UFC 247: Jones vince ma non convince, Shevchenko sugli scudi

Il campione dei massimi-leggeri rischia tantissimo nei primi round contro Reyes, vincendo d'astuzia tra mille polemiche. La peruviana trionfa in scioltezza.

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Una grande serata per le arti marziali miste targate UFC è ormai parte del passato. Un evento che ha confermato ancora una volta le tendenze degli ultimi mesi, che ci hanno spesso regalato match conclusi ai punti e il più delle volte con split decision o decisioni unanime alquanto discutibili. Ma tant'è, la main card di UFC 247 è partita proprio con un incontro deciso dal verdetto dei giudici, con un Ilir Latifi salito nei pesi massimi e con una forma fisica davvero troppo morbida rispetto ai suoi standard. Tantissimo il grasso in eccesso in relazione alla sua altezza, e ciò ne ha minato l'esplosività che eravamo abituati a vedere nei massimi-leggeri. Ringrazia Derrick Lewis, che ha messo qualcosa in più dell'avversario tra calci e ginocchiate saltate. 

Si passa al match che più ha sorpreso in termini di verdetto, con il manager part-time Dan Ige che ha sconfitto lo strafavorito Mirsad Bektic in short notice partendo da underdog assoluto. Il braccio destro di Ali Abdellaziz è riuscito ad imporsi sui cartellini di due giudici su tre grazie ad una performance solida, pur patendo a tratti il controllo a terra dell'americano di origini bosniache soprattutto nel secondo round. Vantaggio nello striking per Ige, che nel terzo round capitalizza anche qualche errore in fase di scramble di Betkic imponendosi con solidità. Terzo match della main card che invece ha visto, a sorpresa, due pesi massimi sconosciuti ai più affrontarsi in un incontro noioso e statico, fortunatamente chiusosi ad 1:59 del primo round. Pregevole soltanto la combo del TKO di Justin Tafa, che chiude con un montante il povero Juan Adams prima di finirlo in ground and pound con l'arbitro che lo scaglia via. Sale a 4-1 il neozelandese di origini samoane, che trionfa in uno scontro tra ex giocatore di rugby ed ex giocatore di football americano. 

Su Valentina Shevchenko vs Katlyn Chookagian, invece, dubbi ne avevamo pochi: doveva essere un massacro - sportivo, si intende - e questo è stato. L'avversaria della campionessa pesi mosca non era neanche lontanamente all'altezza dell'impegno, e lo ha dimostrato sia questa sera che, lo diciamo anche a costo di essere tacciati di patriottismo, contro Mara Borella. Chiude in accademia The Bullet, con una posizione di crocifisso e gomiti e pugni in ground and pound come se piovesse. Perde anche troppo tempo l'arbitro ad interrompere questo massacro, con l'imbarazzante azione della Chookagian che, prima della fine, prova addirittura a saltare addosso alla campionessa per tirare guardia a terra, senza successo. Uno spunto davvero troppo brutto da vedere anche in ambienti dilettantistici, figuriamoci in UFC. Tra i prelims, invece, da segnalare le vittorie in upset di Lauren Murphy e Khaos Williams e quelle di Mario Bautista e Youssef Zalal.

UFC: Shevchenko
Valentina Shevchenko ha difeso la sua cintura anche a UFC 247. A farne le spese Katlyn Chookagian.

UFC 247: il main event

Affrontando il discorso relativo al main event, bisogna sottolineare una cosa: Jon Jones è inevitabilmente entrato nel suo periodo calante. Si tratta di fatti fiosoligici ed evidenti, e lasciarsi offuscare dall'amore per il campione che è stato e continua ad essere non può comunque giustificare il non accorgersi di ciò. Questa sera, e anche negli ultimi match disputati, Jones ha combattuto per non perdere, non per vincere. Il knockdown patito contro un coriaceo ma privo di cardio alla lunga Dominick Reyes è preludio a quella che, magari tra due, quattro oppure sette match sarà la caduta di Bones, che al netto delle sue vicende extra-sportive e dei suoi problemi con USADA - che abbiamo spesso sottolineato - resta, oggettivamente parlando, uno degli esponenti di spicco del mondo delle MMA moderne per talento ed inventiva. 

Per il resto, bisogna sottolineare come sia da bandire il giudice che ha pensato bene di assegnare il 49-46 per Jones: troppo spesso ci troviamo di fronte a cartellini fin troppo imbarazzanti propinati da giudici spesso confusi tra nuovo e vecchio regolamento, ma offrire un 49-46 per un match condotto nei primi due round da Reyes, che ha vinto di misura probabilmente anche il terzo prima del ritorno nei championship round di Jones è follia. Più comprensibile il 48-47, che comunque sarebbe stato più giusto nei confronti di Reyes se non vigesse quella regola morale non scritta del: per vincere una cintura devi battere il campione, far qualcosa in più. Nel frattempo, però, tra sei giorni sarà già tempo di parlare nuovamente di UFC, con UFC Rio Rancho che troverà compimento nella notte tra sabato 15 e domenica 16 febbraio, con diretta italiana esclusiva su DAZN e commento italiano di Alex Dandi . L'evento, ricordiamo, resterà disponibile per una intera settimana. 

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