Morte Kobe Bryant, lacrime e tributi: le reazioni del mondo sportivo

Lebron James piange all'aeroporto di LA, Young cambia numero. Shaq: "Mi mancherai fratello". E dall'Italia parla Del Piero: "Sei stato un'ispirazione per tutti".

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In passato qualcuno disse che la scomparsa di un personaggio tanto conosciuto quanto amato lasciasse, oltre a una dose di tristezza immensa, anche una sorta di presa di coscienza sulla morte, inteso come inevitabile momento che prima o poi verrà per tutti. La tragedia che ha visto coinvolto Kobe Bryant ha colpito tutti, in maniera trasversale: l'ex stella dei Los Angeles Lakers ha perso la vita a 41 anni, a causa di un brutto incidente di volo avvenuto a bordo del suo elicottero personale. A bordo, con lui, una delle figlie, che col padre condivideva l'insano amore per il basket.

Le cause sono ancora da accertare e, nelle prossime settimane, sicuramente se ne saprà di più. Ciò che conta, però, è che la triste vicenda ancora una volta ha fatto solidarizzare l'intero mondo dello sport. Sono state tante, nella notte, le manifestazioni di affetto per il Mamba, un ragazzo che ha messo la palla a spicchi al centro di tutto e contribuito, a suo modo, a rivoluzionare la nuova era della pallacanestro. Mito, ora leggenda, ma soprattutto un esempio per tutti. La NBA ha dichiarato subito lo stato di lutto: le partite in programma tra domenica e lunedì si sono giocate, perché negli USA il detto "the show must go on" viene prima di tutto, ma in tutte le arene i giocatori, a loro modo, ci hanno tenuto a ricordare Kobe anche solo con un gesto simbolico.

Per esempio, nel match tra San Antonio Spurs e Toronto Raptors le due squadre hanno fatto scadere i rispettivi primi possessi di 24 secondi, dedicandoli a Bryant che, guarda caso, ha in carriera ha indossato proprio quel numero. Lo stesso è successo nel derby della Grande Mela, quello tra Brooklyn Nets e New York Knicks: ai giocatori, visibilmente scossi, è scappata anche qualche lacrima, all'interno di una serata nella quale il risultato finale è passato in secondo piano e l'aria sugli spalti non somigliava affatto a quella delle altre volte. Insomma, era impossibile pensare che, dopo una tragedia del genere, si potesse andare avanti senza tornare con la mente là, nel cuore della California, dove poche ore fa è scomparsa una delle leggende storiche del basket mondiale.

Morte Kobe Bryant, le reazioni del mondo dello sport
Los Angeles in lutto per la morte di Kobe Bryant: l'ex stella dei Los Angeles Lakers è morto a 41 anni, vittima di un incidente in elicottero. LA sua scomparsa ha scatenato la reazione commossa di tutto il mondo sportivo

Morte Kobe Bryant, da Neymar a Belinelli: le reazioni del mondo dello sport

Reazioni, dicevamo. Mentre in Australia, dove si stanno giocando gli Open di uno dei Master 1000 più importanti dell'anno, è stato osservato un minuto di silenzio su tutti i campi, a Lille Neymar ha deciso di onorare la memoria di Kobe Bryant mimando il numero 24 alle telecamere, subito dopo il suo secondo gol segnato alla squadra di casa, nel posticipo di Ligue 1. Il brasiliano ha spiegato di aver appreso dell'accaduto alla fine del primo tempo:

Sono tornato in campo scosso, per questo quando ho fatto gol non ci ho pensato nemmeno un secondo. Dedico questa vittoria a un grande amico che ora non c'è più.

Anche un altro campione come Alessandro Del Piero, grande appassionato di basket, ha omaggiato uno dei suoi idoli davanti agli schermi di Sky Sport:

È stato un'ispirazione per tutti, il mondo intero è scioccato per ciò che è accaduto.

Gli fa eco Marc Cuban, proprietario dei Dalla Mavericks, che oltre a ricordare Kobe ha comunicato una decisione storica riguardo la franchigia texana:

Il numero 24 non sarà mai più indossato da nessun giocatore dei Mavs. Kobe è stato un ambasciatore del gioco, una leggenda dai mille successi e un'icona globale - ma soprattutto un padre che amava le proprie figlie. L'eredità di Kobe trascende la pallacanestro e per questo motivo non assegneremo mai più il suo numero.

"Sei stato il mio modello di vita" - dice Marco Belinelli - "ho avuto l'onore di conoscerti e di giocarti contro e ogni volta è stato un momento indimenticabile". Parole intense, quelle del nazionale azzurro, che ha sempre dichiarato di avere nel Mamba il suo idolo sportivo.

Da Young a Embiid, fino alle lacrime di Lebron. E Jordan: "Eri un fratello minore..."

La comunità sportiva americana ha fatto sentire sin da subito la vicinanza alla famiglia di Kobe Bryant, con messaggi di cordoglio per la grave perdita. Ma non solo: tanti messaggi sono arrivati anche ai Los Angeles Lakers, la franchigia che il Mamba aveva sposato per la vita, portandola a grandi successi e infrangendo record su record. Di rientro dalla trasferta di Philadelphia, all'aeroporto di LA Lebron James non ha trattenuto l'emozione ed è scoppiato in lacrime. Qualche giorno fa, ironia della sorte, Kobe aveva assistito al proprio sorpasso nella classifica dei top scorer di sempre, operato proprio dal fenomeno di Akron.

E, a proposito di Philadelphia, molto toccante è stato il messaggio di Joel Embiid, stella dei 76ers:

Ho iniziato col basket dopo averti visto alle Finals del 2010, è stato il punto di svolta della mia vita: sono fottutamente triste: riposa in pace Leggenda

Ad Atlanta, il rookie Trae Young ha abbandonato per una sera il numero 11, indossando come tributo l'8, col quale Bryant ha chiuso la carriera, ma i messaggi più toccanti sono arrivati dall'uomo che più di tutti gli ha voluto bene, talvolta litigandoci aspramente ai tempi del Lakers. Una sorta di nemico-amico, Shaquille O'Neill:

Mi mancherai fratello. Sei stato più di un atleta, eri un grande uomo di famiglia: non ci sono parole per esprimere quello che provo in questo momento.

Già, Shaq, non ci sono. Nessuno le trova, forse perché non esistono. O forse, la descrizione migliore del Mamba l'ha data Michael Jordan, il più grande di tutti:

Se ne va il mio fratello minore.

Su Kobe Bryant si sono scritti libri e girati servizi di ogni tipo: se in vita la sua scalata all'immortalità era pressoché scontata, da poche ore è ufficiale, D'altronde, anche se lo spettacolo deve andare avanti, le leggende non muoiono mai. Ciao Kobe, mancherai proprio a tutti.

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