Liga, Maxi Gomez show al Mestalla: il Barcellona cade 2-0 col Valencia

Il bomber uruguayano prima sbaglia un rigore, poi provoca l'autogol che apre il match, raddoppiando a metà ripresa. Al Barça non basta Ter Stegen: primo stop per Setien.

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Dopo l'ottimo esordio, soprattutto a livello di gioco e personalità, della scorsa settimana contro il Granada, la Liga di Quique Setien riparte dal Mestalla di Valencia, a pochi giorni dall'insidiosa trasferta in Copa del Rey contro l'Ibiza. I blaugrana devono dare alcune risposte sul campo, soprattutto a livello di atteggiamento: durante le prime due uscite con l'ex allenatore del Betis in panchina, è sempre mancata la zampata decisiva per chiudere i conti. Il che, sul lungo periodo, potrebbe rappresentare un problema. Contro la squadra di Celades, i catalani incassano la prima sconfitta della nuova gestione, facendosi condannare da una sfortunata autorete di Jordi Alba e da un bel gol di Maxi Gomez.

Eppure il pomeriggio era cominciato nel migliore dei modi, visto che Setien recuperava il lungodegente Arthur spedendolo in campo dal primo minuto, nel cuore del centrocampo a tre, come scudiero di Busquets, alla pari di de Jong. In porta gioca il solito Ter Stegen, mentre il pacchetto arretrato è composto - da destra a sinistra - da Sergi Roberto, Piqué, Umtiti e ovviamente Jordi Alba. Il posto in attacco che appartiene a Suarez, uno dei due grandi assenti alla pari di Dembélé, lo prende Griezmann, attorno al quale gravitano Messi e Ansu Fati. Solo panchina per Vidal e Rakitic, non convocato Carles Perez, che nelle prossime ore volerà a Roma per firmare con i giallorossi.

Nel Valencia manca il capitano Dani Parejo, espulso durante la trasferta di Maiorca, ma rientra - seppure inizialmente in panchina - Rodrigo, oggetto del desiderio del Barcellona, che in questi giorni pare stia facendo di tutto per assicurarselo. Setien lo ha indicato come osservato speciale, punta di diamante di una squadra che si schiera con Domenech in porta (Cillesen è ancora out), Garay e Gabriel Paulista da referenti centrali in difesa, mentre sulle fasce trovano spazio Wass, a destra, e Gaya a sinistra. Il mezzo al campo Coquelin torna centrale per affiancare Kondogbia, con Ferran Torres - rilanciato titolare da Celades - e Soler esterni. Davanti, ad affiancare Maxi Gomez, c'è ancora spazio per Gameiro.

Liga, Valencia - Barcellona: la cronaca del primo tempo

Gioco fluido, quasi ipnotico, tanto possesso palla e la sensazione che, da un momento all'altro, la giocata vincente sarebbe arrivata. Invece il grande protagonista del primo tempo di Valencia - Barcellona è la saracinesca blaugrana Ter Stegen. Il tedesco è provvidenziale in almeno quattro occasioni nel fermare le iniziative della squadra di Celades, che accetta il dominio in palleggio del Barça andando a pungere in ripartenza. Dopo cinque minuti di gioco la truppa di Quique Setien aveva già messo insieme 77 passaggi, una cifra di sette volte superiore a quella dei padroni di casa.

Però, al quarto d'ora, è il Valencia che ha la prima possibilità di colpire: a centrocampo i blaugrana perdono un palla sanguinosa e regalano una ripartenza fulminea agli avversari, che con quattro tocchi di prima entrano in area. Piqué, in evidente ritardo, stende Maxi Gomez regalandogli l'opportunità di andare sul dischetto, ma al momento del tiro il Toro si fa ipnotizzare da Ter Stegen, fallendo il calcio di rigore. Poco dopo, il tedesco stoppa un tentativo di autogol goffo dello stesso Piqué, colpito da un rimbalzo fortuito su tiro di Sergi Roberto, mentre intorno alla mezz'ora, dopo aver deviato sulla traversa un tiro di Gomez, smanaccia il tap in ravvicinato di Gameiro. Perfetto anche l'intervento sul tiro di Coquelin da fuori area, a coronare una prima parte di partita perfetta.

Annotazioni tattiche. Il Barcellona gioca con un 4-3-3 che, in fase di possesso, si trasforma in un più pragmatico 3-4-1-2, in perfetto stile Setien. Sergi Sergi Roberto diventa il terzo di difesa a destra, de Jong fa l'esterno di centrocampo sulla verticale di Fati, Jordi Alba si alza e la coppia Busquets - Arthur si occupa di dirigere le operazioni, duettando tra le linee con Messi. L'argentino è il primo ad andare a pressare quando la palla l'hanno gli altri, con Griezmann che scivola a sinistra e de Jong che torna a stringersi in mezzo nella mediana a tre, permettendo ai due terzini di andarsi a riposizionare ai lati di Piqué e Umtiti.

Dall'altra, il 4-4-2 di Celades è in realtà un chiaro 4-3-3: Gameiro, disegnato dalla regia spagnola come punta, scala subito a sinistra in fase di costruzione, diventando la soluzione verticale di Gaya, mentre Ferran si alza sulla linea degli attaccanti decentrato verso destra. Il Barcellona soffre il pressing delle tre punte, che a rimorchio possono contare sul finto laterale Soler e Coquelin, mentre Kondogbia gioca da schermo davanti alla difesa. Le due linee di pressione portate sino al limite dell'area avversaria portano il Barça a sbagliare parecchio quando riparte dal basso, ma la porta di Ter Stegen resta inviolata fino al fischio di Gil Manzano.

Maxi Gomez si riscatta, Jordi Alba fa autogol: la cronaca del secondo tempo

L'impressione però è che il Valencia possa colpire da un momento all'altro. E, dopo un paio di minuti della ripresa, il match si stappa definitivamente: Maxi Gomez raccoglie un pallone sul secondo palo e scaglia un destro violento verso la porta di Ter Stegen, ingannato dalla deviazione decisiva di Jordi Alba. Il vantaggio galvanizza la squadra di Celades, che preme e impensierisce ulteriormente il Barcellona con una sponda di Gomez che Soler non riesce a indirizzare in porta. Al 55esimo Setie manda dentro Vidal per Arthur e la situazione, almeno parzialmente, migliora.

Con il cileno in campo i catalani riescono meglio ad aggredire gli spazi: intorno al minuto 60 Messi va al tiro due volte, prima su sponda dello stesso Vidal e poi dopo aver chiuso un triangolo nello stretto con Griezmann. Il Valencia spezza i ritmi mandando in campo Rodrigo per Gameiro, ma Messi - così come accaduto contro il Granada - decide di caricarsi sulle spalle la squadra tentando da solo di riaprire la partita. Il suo scavetto da fuori area che stava per sorprendere Domenech poteva diventare un serio candidato per il prossimo Premio Puskas, ma la palla si spegne sopra la traversa. 

Poco dopo, la Pulga si avventa in tuffo di testa su un cross di Jordi Alba, mettendo la sfera a lato, nello stesso punto in cui si spegne una punizione da posizione molto interessante. Ma la luce, in realtà, non si è mai accesa, e in ripartenza il Valencia pesca anche il 2-0: tutto nasce da una rimessa laterale battuta velocemente da Rodrigo, bravo a pescare tra le linee Soler che, a sua volta, disegna un tracciante preciso per l'accorrente Gomez. Piatto sul secondo palo e Ter Stegen, che ha parato l'impossibile, non può fare nulla. Un rigore sbagliato e un gol e mezzo: la standing ovation per il Toro è inevitabile.

Da qui in poi la partita va via via spegnendosi. Il Valencia cerca di compattarsi nella propria metà campo, il Barcellona fatica a trovare spazi per colpire in area avversaria e si espone a ripetuti contropiedi che solo l'imprecisione non permette agli avanti valenciani di concretizzarsi. Nel finale c'è ancora spazio per un episodio arbitrale controverso: nell'area del Barcellona c'è un contatto dubbio, al termine del quale il Valencia chiede rigore. Gil Manzano, consultati gli assistenti, fa ribattere il calcio d'angolo dal quale è nato tutto. Poco cambia: la vetta della Liga, adesso, è in pericolo: domenica sera il Real Madrid potrebbe prendere il largo e, dietro, anche l'Atletico potrebbe addirittura accorciare. Se questo non è un dramma, poco ci manca. In ogni caso, la prossima settimana per Setien si preannuncia molto burrascosa.

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