Doppia lesione al crociato senza giocare: l'ultima vittima è Pavoletti

Il centravanti del Cagliari dovrà nuovamente operarsi, rimandando il rientro in campo. Spiccano precedenti illustri, come il caso di Giuseppe Rossi.

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Quanto conta nel calcio la fortuna? Parecchio, questo è certo. Per informazioni, chiedere a Leonardo Pavoletti, centravanti del Cagliari che, nelle ultime ore, si è dovuto arrendere alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Uno stop grave, di quelli che richiedono molto tempo per tornare in campo, con l'aggravante che per l'ex genoano è il secondo trauma di questo tipo subito in pochi mesi. Già, perché nello scorso mese di agosto Pavoletti si era fermato la prima volta, a pochi giorni dall'inizio del campionato, costringendo la società a tornare sul mercato per acquistare Simeone, il suo sostituto.

Il centravanti non ha avuto nemmeno il tempo di riaffacciarsi definitivamente in campo, perché durante la sgambata di qualche giorno fa il ginocchio ha fatto di nuovo crack. Altra corsa, altro giro, altra lesione: Pavoletti ha poi ringraziato tramite social network tutti i tifosi che lo hanno raggiunto con messaggi di solidarietà ma, dopo questo stop, il futuro del bomber rossoblu potrebbe prendere una piega differente. Due infortuni del genere potrebbero indirizzare la carriera verso strade inaspettate, soprattutto per un ragazzo ancora nel pieno della carriera. Al di là di tutto, difficilmente il centravanti sarà in grado di tornare al cento per cento.

Pavoletti non è però il primo calciatore della storia a rompersi per due volte un legamento crociato. Prima di lui è toccato a parecchi altri, la maggior parte dei quali purtroppo non è mai stata in grado di recuperare definitivamente. Di questa categoria non fa però parte Alessandro Florenzi, che durante la sua esperienza romanista ha dovuto fare i conti con diversi problemi fisici: tra il 2016 e il 2017, l'ex capitano giallorosso è stato fuori per un totale di 295 giorni, poco meno di un anno, al termine del quale è rientrato in campo. Oggi è in forza al Valencia e lotta per ritagliarsi un posto in vista di Euro 2020. Ma, soprattutto, rappresenta un esempio di come nella vita non ci si debba mai arrendere.

Pavoletti e altri infortuni
Faouzi Ghoulam, terzino sinistro del Napoli: nell'ultimo anno e mezzo ha patito tre infortui molto gravi, che ne stanno allungando i tempi di recupero previsti

Ghoulam, Conti, Rossi: quando l'infortunio diventa cronico

E che dire di Faouzi Ghoulam, vittima di un triplice infortunio a distanza ravvicinata? Il terzino algerino del Napoli si è spaccato il legamento crociato del ginocchio destro nel novembre 2017, per poi rompersi anche la rotula dello stesso ginocchio solo tre mesi più tardi. E, come se non bastasse, a luglio del 2018 è stato nuovamente operato alla rotula. Totale giorni assenza? Oltre 300, ovvero un'infinità. 

Non è andata meglio ad Andrea Conti, terzino destro del Milan solo recentemente recuperato in maniera definitiva. Il laterale di scuola Atalanta si è infortunato per la prima volta a poche settimane dal suo passaggio in rossonero, nel settembre del 2017, e sei mesi più tardi - dopo essere riuscito ad andare una sola volta in panchina - ha patito una bruttissima distorsione al ginocchio operato in precedenza. Epilogo inevitabile: il 5 aprile 2018 si è sottoposto a un nuovo intervento al legamento crociato del ginocchio sinistro, mettendo insieme la bellezza di 394 giorni senza poter scendere in campo.

C'è però un calciatore in particolare sul quale la sfortuna ha deciso di accanirsi in maniera brutale. Si tratta di Giuseppe Rossi, il cui storico di infortuni farebbe impallidire chiunque. L'ex golden boy del Manchester United, dalla stagione 2007/08, ha saltato la bellezza di 1241 giorni in carriera a causa di infortuni, più o meno gravi. Tra questi spicca la rottura del legamento crociato datata 2011, che tra una ricaduta e l'altra lo ha tenuto fuori dai terreni di gioco per quasi 600 giorni. Poco meno di due anni, in una carriera fermatasi poco sopra i 30, sono parecchi, e anche per questo Rossi ha deciso di guardarsi intorno per capire se sia ancora il caso di insistere nel voler recuperare. È proprio il caso di dirlo: a volte ritornano, altre - purtroppo - no.

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