Kobe Bryant, identificato il corpo tra le 9 vittime. E Shaq lo ricorda...

Il medico legale ha confermato l'identificazione del corpo dell'ex giocatore dei Lakers. E Shaquille O'Neal lo ha ricordato commosso.

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Non c'erano più dubbi che fosse sotto le macerie dell'elicottero, ma ora è arrivata anche la conferma del medico legale. Pochi minuti è stato identificato il corpo di Kobe Bryant, Ara Zobayan, John Altobelli e Sarah Chester, morti tragicamente in un incidente aereo a Calabasas, zona a nord-ovest di Los Angeles, 

Restano da confermare i nomi delle altre cinque vittime, ma come purtroppo è noto si tratta della figlia di Kobe, Gianna Maria, della figlia di Sarah Chester, Payton, della moglie di Altobelli, Keri, di loro figlia Alyssa e di Christina Mauser, allenatrice di pallacanestro.

Shaquille O'Neal ricorda Kobe Bryant: "Se n'è andato il miglior Laker della storia"

Intanto l'ex compagno di Kobe Bryant ai Lakers, Shaquille O'Neal, ha parlato così a TNT:

Non volevo crederci, non potevo neanche immaginare una cosa del genere. Non sentivo un dolore così grande da tempo. Se n'è andato probabilmente il miglior Laker della storia, il miglior giocatore. La gente dice: "Prenditi il tuo tempo e starai meglio", ma sarà molto dura per me. I nostri nomi saranno legati per sempre per quello che abbiamo fatto insieme. La gente mi chiede sempre del nostro rapporto e io rispondo che è come quello che ho con Charles Barkley: due forti personalità che fanno le cose a modo loro, dicendo certe cose, ma senza mai perdere il rispetto uno dell’altro. E quando è il momento di scendere in campo vincono, questi siamo stati io e Kobe, questo è quello che abbiamo fatto. Il fatto che non potremo scherzare insieme alla sua cerimonia di ingresso nella Hall of Fame, il fatto che non potrà dirmi: "Ah, io ne ho cinque di anelli NBA, tu solo quattro". Che non potremmo dirci che se fossimo restati insieme avremmo potuto vincerne 10, queste sono cose che non potranno mai tornare indietro. Ho già perso mio padre e mia sorella, l'unica cosa che vorrei è di potergli parlare ancora. All'inizio non ci credevo, ero con mio figlio e i miei nipoti e uno dei miei nipoti è arrivato piangendo facendomi vedere il telefono. Gli ho detto toglilo, viviamo in tempi in cui tutto può essere falsificato, non ci volevo credere. Poi tutti hanno iniziato a telefonarmi. E dopo l'altro colpo, la sua amatissima figlia. Ogni volta che incontravo Kobe con sua moglie e le bambine dicevo: "Ecco lo zio Shaq". Provavo a farle ridere. È devastante

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