppercut a Walker non fischiato e una serie di giocate spaventose fatte dai migliori giocatori del mondo al livello di competizione più alto che si possa vedere al di fuori del cinema di Hollywood. Embiid porta a scuola LeBron con un perno alla Hakeem, LeBron prova a chiuderla da metà campo e Davis viene mandato in lunetta nel finale. Un punto vuol dire vittoria. Primo sul ferro, ma secondo dentro e purtroppo finisce lo spettacolo del match.

Qui sì avremmo voluto il cronometro per vedere un overtime e invece ci siamo dovuti accontentare del sudden death, ma dopo una partita splendida, con questa competitività, la presenza di Kobe e un video tributo di Dr.Dre al Mamba da far venire i brividi, possiamo davvero accontentarci. Leonard alza il trofeo di MVP ricordando quanto Kobe abbia significato per lui, quanto sia stato il suo mentore su segreta richiesta di Popovich e quanto sia importante vedere il trofeo con il suo nome nella propria camera da letto. Vuoi per la presenza intrinseca di Kobe, vuoi per mille altri possibili motivi, ma questo è un All Star Game che ricorderemo per un bel pò...forse per sempre.

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