Totale, dominante, decisivo: Milinkovic-Savic si è ripreso la Lazio

Il serbo, dopo una stagione in chiaroscuro, è tornato a fare la differenza, permettendo ai biancocelesti di sognare la vittoria dello Scudetto.

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Dal Paradiso all'Inferno, ma con un biglietto di ritorno assicurato. Potrebbero riassumersi così gli ultimi due anni di Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio che, nell'ultimo turno di campionato, si è confermato come uno dei protagonisti ritrovati di una Serie A fortemente bisognosa di recuperarlo. La sua rete contro l'Inter ha consolidato la compagine biancoceleste nel ruolo di competitor per lo Scudetto, ma è anche servita per scrollarsi definitivamente di dosso l'etichetta di eterno incompiuto, un marchio appiccicatogli a forza - guarda caso - proprio in seguito alla partita contro i nerazzurri persa nell'ultima giornata della stagione 2017/18.

A quei tempi le due squadre si contendevano la quarta piazza e la Lazio, davanti a un Olimpico ribollente di passione, perse 3-2 facendosi regolare da una rete di Vecino segnata nel finale. Milinkovic-Savic finì in mezzo a un fuoco incrociato, accusato di non essere decisivo nei match che contano e, soprattutto, bollato come centrocampista forse un po' troppo sopravvalutato, a tal punto che ci si chiese se forse, di lì a poco, il presidente Lotito non avrebbe fatto meglio a cederlo approfittando dell'ottima annata disputata. Già, perché quando tieni un pezzo da novanta, devi sperare che si ripeta, cosa che il serbo non è riuscito a fare durante la scorsa stagione.

Un periodo grigio, coinciso con il momento poco brillante di una squadra che sembrava non essersi ancora ripresa dallo shock subito nello spareggio Champions contro l'Inter, ma soprattutto tratteggiato da un rapporto con Inzaghi che pareva essersi incrinato definitivamente. Per fortuna, a maggio, arrivò la rete probabilmente più importante della sua carriera, segnata da subentrato nella finale di Coppa Italia contro l'Atalanta. Una sorta di sliding door decisiva, ovviamente in positivo, che permise a Milinkovic di riazzerare il suo status e ripartire, in estate, con rinnovata grinta e voglia di far bene.

Focus su Milinkovic-Savic
Sergej Milinkovic-Savic, centrocampista della Lazio: dopo la passata stagione in chiaroscuro è tornato finalmente decisivo. Ottima la sua prestazione contro l'Inter, condita da un gol e da tantissime giocate d'alta scuola

Lazio, guarda che Milinkovic-Savic: il serbo è tornato a grandi livelli

Contro l'Inter, nel posticipo del 24esimo turno di Serie A, ha fornito una prestazione superlativa, a tratti dominante, in una zona di campo dove si è dovuto confrontare con clienti abbastanza complicati. Eppure, dati alla mano, non ha sbagliato praticamente nulla nemmeno in fase difensiva, recuperando numerosi palloni di testa e andando a contrastare con energia i portatori di palla avversari. Poi, come se non bastasse, a coronamento di una prestazione da stropicciarsi gli occhi, Milinkovic-Savic ha anche regalato i tre punti alla Lazio con una botta dalla distanza che ha sorpreso Padelli.

Insomma, una partita totale - da segnalare anche la traversa pazzesca colta su punizione -, che ne tratteggia ulteriormente la grande crescita avuta nell'ultimo anno, quando - oltre a sfruttare le sue grandi qualità fisiche e tecniche - il serbo ha anche deciso di caricarsi sulle spalle la squadra per farle fare quel tanto agognato salto di qualità in maniera definitiva. Già durante lo scorso maggio, prima di condannare l'Atalanta, aveva gelato San Siro segnando il gol della vittoria contro un'Inter che, evidentemente, rimane una delle sue vittime preferite. Poi, prima di Natale, aveva sentenziato anche la Juventus. Il salto di qualità, com'è evidente, Sergej lo ha fatto principalmente dal punto di vista mentale, come testimoniano le sue prestazioni. Alla faccia di chi lo additava come poco decisivo.

Cuore pulsante della Lazio operaia di Inzaghi, Milinkovic-Savic è uno dei migliori corridori del campionato (solo contro i nerazzurri ha sfiorato i 12 chilometri), si è trasformato in un passatore efficace e, grazie alle nuove consegne tattiche ricevute dal suo allenatore, è diventato quello che in gergo viene definito un "tuttocampista". Niente male, soprattutto per un ragazzo che rischiava di rimanere un prospetto di grande spessore, ma limitato in alcuni fondamentali. La società biancoceleste ha avuto il merito di tenerlo anche di fronte a offerte monstre (come quella del Manchester United nell'estate 2018), costruendo attorno a lui un sistema che lo ha portato a valorizzarsi al massimo.

E adesso Lotito si gode i frutti della sua semina. Arrivato in Italia per 18 milioni complessivi, Sergej Milinkovic-Savic rappresenta uno dei capolavori di mercato più incredibili di Ighli Tare, che quando lo prese dal Genk venne criticato per aver alzato la cifra solo col fine di battere la concorrenza della Fiorentina. E invece, ancora una volta, a dare ragione al direttore sportivo albanese ci hanno pensato i fatti. Gli stessi che dicono che oggi, assieme a Luis Alberto, il serbo è tra i centrocampisti più forti d'Europa. Ora sì che lo vogliono tutti, ma portarlo via alla Lazio non sarà affatto semplice.

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