MotoGP, per Suzuki 60 anni di corse, grossi obiettivi con Rins e Mir

La Casa di Hamamatsu conferma nel team Ecstar Alex e Joan, che puntato a vittorie e primi posti nella classifica piloti. La GSX-RR offre una nuova livrea e soluzioni tecniche evolute.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

Rins e Mir, ecco la coppia Suzuki MotoGP 2020. In pratica, il team Ecstar conferma la formazione proposta lo scorso anno, rinnovando ambizioni e mettendo mano alla GSX-RR ufficiale, bellissima nella nuova livrea sfoggiata oggi a Sepang. La moto gode di una colorazione aggressiva ed allo stesso tempo elegante. Alex e Joan non l'avevano ancora vista e ne sono rimasti piacevolmente colpiti.

Da domani, però, anche i tempi sul giro dovranno colpire positivamente. I test malesi ospitano tutte le squadra, in una prima uscita stagionale attesissima. Nel 2019 sono state due le vittorie di tappa, ottenute dal numero 42 ad Austin e Silverstone. Per lui altri podi e ottime performance, ma quest'anno il ragazzo di Barcellona vuole di più, molto di più. L'obiettivo dichiarato è conquistare almeno tre Gran Premi, possibilmente lottando per il titolo.

Per il numero 36, invece, il target è il primo podio. Facile da dire, un po' meno da concretizzare. Da rivelazione della stagione scorsa, il pilota di Palma de Maiorca ambisce ai posti migliori della classifica, rispettando quanto richiesto dalla Casa di Hamamatsu. Per Suzuki il campionato che sta per cominciare rappresenta quello inerente al salto di qualità, che tutto lo staff desidera. Un podio finale - ottenuto nella graduatoria corridori MotoGP - sarebbe per il team Ecstar come un successo.

Alex Rins, due vittorie in MotoGP con la Suzuki
Alex Rins e Suzuki vogliono le prime posizioni della classifica MotoGP

MotoGP, per Suzuki 60 anni di corse e nostalgia per l'ultimo titolo vinto nel 2000 con Roberts Junior

Sessanta anni di corse, sempre ad alto livello. Suzuki prepara il 2020 con questo primato, che inserisce la Casa di Hamamatsu tra le più fedeli del Motomondiale. Anche se, va ricordato, l'ultima affermazione da numero 1 risale all'anno 2000, quando l'americano Kenny Roberts Junior riuscì a vincere il titolo della 500 Gran Prix. Da allora ad oggi, successi nelle singole corse, mai più il mondiale.

Alex Rins non è infastidito da questo dato, né preoccupato. La pressione sulle spalle gli piace, affiancata alla voglia di emergere, ancora di più. Come fare? Andando forte, a testa bassa. In effetti, lo staff Ecstar non è tra i più chiacchieroni del paddock e Rins sa come misurare le dichiarazioni. A Sepang, il catalano ha visto come è esteticamente la sua GSX-RR, domani salterà in sella e ne scoprirà il potenziale: 

Dall'anno scorso, mi porto l'esaltante emozione di aver vinto almeno un gara nella Top Class. Quest'anno sono consapevole dei miei mezzi, sfrutterò l'esperienza maturata e proverò a gestire meglio le gare. Sfoggerò la livrea dedicata ai 60 di corse Suzuki, la cosa mi rende orgoglioso. Il team è come una famiglia, io ce la metterò tutta per lottare sempre nelle posizioni migliori, cioè, per la vittoria

Joan Mir è altrettanto propositivo. Il maiorchino parte per fare meglio di quanto ottenuto lo scorso anno, questo è stato detto. Le difficoltà incontrate all'esordio non hanno demotivato il giovane spagnolo che, anzi, è ancora più determinato e preparato alla sfida che lo attende. Innanzitutto, per lui sarà importante gestire in modo ottimale le gomme Michelin in gara, poi dovrà capire quando e come attaccare gli avversari: 

Il mio 2019 è stato duro, ma importante. Ho imparato tante cose nuove, infatti, adesso voglio farmi trovare preparato e pronto alla stagione 2020. La nuova colorazione Suzuki è bellissima, mi piace e non vedo l'ora di guidare la moto. I miglioramenti fatti nello scorso campionati dovranno servirmi per quest'anno, dal quale vorrei trarre il massimo possibile, anche perché adesso sto bene fisicamente

In effetti, Mir ha patito alcune cadute rovinose, che gli avevano lesionato i polmoni. Per fortuna, ora Joan è in forma, come lo è Alex Rins. Il duo Suzuki è giovane, affiatato, convinto. Davide Brivio, team director Ecstar, punta sulla coppia più talentuosa della griglia, sapendo che da entrambi potrà avere grosse soddisfazioni. Lo sperano ad Hamamatsu, con tanti soldi spesi per il progetto MotoGP. Anche perché il titolo della Classe Regina manca dall'anno 2000. Chiedete a Kenny Roberts Junior.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.