MotoGP, Jorge Lorenzo è tornato al suo primo amore: la Yamaha

Il maiorchino abbandonò la M1 a fine 2016, per abbracciare Ducati per due anni e Honda per uno. A Sepang, il numero 99 è sceso in pista con la quattro cilindri di Iwata, nel ruolo di collaudatore.

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Jorge Lorenzo è tornato in MotoGP, anche se ci sarebbe da dire che il maiorchino non se ne sia mai andato. Il numero 99, lasciato anzitempo il team Honda, dopo vacanze rilassanti, ragazze avvenenti ed auto piuttosto lussuose, si è presentato a Sepang. In Malesia, tuttavia, il cinque volte campione del mondo non era presente a tempo perso. Al SIC lo abbiamo visto in azione ancora una volta, come se il tempo non fosse passato.

Invece, sono trascorsi diversi anni dall'ultima apparizione di Jorge in Yamaha. Era il 2016, campionato concluso in terza posizione. Tre, appunto, questo il numero di titolo conquistati nella Top Class. Tutti su M1 ufficiale, come factory è la moto guidata nei test che preparazione la stagione 2020. La Casa di Iwata ha richiamato Lorenzo, offrendogli un ruolo da tester. Lui ha accettato, senza pensarci su.

Come se tutto fosse già scritto da tempo. I due anni in Ducati, tra difficoltà e vittorie incredibili. L'anno in HRC, tra cadute, infortuni e disperazione di aver smarrito lo smalto di una volta. Invece, occhi attenti dicono che il quasi trentatreenne abbia ancora talento da vendere e Yamaha lo ha comprato. Questa è una bella notizia per il motociclismo, un po' meno gradevole per gli avversari. Già si parla di un possibile rientro in gara, pianificato con una wild card. Forse due. Per la MotoGP sarebbe un gran colpo.

Jorge Lorenzo con la tuta del team Yamaha MotoGP
Jorge Lorenzo ai tempi vincenti in MotoGP, quando correva con la Yamaha

MotoGP, Lorenzo tester o pilota? Possibile almeno una wild card mondiale

Il posto scelto sarebbe quello più ideale che mai. Barcellona, Montmelò. In pratica, casa sua. Jorge adora la pista, ama la Catalogna, non vede l'ora di tornarci, sì, ma a gareggiare sul circuito a pochi passi dalla città. L'idea di Yamaha e del pilota è semplice: dato che dobbiamo fare un lavoro di sviluppo, perché non accelerare i tempi con una bella corsetta? Ed ecco l'ipotesi - non celata - di una wild card 2020.

E poi, i burloni, che alimentano il fuoco, gettandogli sopra benzina a più di 260 ottani, come i cavalli della M1 ufficiale, usata a Sepang per lo shakedown prestagionale. Qualche mattacchione avrebbe messo in giro la seguente indiscrezione: le wild card saranno più di due, magari tre o, addirittura, cinque. Ah, se così fosse, ben vengano, ha risposto quacun'altro. Vedremo.

Ciò che abbiamo già visto era lui, il numero 99, sulla "sua" Yamaha. Con quel marchio, Lorenzo ha vinto tre titoli mondiali, nelle stagioni 2010, 2012, 2015. Niente male. Tra l'altro, nonostante lo stop avvenuto a metà estate scorsa, il ragazzo di Palma è apparso pure piuttosto in forma. Le cose sono due: si è allenato (possibile. Tornare in pista gli è piaciuto così tanto da dimenticare i vecchi acciacchi (altrettanto possibile). La MotoGP è così: ti fa male o ti guarisce.

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