Cornelius: "Parma mi piace. Il mio segreto? La maglia numero 11"

Il centravanti danese parla sul sito ufficiale dei Ducali: "Indosso sempre quel numero dai tempi di Copenhagen e ogni volta miglioro".

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Il campionato in corso è sicuramente quello della conferma per il Parma guidato da D'Aversa che dopo aver mostrato ottimi segnali nella scorsa stagione pur chiudendo non lontano dalla zona retrocessione, quest'anno viaggia verso una salvezza tranquilla (13 punti sulla terzultima) e coltiva persino ambizioni europee.

Il lavoro fatto dalla squadra gialloblu è ancora più impressionante se si tiene conto dei tanti problemi di formazione che il suo allenatore ha dovuto affrontare negli ultimi due mesi per motivi di infortuni (Karamoh e Inglese non hanno praticamente visto il campo da novembre) o di mercato (il caso Gervinho che solo ieri è rientrato in gruppo).

Questo ha però permesso ad altri membri della rosa parmense di mettersi in mostra come Kulusevski, Sprocati e il danese Andreas Cornelius che ha preso ormai il ruolo di centravanti titolare e sta giocando un'ottima stagione.

Cornelius con la Danimarca
Parma, Cornelius si racconta sul sito ufficiale dei Ducali

Parma, Cornelius si racconta: "La città mi piace. Indosso sempre il numero 11 e ogni anno miglioro"

L'ex centravanti del Bordeaux ha già messo a referto 8 reti in campionato, il doppio di quelle trovate in Francia nella scorsa stagione, e parlando in un'intervista rilasciata sul sito ufficiale del Parma ha spiegato il suo ambientamento.

In Italia c'è molta più qualità che nel campionato danese, lì le squadre sono organizzate ma qui è tutta un'altra cosa. Parma è una città che mi piace molto, la gente è amichevole e sto bene.

Per Cornelius l'esperienza con i Crociati non è la prima in Serie A visto il breve passaggio all'Atalanta, ma con D'Aversa il centravanti sta trovando la sua dimensione crescendo di partita in partita. E fra i motivi di questa crescita c'è anche il numero di maglia.

La tripletta col Genoa è stata la prima della mia carriera, una grande serata e allo stadio c'erano i miei nonni che per la prima volta mi vedevano dal vivo. Il mio gol più bello? A Copenhagen dribblai 4 difensori e segnai di destro, non penso succederà di nuovo. Ho scelto il numero 11 perché ci gioco da quando ero bambino e ogni volta che lo indosso va meglio, non sono scaramantico ma finché le cose vanno bene non vedo perché cambiarle.

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