Copa Libertadores 2020, istruzioni per l'uso: si parte stanotte

Il Flamengo difende il titolo conquistato nel 2019 da una folta schiera di pretendenti. Tanti i cambi in panchina: spicca l'arrivo di Miguel Angel Russo al Boca Juniors.

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A poco più di un mese dalla finale giocata a Lima, la Copa Libertadores torna in campo per quella che sarà l'edizione numero 60 della massima manifestazione per club organizzata dalla Conmebol. Il Sudamerica è continente di sorprese e pronostici soverchiati ma, ancora prima del calcio di inizio, una cosa è certa: sarà difficile spodestare il Flamengo. I campioni in carica hanno una rosa che potrebbe tranquillamente fare bella figura in un campionato europeo di medio livello, impreziosita da alcuni arrivi interessanti - la società si sta impegnando economicamente - e conferme inaspettate, soprattutto dopo i tanti successi del 2019.

Innanzitutto, a giorni dovrebbe arrivare la conferma del riscatto di Gabriel Barbosa: i rubronegros sarebbero molto vicini a chiudere l'accordo con l'Inter, assicurandosi il centravanti classe 1996 a titolo definitivo. Avere Gabigol è certezza di successo. Lo sa bene Jorge Jesus, deus ex machina del Flamengo, capace di prendere in mano la squadra in estate e di capovolgerne la mentalità in pochissimi mesi. Nella finale vinta contro il River Plate, i rossoneri hanno evidenziato una forza caratteriale comune a poche altre squadre al mondo, raggiunta grazie al grande lavoro del santone portoghese.

Jesus, che di recente è entrato in forte polemica con la società per la cessione della stellina Reinier - il Real Madrid lo ha acquistato per "soli" 30 milioni di euro - ha già ottenuto tutta una serie di rinforzi in grado allungare le rotazioni, sia dal punto numerico che qualitativo. L'ala sinistra Michael, pagato l'equivalente di 7,5 milioni di euro al Goias, l'interessante 18enne Thiago, gli svincolati Pedro Rocha e Gabriel più l'ex Fiorentina Pedro vanno così ad aggiungersi a una rosa di primissimo ordine, nella quale spiccano le presenze di Bruno Henrique - uno dei craque dell'anno passato - De Arrascaeta, Rafinha, Filipe Luis, Everton Ribeiro e Gerson, l'ex romanista riscattato di recente per quasi 12 milioni di euro.

Copa Libertadores 2020 al via
I tifosi del Flamengo festeggiano la vittoria della Libertadores 2019, arrivata nella finale di Lima contro il River Plate. Decisiva la doppietta di Gabriel Barbosa, che a breve verrà riscattato dai Rubronegros

Alla scoperta della Copa Libertadores 2020: Argentina e Brasile in prima fila

La Copa Libertadores 2020 vedrà ai nastri di partenza 47 squadre appartenenti ai dieci paesi affiliati alla Conmebol. Il Brasile è il paese con il maggior numero di rappresentanti di default (7), una in più dell'Argentina e tre rispetto a tutte le altre federazioni. Il torneo, ormai da qualche anno, ha cambiato formato: anziché un solo playoff che qualifica direttamente alla fase a gruppi, vengono disputati addirittura tre turni preliminari, dai quali alla fine usciranno le quattro squadre che andranno a completare il quadro dei gironi. Due posti sono assegnati ai vincitori di Libertadores e Sudamericana 2019, in questo caso Flamengo e Independiente del Valle e, proprio per questo motivo, Brasile ed Ecuador quest'anno saranno rappresentati da un'ulteriore compagine.

Il contingente verdeoro è quello più importante di tutti, perché si schiera in assetto da battaglia potendosi permettere di mandare in campo praticamente tutte le migliori realtà del momento. Oltre al Flamengo, dai gironi partiranno anche Atletico-PR, Santos, Palmeiras, Gremio e San Paolo, mentre Internacional e Corinthians saranno costrette a giocarsi l'accesso alla prima fase via playoff. L'Argentina, invece, porta avanti solo tre pezzi grossi come River Plate, Boca Juniors e Racing, alle quali si aggiungono altrettante outsiders. C'è molta curiosità attorno al Defensa y Justicia, vicina a vincere la Superliga dello scorso anno, così come sarà interessante vedere come se la caveranno Atletico Tucuman e Tigre (quest'ultima milita in seconda divisione), finito in Libertadores per aver vinto la Copa de la Superliga.

Il Cile, dove il campionato non si è concluso per via delle tensioni che hanno bloccato il paese, torna in campo con le tre grandi (Colo Colo, Universidad de Chile e Catolica) tutte qualificate contemporaneamente, cosa che non succedeva da anni. Lo stesso discorso è valido per Paraguay (Olimpia, Cerro Porteno, Libertad e Guaranì) e Perù, che oltre alle tre squadre di Lima si presenta al via con un'esordiente assoluta, il Binacional di Juliaca, squadra del dipartimento di Puno inserita nel girone del River Plate, che gioca le partite casalinghe a oltre 4mila metri di altezza.

Jorge Jesus l'apripista: Argentina e Brasile, rivoluzioni in panchina

Il grande impatto di Jorge Jesus al Flamengo ha di fatto allargato l'esterofilia del Brasile, dapprima concentrata solo sui calciatori, anche agli allenatori. Il Santos, che ha divorziato da Jorge Sampaoli, si è affidato al portoghese Jesualdo Ferreira, mentre l'Internacional di Porto Alegre ha deciso di attuare una rivoluzione tattica affidando la panchina a Eduardo Coudet. Il Chacho, come viene soprannominato in Argentina, è considerato uno degli allenatori in rampa di lancio, e i suoi pregressi tra Rosario Central e Racing confermano quanta bontà ci sia alla base delle sue idee.

Il Palmeiras, dopo l'addio a Felipe Scolari e il fallimento Mano Menezes, ha richiamato al proprio capezzale Vanderlei Luxemburgo, già tecnico del Verdao negli anni Novanta, mentre l'Atletico-PR ha confermato Dorival Junior, fresco di nomina invernale in luogo di Tiago Nunes, passato invece al Corinthians. Anche in Argentina ci sono un po' di novità da registrare. Se il River Plate ha deciso di non separarsi da Gallardo, il Boca Juniors - al termine delle elezioni che hanno visto il passaggio del testimone presidenziale da Angelici ad Ameal - ha nominato come allenatore Miguel Angel Russo, l'ultimo in grado di portare gli Xeneizes in cima al continente.

Il Racing, infine, ha sostituito Coudet con Sebastian Beccacece, un innovatore discepolo di Bielsa e Sampaoli, la cui caratteristica principale - oltre ad aver sfiorato la vittoria del campionato con il Defensa y Justicia - rimane l'aver appena finito di allenare l'Independiente, rivale storica dell'Academia, passando praticamente da un lato all'altro di Avenida Presidente Bartolomé Mitre, dove sono ubicati entrambi gli impianti calcistici di Avellaneda, a pochi metri l'uno dall'altro.

La Copa Libertadores 2020 comincerà con il primo turno preliminare, nel quale sono in programma tre partite: i peruviani dell'Universitario faranno visita ai venezuelani del Carabobo, mentre il Barcelona de Guayaquil - devastato dai debiti che sembravano poter portare il club sull'orlo del fallimento - se la vedrà con il piccolo Progreso di Montevideo, all'esordio assoluto nella competizione. San José - Guaranì completerà il quadro del programma, in vista di un secondo turno che vedrà scendere in campo, tra le altre, anche Internacional, Corinthians, Atletico Tucuman, The Strongest e Universidad de Chile.

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