Lukaku: "All'Inter ho riscoperto me stesso. E Conte è unico"

L'attaccante belga si racconta a Sky Sport News: "A marzo ho deciso che sarei andato via dal Manchester United".

0 commenti

di - | aggiornato

Share

DisneyPlus in offerta a tempo limitato per 1 anno a 59,99 euro. Offerta valida sino al 23 marzo 2020.

Romelu Lukaku si è concesso a un'intervista rilasciata alla redazione inglese di Sky Sports News, in cui ha parlato di vari temi. L'attaccante dell'Inter, nonché l'acquisto più costoso della storia del club, è arrivato a 14 gol nelle prime 20 giornate di Serie A:

Penso di aver riscoperto me stesso. La scorsa stagione è stata difficile dal punto di vista professionale, le cose non sono andate come avrei voluto e non giocavo bene. Ho dovuto cercare dentro me stesso cosa mancasse e sono arrivato alla conclusione che fosse il momento di cambiare aria. Così ho preso la mia decisione attorno a marzo, sono andato dall'allenatore e gli ho detto che era ora che mi trovassi qualcosa di diverso. Non giocavo e quando lo facevo non ero ai miei livelli, era la cosa migliore per tutti separarsi e penso di aver preso la decisione giusta.

Anche perché all'Inter ha trovato Antonio Conte, un allenatore che non ha mai nascosto la stima nei suoi confronti:

C'è entusiasmo attorno a noi, ma dentro lo spogliatoio siamo concentrati sul lavoro che dobbiamo fare. Il mister ci sta addosso ogni giorno ed è un bene. Qui si fa un lavoro fisico a cui non ero abituato: si dice che la Premier League sia fisicamente il campionato più duro, ma nessuno si allena duramente come facciamo noi. Ricordo che nelle prime due settimane di lavoro dicevo al mio agente: "Sto soffrendo tanto in allenamento perché non ho mai fatto questo tipo di lavoro", ma Conte era sempre lì a incoraggiarti e quando mi guardavo attorno non vedevo nessuno lamentarsi.

Lukaku racconta il suo passaggio all'Inter

L'elogio dell'allenatore e del suo metodo d'allenamento prosegue:

Per me era speciale perché alle volte gli allenatori, in queste situazioni, ti prendono in giro. Lui invece è lì a dirti di fare di più, nessuno molla perché è lui a darti l'energia per continuare e questo si trasforma nell'intensitá che mettiamo in campo. Siamo la squadra che corre di più, creiamo tante occasioni e abbiamo una grande difesa perché non molliamo fino all'ultimo. Mi sono reso conto che finalmente potevo tirare fuori tutto il mio potenziale.

E il rapporto tra i due è schietto e sincero:

Conte non è uno che vuoi deludere, ti parla apertamente, ti dice in faccia se stai facendo bene o stai sbagliando. Ricordo dopo la partita di Champions League con lo Slavia Praga, dove ho giocato davvero male: mi ha detto che avevo fatto schifo e che la prossima volta mi avrebbe tolto dopo 5 minuti. Qualche giorno dopo abbiamo avuto il derby e ho giocato una delle mie migliori gare della stagione. Conte è così, ti dà una svegliata quando è necessario, lo fa con tutti, non importa chi sei. Se lavori duro giochi, se non fai quello che dice non giochi, lo rispetto per questo.

Poi una battuta anche su Mourinho, con il quale ha potuto lavorare al Manchester United:

Se avesse avuto i giocatori che chiedeva, avrebbe fatto meglio di quello che ha fatto.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.