MotoGP, Vinales rinnova con Yamaha. E Rossi?

Il catalano e la Casa di Iwata rinnovano l'accordo per altre due stagioni, arrivando sino al 2022. Per Valentino, invece, più incertezze che dubbi sul futuro da affrontare.

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Maverick Vinales ha deciso. Il catalano numero 12 della MotoGP rimarrà in Yamaha. Il suo contratto scadeva alla fine di questo 2020, oggi l'annuncio del rinnovo per altre due stagioni. Perciò, il team Monster factory avrà ancora Maverick in sella alla M1, sino al 2022. L'ufficializzazione dell'accordo toglie le ipotesi di vederlo presto in Ducati, moto da lui gradita, al momento accantonata.

Con questa pedina a posto, Yamaha è abbastanza "tranquilla". Perché non del tutto? Perché Rossi ancora non sa cosa farà. Il campionato deve ancora cominciare - inizio marzo il primo Gran Premio in Qatar - ma già si pensa al futuro. Valentino ha un contratto valido sino a fine anno ed i risultati penderanno sulla scelta da compiere. Se sarà competitivo, il pilota di Tavullia resterà. Contrariamente, dirà addio.

Vinales, dal canto suo, ha fatto bene a rimanere. Nel 2019 i migliori piazzamenti per la Casa di Iwata sono stati colti proprio dal ragazzo di Barcellona, colui che ha saputo intepretare meglio di tutto la quattro cilindri dei tre diapason. Per puntare al titolo mondiale, servono stabilità e certezze. La firma, quindi, rasserena il corridore e la squadra, in una unione che potrebbe sfociare in grandi cose. Con i sette Gran Premi vinti sinora in MotoGP (uno con la Suzuki, gli altri in Yamaha) Vinales vuole puntare al numero 1 della Top Class.

Vinales e Yamaha alla caccia del titolo MotoGP
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Eppure, le parti si sono parlate. A Bologna - anzi, a Borgo Panigale - erano molto interessati a Vinales e Maverick avrebbe affrontato il cambio di casacca. Da blu a rosso. Sfumato, per ora. Almeno sino al 2022. Il team Yamaha mette sotto al naso del pilota un rinnovo biennale, offrendogli condizioni interessanti. Perché, di sicuro, il catalano sa che da oggi in avanti avrà più appoggio e sostegno dalla Casa, dal reparto corse e dalla dirigenza giapponese.

Mica poco: se si vuole puntare in alto, gli elementi devono essere tutti al proprio posto. Evidentemente, in una eventuale proposta Ducati, qualcosa mancava. E non parliamo di una moto non all'altezza della situazione, anzi. La Desmosedici è forse la più performante del lotto, seppur assai complicata da capire ed interpretare. A convincere Vinales è stata l'aria di certezza che respirerà nel garage sin dai primi test.

La concorrenza è spietata, anche nel mercato piloti. Correre con contratti da negoziare, aggiustare e firmare, è stressante. Farlo con la mente sgombra, aiuta ad essere più veloci. Al netto di tutto, inseriamo Maverick come pretendente al titolo 2020 della MotoGP. Sapendo che per lui i conti con Marquez e Dovizioso sono ancora aperti e tutti da regolare. E Valentino? Rossi ha, in questo momento, altri pensieri. Il primo: provare a trovare la competitività perduta. 

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