Dieci pretendenti e il River favorito: torna la Superliga argentina

I Millonarios comandano una classifica che racchiude 11 squadre in 5 punti. Incuriosisce il nuovo Boca Juniors, occhi puntati sul Velez di Centurion e Ricky Alvarez.

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Dopo sei settimane di pausa, in mezzo alle quali si sono consumate le vacanze di fine anno, anche per la Superliga argentina è il momento di tornare in campo. Anzi, il termine giusto sarebbe ritornare, visto che la massima divisione albiceleste è stata interrotta esattamente al giro di boa. In questa pausa di un mese e mezzo i club ne avrebbero dovuto approfittare per intervenire sul mercato, ma in realtà i movimenti - seppure importanti - sono stati sostanzialmente pochi, almeno per quanto riguarda le cosiddette big. Per esempio, al Boca Juniors per quasi tutto il mese di dicembre si è pensato a riorganizzare il club dopo le elezioni presidenziali, tenutesi il giorno 8 e vinte da Jorge Ameal, che ha spazzato via l'oficialismo dopo 24 anni di gestione.

L'addio di Angelici e l'arrivo di colui il quale, a cavallo del 2010, aveva già ricoperto questo incarico prima di essere spodestato proprio dal delfino kirchnerista, ha aperto nuovi scenari, tecnici ma non solo. In società, in qualità di vicepresidente, è stato nominato Juan Roman Riquelme, che ha avuto subito l'ingrato compito di raccogliere i cocci lasciati dall'ennesima delusione in Copa Libertadores patita dai rivali storici del River Plate andando non solo a trattare le conferme direttamente con i big, ma soprattutto prendendosi la responsabilità di scegliere l'uomo dal quale gli Xeneizes ripartiranno dopo il fallimento gestionale firmato Gustavo Alfaro.

Vincere la Libertadores è l'obiettivo dichiarato del 2020, ma nello stesso tempo è anche un'ossessione difficile da sconfiggere. Per questo, al capezzale del Boca Juniors, è stato chiamato l'ultimo uomo in grado di portare il club sul tetto del continente: Miguel Angel Russo ha vinto il ballottaggio con Jorge Sampaoli e Gabriel Heinze, e il suo arrivo lascia spazio alla ritrovata speranza di tornare protagonisti anche in campo internazionale. Nel 2007 gli Xeneizes, con Miguelito in panchina, vinsero la coppa per l'ultima volta, trascinati nella doppia finale proprio da Riquelme. Guarda caso, lo sponsor di Russo. E non pensiate nemmeno per un secondo che questa sia una coincidenza.

Superliga argentina si riparte
Miguel Angel Russo, nuovo allenatore del Boca Juniors: ha preso il posto del dimissionario Alfaro, ma aveva già diretto il club qualche anno fa, portandolo nel 2007 alla vittoria della Copa Libertadores

Argentina, torna la Superliga: le prospettive del Boca Juniors

I due si stimano e hanno già buttato giù un progetto di massima per quanto riguarda le mosse di mercato. Al momento, le decisioni più pesanti prese da Roman sono state quelle relative alla conferma di Carlos Tevez e Mauro Zarate, oltre all'allontanamento definitivo di Daniele De Rossi. In entrata, anche se c'è ancora tempo per chiudere qualche colpo, al momento è arrivato soltanto Guillermo Pol Fernandez, mezzala tecnica che lo scorso anno aveva vinto la Superliga con il Racing, prima di trasferirsi per un semestre in Messico al Cruz Azul. Tra gli obiettivi principali di Riquelme ci sono anche due peruviani, il difensore Carlos Zambrano e il centravanti Paolo Guerrero.

Qualora dovessero arrivare, a lasciare La Boca saranno Paolo Goltz e soprattutto Ramon Abila. Wanchope, uno dei centravanti più impattanti del paese, ha dovuto troppo spesso convivere con problemi fisici che ne hanno arrestato l'ascesa, mancando spesso in partite fondamentali. Più in generale, l'impressione è che il Boca Juniors darà comunque priorità alla Libertadores. D'altronde, la rosa è di primissimo ordine un po' in tutti i reparti, come confermano anche i dati rilevati dal CIES, che posizionano gli Xeneizes tra le squadre più ricchi e preziose di tutto il continente, unica argentina in mezzo a un plotone di brasiliane.

Gallardo è rimasto ma il mercato non decolla: la spending review del River Plate

La notizia in casa River Plate, dove il mercato in entrata langue, riguarda la conferma di Marcello Gallardo. Il tecnico dei Millonarios a dicembre aveva rilasciato alcune dichiarazioni molto criptiche riguardo al suo futuro, tanto che si paventava un possibile approdo in Spagna per testare le sue capacità anche nel calcio europeo. Inoltre, pare ci siano stati anche degli screzi col presidente D'Onofrio, che non gli ha garantito tutti gli innesti richiesti, obbligandolo per l'ennesima volta a fare di necessità virtù. Gallardo ha vinto tutto, tranne il campionato: attualmente la Banda è prima, ma nel lasso di 5 punti ci sono ben 11 squadre. Troppe, soprattutto per fare programmi sul lungo periodo.

Come se non bastasse, a Nuñez hanno anche dovuto salutare Exequiel Palacios, faro del centrocampo riverplatense nonché colonna della nazionale argentina. Il classe 1998 si è trasferito al Bayer Leverkusen, che per averlo ha pagato i 17 milioni di euro di clausola rescissoria scritti sul contratto che legava il giocatore al River. Il Muñeco si ritrova così con un reparto in emergenza, sia numericamente che anagraficamente: Enzo Perez e Ponzio danno sempre meno garanzie, Nacho Fernandez è rimasto ma con il mal di pancia (si parla di offerte milionarie respinte da Messico, Usa e Brasile), così Gallardo si affiderà sempre più all'uruguayano De la Cruz e al giovane colombiano Carrascal, che sta facendo molto bene al Preolimpico. Davanti si sta confermando il talentuoso Santos Borré, ma non è detto che basti.

Il caso Beccacece accende il clasico di Avellaneda

Fino a pochi mesi fa Sebastian Beccacece era famoso principalmente per due cose. La prima, per essere stato a lungo l'assistente di Jorge Sampaoli e, nel contempo, discepolo di un calcio filosoficamente bielsista che il 39enne con la chioma da rock star ha sin dal principio fatto suo, proponendolo anche ad alti livelli. La seconda, invece, riguarda il miracolo sfiorato alla guida del Defensa y Justicia, matricola di Florencio Varela con la quale ha sfiorato il titolo durante la scorsa stagione, perdendolo nel finale contro il Racing. Questo exploit gli ha fatto guadagnare la chiamata dell'Independiente, dove però il metodo Beccacece non hai attecchito.

E così, dopo aver incassato diverse delusioni in questo primo semestre, il tecnico ha deciso di firmare con gli acerrimi nemici del Racing, trasferendosi di fatto solo pochi chilometri più in là dalla sede, e dallo stadio, del Diablo. Ad Avellaneda la rivalità è molto sentita, ma le due squadre cittadine non se la stanno passando benissimo. L'Academia, dopo il titolo dell'anno scorso, non è riuscita a confermarsi e, come se non bastasse, di recente ha incassato anche l'addio di Eduardo Coudet, l'artefice di quella cavalcata vittoriosa, passato all'Internacional di Porto Alegre.

Il mercato poi ha portato via due pedine importanti come Miguel Barbieri e Alejandro Donatti, e anche il gioiellino Zaracho avrebbe manifestato la volontà di andare via. L'Independiente, invece, è in crisi economica profonda e non ha fatto alcuna mossa in entrata. L'unica novità? Il ritorno al club di Lucas Pusineri, ex centrocampista e oggi nuovo allenatore del Diablo. Lui avrà il compito di ricostruire la squadra non solo dal punto di vista tecnico, ma soprattutto psicologico. I suoi pregressi in panchina gli hanno permesso di accumulare esperienza importante in Colombia, ma sedersi sulle panchine del Libertadores de America sarà tutta un'altra storia.

Le osservate speciali: occhi puntati sul Velez di Heinze

Tra i progetti più interessanti di questa Superliga c'è sicuramente quello intrapreso da Gabriel Heinze al Velez. Il Fortin arrivava da anni di anonimato, quando l'ex difensore romanista - all'epoca sulla panchina dell'Argentinos Juniors - venne chiamato per modellare la squadra attorno ai tanti giovani talenti che stavano uscendo dal vivaio. Giocatori come Thiago Almada e Nicolas Dominguez, quest'ultimo recentemente passato al Bologna, dovevano rappresentare la base dalla quale ripartire, e in effetti il lavoro del Gringo è stato talmente positivo che il Boca Juniors aveva pensato a lui per il post Alfaro.

Invece Heinze è rimasto a Liniers, si è seduto al tavolo con la dirigenza facendole capire che il titolo può essere un obiettivo concreto. Così il Velez ha provato a rinforzarsi puntando su un paio di giocatori di spessore assoluto, seppure da rilanciare. Ricardo Centurion e Ricky Alvarez, vecchie conoscenze del calcio italiano, saranno le stelle del 2020 di un Fortin che vuole tornare protagonista tramite un'identità di gioco ben rimarcata. Qualora dovessero ritrovarsi, probabilmente diventerebbero due fattori altamente decisivi. Qui il tecnico dovrà essere bravo, ma già in passato Heinze ha dimostrato di saper svolgere al meglio anche l'attività di psicologo.

Postilla finale sul San Lorenzo: la società ha ceduto un po' di giocatori, trai quali spicca Fernando Belluschi, scaricato al Lanus dopo anni di onesto servizio. In panchina è stato confermato Diego Monarriz, in un primo momento assunto come interino, mentre per rinforzare la squadra sono arrivati l'esperto centrale difensivo Donatti e l'interessante Nicolas Fernandez, peperino offensivo classe 1996 esploso nel Defensa y Justicia. L'impressione è che le porte del Ciclon siano ancora ampiamente girevoli, perché la classifica sorride e il primo posto non è poi così lontano. Si parte stasera con Aldosivi - Lanus: preparatevi, la Superliga sta tornando.

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