Stankovic: "Lazio-Inter sfida Scudetto? Nessuna sorpresa"

Le parole dell'ex centrocampista di Lazio e Inter, ora allenatore della Stella Rossa, nell'intervista rilasciata a Sky Sport.

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L'ex centrocampista di Lazio e Inter, nonché attuale allenatore della Stella Rossa, ha rilasciato una bellissima intervista a Sky Sport in cui tra i tanti argomenti ha parlato anche della sfida di domenica sera tra biancocelesti e nerazzurri: 

Non mi sorprende che Lazio-Inter valga per lo Scudetto. Lasciamo perdere la Juve, che negli ultimi anni ha dominato. Ma Lazio e Inter hanno due allenatori che lavorano e si vede la loro mano. Inzaghi e Conte sono incredibili, un esempio per tutti. Fanno vedere come si lascia un’impronta. Sono molto contento per Simone, da giovani eravamo compagni di squadra e devo dire che è stato una grande sorpresa. Se la Lazio riesce a rimanere fresca fino alla fine, lotterà per lo Scudetto insieme all’Inter. L’Inter con Conte si è trasformata, lui ha portato tanti punti in più alla squadra. Non molla di un centimetro, è uno che va avanti con le sue idee: o le accetti, o vai fuori. È uno di quegli allenatori che pensano a lavorare 24 ore al giorno. Chapeau per tutti e due

Sul suo rapporto con Mihajlovic: 

Sinisa è il mio fratellone, lo chiamo anche papà. È una figura importantissima nella mia vita, non solo calcistica. Lui è molto, molto di più. Quando sono arrivato a Roma, ha allargato le spalle e mi ha protetto. Ho imparato velocemente da lui, ho costruito anch’io una famiglia da giovane ma avevo il suo modello davanti. Sono molto contento di quello che sono riuscito a prendere da lui. Dopo la malattia, la nostra prima telefonata è stata molto dura. Alla fine era lui che consolava me, è incredibile. Se qualcuno poteva insegnarci come nella vita non bisogna mai mollare, quello è proprio Sinisa. Parlando con altri nostri ex compagni, come Savicevic, Stojkovic, Jugovic o Mijatovic, dicevamo che se mai avessimo dovuto scegliere uno di noi in grado di superare questa battaglia, sarebbe stato proprio Sinisa. Ci siamo detti che noi non avremmo avuto le palle. Lui invece sì, l’unico tra noi

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