Juninho Pernambucano compie 45 anni: come nasce la sua punizione?

Il 30 gennaio 1975 nasceva il calciatore che ha segnato un'epoca con i suoi calci piazzati. Una tecnica che ha affascinato il mondo.

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Chiunque, almeno una volta, ha guardato un suo calcio di punizione da distanza impossibile e si è chiesto come facesse a batterli in quel modo. In una generazione segnata dal tiro con le tre dita di Roberto Carlos, dalla rincorsa di Ronaldinho e dal passo di Kakà, i calci piazzati di Juninho Pernambucano hanno sempre fatto storia a sé, diventato un marchio indelebile nella storia del calcio brasiliano ed europeo.

Oggi l'ex numero 8 del Lione compie 45 anni. Ha smesso di giocare a calcio esattamente 6 anni fa, dopo aver toccato Qatar e Stati Uniti prima di tornare in patria, con la maglia del suo Vasco da Gama. Pur avendo lasciato l'Europa nel 2009, a distanza di oltre un decennio è ancora viva nella mente la sua tecnica nuova, che mescolava l'effetto di un tiro d'interno con la forza di una conclusione di collo.

Andrea Pirlo è stato il calciatore che, meglio di tutti, è riuscito a riprodurre quella traiettoria inspiegabile, poi definita la "Maledetta". Nella sua biografia, l'ex playmaker di Inter, Milan e Juventus ha raccontato il suo legame con il marchio di fabbrica di Juninho Pernambucano e la gioia nell'essere riuscito a coniare quella punizione:

Un direttore d'orchestra montato al contrario, con la bacchetta tra i piedi. Uno che il segno OK lo faceva con l'alluce, non con il pollice. Uno scherzo ben riuscito dell'Ikea. L'ho studiato, ho raccolto CD, DVD, addirittura vecchie fotografie delle sue partite. Quando sono riuscito ad individuare il modo in cui calciava il pallone, mi recai a Milanello e feci un tentativo sul campo senza nemmeno cambiarmi i mocassini. Fu subito un tiro perfetto.

Juninho Pernambucano compie 45 anni: storia di una punizione leggendaria
Juninho Pernambucano compie 45 anni: storia di una punizione leggendaria

I 45 anni di Juninho Pernambucano: come si batteva la sua punizione?

Il giro che Juninho Pernambucano dava al pallone era totalmente differente dai suoi predecessori e dai suoi colleghi dell'epoca. L'impatto con il piede avveniva nella parte inferiore della palla, quasi a contatto con il terreno di gioco. La parte che colpiva la sfera erano le famose tre dita, con il collo del piede che rimaneva dritto e la caviglia quanto più stabile possibile.

Al momento del contatto tra piede e palla, ne usciva un colpo violento che non perdeva forza e velocità lungo la traiettoria: il motivo risiedeva nel fatto che la sfera non venisse caratterizzata da un movimento rotatorio dovuto all'impatto, mantenendo invece un moto stabile. Il colpo dal basso alzava il pallone fuori dallo specchio della porta, ma raggiungeva un culmine dopo il quale scendeva in picchiata sotto l'incrocio. Un movimento indecifrabile per i portieri, costretti a seguire il pallone con lo sguardo e ritardando il tuffo per coprire il palo.

La distanza o la posizione defilata non erano problemi gravi, al contrario diventavano una variabile impazzita per chi doveva difendersi dal suo calcio piazzato. Il metodo utilizzato per le punizioni da lontano era definito "tirapugni": l'unico fattore che poteva variare era l'oscillazione del pallone, che però non perdeva potenza lungo il tragitto.

Juninho Pernambucano, i numeri

È stato con la maglia del Lione che Juninho Pernambucano ha scritto la storia del calcio europeo. In 8 anni con la maglia dei francesi ha segnato 44 gol su punizione: in carriera ne ha segnati complessivamente 135, 75 dei quali su calcio piazzato. Una media incredibile, soprattutto se rapportata al coefficiente di difficoltà dovuto alla distanza. In 4 occasioni ha segnato da oltre 40 metri: nel 2008, contro il Nizza, ci riuscì da 48, praticamente da centrocampo.

Senza dimenticare gli avversari contro cui batteva le sue punizioni: famoso il gol segnato contro il Bayern Monaco nella Champions League 2003/04, con un tiro da 35 metri che sorprese Oliver Kahn. Real Madrid e Barcellona non sono da meno: nella stagione 2005/06, Iker Casillas ha incassato un gol su calcio piazzato alla velocità di 126 km/h da quasi 40 metri. Victor Valdes, invece, fu battuto con una traiettoria dal lato corto dell'area, quasi dalla linea di fondo.

In campionato, oltre al gol contro il Nizza, nel 2006 ha fatto stropicciare gli occhi a tutti gli spettatori di Ajaccio-Lione. Punizione da 41 metri, il pallone oscilla in modo inspiegabile senza effettuare nessun moto rotatorio, per poi finire in rete.

Le punizioni di Juninho Pernambucano sono state l'impossibile che non solo diventa possibile, ma anche costante, consueto, talmente ripetitivo da far esultare i tifosi del Lione ogni volta che la squadra conquistava un calcio piazzato, come se fosse un rigore. Oggi ne è rimasta un'eredità importante, con tanti successori che provano ad imitarne la traiettoria. Che però, come il tiro di Roberto Carlos o la rincorsa di Ronaldinho, sarà sempre legata al suo inventore.

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