NFL: Mahomes nella storia a 25 anni e quel ristorante di Kansas City

I Chiefs sono sul tetto del mondo e Mahomes in due anni è passato da riserva a MVP sia della regular season che del Super Bowl.

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Dieci minuti possono definire una carriera? Probabilmente no, ma la seconda parte del quarto periodo di Patrick Mahomes durante il Super Bowl, probabilmente ha già dato un indirizzo alla sua, che verrà ricordata nella storia NFL probabilmente in tanti modi tra cui quello di essere stato il principale artefice di tre rimonte da oltre dieci punti nei playoff per vincere l’anello.

Nessuno era mai riuscito in tale impresa e delle sue gesta durante i playoff ne avevamo già parlato lunedì nell’immediato post partita. C’è stata molta disquisizione se lui meritasse davvero il premio, ma si sa che al Super Bowl è molto difficile non vedere un quarterback come miglior giocatore, soprattutto nel momento in cui conduce una rimonta da doppia cifra nel quarto periodo.

C’è chi dice che sia stata, forse a ragione, una delle sue peggiori partite degli ultimi due anni, altri dicono che Damien Williams avrebbe meritato il premio per la continuità nel match (anche se giova dire che il suo TD lungo è arrivato “a giochi fatti”) e altri che perorano la causa di Pat dicendo che nonostante tutto ha inscenato una rimonta incredibile grazie a quel 3e15 convertito per 44 yards che ha cambiato ufficialmente l’inerzia della gara, lanciando i Chiefs nel cielo stellato di Miami.

NFL: 25 anni nella storia?

È vero che la società di oggi viaggia a velocità impensabili, così come lo sport e che le storie incredibili hanno molta più possibilità di venir fuori, ma se pensiamo a Mahomes tre anni fa, è quasi spaventoso ragionare sull’evoluzione delle cose. I Chiefs venivano da un’ottima stagione marcata dal solito finale amaro di una rimonta subita con Alex Smith nella tasca. Il QB di Reid aveva condotto una ottima stagione, aveva stupito molti, ma nel momento clou era crollato come il resto della squadra e allora la decisione da prendere sarebbe stata molto difficile. Reid ha optato per lasciare andare il suo pretoriano e promuovere Patrick Mahomes a titolare, perché aveva visto in lui qualcosa di unico.

Quando lo diceva in offseason sembravano le solite frasi di circostanza che dicono tutti, invece sono bastate poche partite per smentire questa concezione: un talento incredibile, la capacità di dare spettacolo a ogni lancio e di compiere azioni mai viste su un campo da football prima di quel giorno. L’escalation è stata verticale, sono arrivati 50 TD in stagione regolare, i Chiefs hanno vinto la AFC, Mahomes è stato nominato MVP, ma il finale della storia li ha visti sconfitti alle porte del sogno. Un anno dopo, altra stagione incredibile offuscata solo da un irreale Lamar Jackson, seconda testa di serie, Super Bowl raggiunto e tutto il resto è storia. In due anni da backup di belle speranze a doppio MVP di regular season e Super Bowl. E se il tempo non vola in questo caso…

La Madden curse e quel ristorante…

Essere campioni è un’emozione unica e riportare i Chiefs al titolo dopo 50 anni garantisce un’estate da re. Il rapporto Mahomes Kansas City è di vero amore. Una sera Pat era con la fidanzata in un ristorante di Kansas City per una cena rilassante e ovviamente tutti lo hanno riconosciuto, ma nessuno si è avvicinato a lui né per chiedere un autografo né un selfie. Nulla per tutta la serata. Mahomes va alla cassa e paga il conto. Prima di uscire si gira verso il ristorante e dice:

Grazie a tutti per avermi lasciato tranquillo con la mia fidanzata a consumare una cena serena. È per questo che amo Kansas City, grazie di cuore a tutti.

Per ringraziarli in modo tangibile ha pagato il conto a tutti i presenti prima di uscire. Questo è il rapporto Mahomes-KC che dopo questa vittoria diventa di amore incondizionato.
Per completare l’opera di divinizzazione, Mahomes ha anche sfatato la Madden curse, ovvero quella maledizione che vede inevitabilmente soccombere chiunque sia protagonista del famoso gioco della EA Sports. Sono caduti tutti, a uno a uno nel recente passato, invece lui ha sfatato anche questo mito diventano lui un mito NFL in tutto e per tutto.

 

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