Milan, con Ibrahimovic è tutta un'altra storia: e ora la sfida a CR7

Il ritorno dello svedese ha rianimato il Diavolo, che con lui in campo è ancora imbattuto e si è preso un posto in semifinale di Coppa Italia, dove se la vedrà con la Juventus di Cristiano Ronaldo.

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Lo scorso 27 dicembre, quando un accordo che da tempo era nell'aria era stato finalmente messo nero su bianco, in molti avevano storto la bocca. Il ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic, a distanza di oltre 7 anni dall'addio avvenuto nell'estate del 2012, era stato visto da buona parte della critica specializzata come un tentativo disperato di mettere una pezza su una stagione fino a quel momento disastrosa. A poco più di un mese di distanza, ecco che chi aveva parlato di semplice "effetto nostalgia" è costretto a ricredersi.

Potremmo parlare, semmai, di "effetto Ibrahimovic": lo svedese avrà anche 38 anni e non sarà più in possesso della mobilità di un tempo, ma che il suo arrivo abbia trasformato una squadra che sembrava entrata in un tunnel senza uscita lo dicono i numeri. Dopo aver debuttato contro la Sampdoria, in uno 0-0 che lo ha visto scendere in campo per poco più di mezz'ora, Ibra era titolare già 5 giorni più tardi a Cagliari, autore di uno dei due gol con cui i rossoneri hanno espugnato la Sardegna Arena. La prima vittoria del 2020, la prima di un mese di gennaio in cui poi ne sarebbero arrivate altre 4 consecutive tra campionato e Coppa Italia.

Così, superati di misura Udinese e Brescia, il Milan si è ritrovato al sesto posto in classifica in Serie A, di nuovo in corsa per un posto in Europa mentre in Coppa Italia, battuta la SPAL, è arrivata la vittoria contro il Torino che ha garantito ai rossoneri l'accesso alle semifinali contro la Juventus di Cristiano Ronaldo. Una sfida elettrizzante per tutto l'ambiente e soprattutto per Ibra, deciso a superare anche CR7 e che su Instagram scrive: "Non me ne sono mai andato."

Zlatan Ibrahimovic festeggia la vittoria sul Cagliari del suo Milan

Milan, "effetto Ibrahimovic": il Diavolo ha rialzato la testa

Spiegare la rinascita del Milan con il semplice ritorno di Ibrahimovic è forse davvero troppo semplicistico e non renderebbe giustizia alle intuizioni di mister Pioli, agli sforzi di una società che sembra finalmente riuscire a gestire gli esuberi (Suso e Piatek sono in partenza) e alla crescita individuale di nomi come Calhanoglu e Rafael Leao. Ma certo non è un caso che tutto questo sia avvenuto in coincidenza con il suo arrivo, come è innegabile il fatto che la grinta, il carisma e le qualità del campione svedese - 5 presenze e 2 reti, in campo nell'85% dei minuti disponibili e ormai sempre titolare - abbiano contribuito al processo.

Così quella che doveva essere una semplice operazione-nostalgia, e che rischiava di trasformarsi nel simbolo di un Milan talmente confuso da rinnegare la linea verde scelta in estate, si è trasformata nell'operazione di mercato più azzeccata da parte della dirigenza rossonera, messa sotto esame da Elliott dopo una prima parte di stagione che aveva portato qualcuno a parlare persino di retrocessione. Un'esagerazione che però sottolineava le difficoltà di una squadra incapace di segnare e vincere, smarrita e priva di personalità. Una squadra che con Ibra ha alzato la testa ed è pronta a giocarsela con chiunque. Compresa la Juventus, compreso quel Cristiano Ronaldo a cui il campione svedese, c'è da scommetterci, non si è mai sentito inferiore.

Certo non potrà andare sempre tutto bene, e da qui a fine stagione arriveranno nuove battute d'arresto, momenti difficili che sono inevitabili per una squadra che ancora deve crescere sotto numerosi aspetti. La sensazione è che comunque le difficoltà saranno affrontate in modo diverso rispetto al passato, che il Diavolo abbia trovato nel suo totem svedese un leader dentro e soprattutto fuori dal campo, capace di alzare il livello generale e di aumentare fiducia ed entusiasmo. Un esempio è Rafael Leao, che proprio dopo la vittoria contro il Torino ha pubblicato sulle Instagram Stories una foto accompagnata da un commento che la dice lunga sull'aria che si respira adesso a Milanello.

La story su Instagram di Rafael Leao su IbrahimovicInstagram/@iamrafaeleao93
"Ero solito giocare con lui sulla mia Playstation e oggi gli ho fornito un assist. Mai smettere di sognare."

Anche questo, se vogliamo, fa parte del cosiddetto "effetto Ibrahimovic". Cristiano Ronaldo e la Juventus sono avvisati.

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